Mattarella, i migranti e la glaciale verità
| Politica
Le parole del presidente della Repubblica Mattarella sulle “norme preistoriche” dell’UE sui migranti suonano sacrosante
Mattarella, i migranti e la glaciale verità
Le parole del presidente della Repubblica Mattarella sulle “norme preistoriche” dell’UE sui migranti suonano sacrosante
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Mattarella, i migranti e la glaciale verità
Le parole del presidente della Repubblica Mattarella sulle “norme preistoriche” dell’UE sui migranti suonano sacrosante
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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella non va tirato per la giacchetta. Le sue parole, ferme e decise, sulle “norme preistoriche“ dell’Unione europea sui migranti suonano sacrosante, ma non rispondono a nessun disegno politico. Non sono un assist all’attuale governo o all’attuale opposizione, rispecchiano un buco normativo gigantesco dell’Unione e un’inerzia insopportabile davanti a un fenomeno epocale.
È una presa d’atto e un indiretto messaggio a definire una volta per tutte la questione un’urgenza (se preferite “emergenza“) dell’intera Ue. Anche di quei Paesi che continuano ostinatamente a far di sì con la testa e tenere rigorosamente immobili le mani, anche se rappresentano le mete finali della marea umana che spinge dal Sud del mondo.
In Italia, da 72 ore abbiamo scoperto la “protezione speciale“, di cui fino alla scorsa settimana non parlava nessuno. Classico esempio di approccio tattico e sostanzialmente fine a se stesso al problema. Nel mentre, ieri Eurostat ha fornito i seguenti dati: entro il 2100 la popolazione italiana si ridurrà di oltre 8,8 milioni, il calo più consistente in termini assoluti fra i 27. Sempre in base alle proiezioni dell’Istituto statistico europeo, in Italia ci saranno 29,9 milioni di nascite a fronte di 57,5 milioni di morti, saremo di gran lunga il Paese più vecchio fra i più popolosi e la previsione di un saldo positivo di 18,7 milioni tra emigranti e immigrati non riuscirà comunque a impedire che la popolazione totale passi da 59 milioni ai 50,19.
Considerato che parliamo di fine secolo, qualcuno potrebbe essere tentato di fare spallucce, ma questo sarebbe solo il punto d’arrivo. Anche il “viaggio“ di un Paese con sempre meno giovani e un numero crescente di anziani risulterebbe una via crucis.
Di immigrati, piaccia o non piaccia diventa irrilevante, ne avremo bisogno sempre di più, anche rispetto a quanto previsto oggi. Per tenere in piedi i conti, pagare le pensioni, non rinunciare al welfare e riuscire a gestire un’Italia mostruosamente invecchiata. L’età media arriverà a 53,3 anni, oggi è già la più alta a 48.
Lo hanno scritto tutti i governi, anno dopo anno, compreso l’attuale. Immigrati regolari, si intende. Non resterebbe che affrontare il problema senza abbracciarlo come un’arma di propaganda. Magari.
di Fulvio Giuliani
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Tag: Evidenza, immigrazione
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