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title: Mattarella, meno male che c’è
description: "Titolo del nuovo brano? “Meno male che... Sergio c’è!” e ogni riferimento al Presidente Mattarella è dichiaratamente voluto"
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date: 2025-07-15
author: Andrea Pamparana
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categories: [Politica]
tags: [politica]
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# Mattarella, meno male che c’è

![Mattarella](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/07/UNA-FOTO-320-1024x639.jpg)

Titolo del nuovo brano? “Meno male che... Sergio c’è!” e ogni riferimento al Presidente Mattarella è dichiaratamente voluto

C’è stato un periodo della storia politica italiana durante il quale era diventata di moda la canzoncina “Meno male che Silvio c’è”. **Il riferimento era ovviamente a Silvio Berlusconi e quel motivetto aveva preso il posto del precedente inno ufficiale**, quel “Forza Italia” composto da Renato Serio e arrangiato da Augusto Martelli (musicisti di vaglia). **Un’era geologica fa.** **Ora qualche bravo compositore dovrebbe mettere nero su bianco sullo spartito un’altra canzone**, perché spesso la musica, anche se leggera, esprime meglio di tante dotte analisi il sentimento generale. **Titolo del nuovo brano? “Meno male che... Sergio c’è!” e ogni riferimento al Presidente [Mattarella](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/mattarella-e-il-medio-oriente-che-fine-hanno-fatto-politica-ed-equilibrio/) è dichiaratamente voluto.**

**Credo che se oggi l’Italia ha una dignità da esibire, ad esempio nella politica estera, lo si debba al nostro Presidente della Repubblica**. Che non è affatto «la mummia sicula» (come chiosa il noto sito gossipparo Dagospia), **ma un baluardo formidabile alle mille derive della politica nazionale, divisa tra convinti o flebili**, comunque sempre ‘putinisti’ con diversi gradi di amorosi sensi e conseguenti vantaggi di natura varia, tra incomprensibili flirtatori con i tagliagole di Hamas e con le gru che i *pasdaran* iraniani usano per appendere oppositori e oppositrici.

**Restiamo sulla vicenda ucraina.** Lì l’ambiguità di partiti e partitini regna sovrana. Nella stessa maggioranza (leggi Salvini) e anche nell’opposizione (leggi Conte e i ramoscelli del cosiddetto ‘campo largo’, Frastoianni e Bonelli). **Alcuni di loro così filo Putin da essere sospettabili di connivenza con un macellaio che fa strage di uomini, donne e bambini (anche suoi compatrioti), senza che ci sia una bandiera in piazza a mimare una qualsivoglia protesta.**

**Incontrando a Roma il *leader* ucraino Volodymyr Zelensky,** il Presidente Mattarella ha pronunciato parole chiare e che si vorrebbe fossero il comune sentire del popolo italiano: «Omaggio alla resistenza di Kiev, sacrifici rivolti al futuro. Il popolo ucraino difende il diritto di determinare liberamente il proprio destino, resistendo da tre anni a una guerra di aggressione ingiustificabile» ha sottolineato con decisione Mattarella alla Ucraine Recovery Conference. **Un’altra sua frase da incorniciare: «Nel suo proiettarsi verso il domani, Kiev può contare – desidero ribadirlo – su un sostegno corale alla sua scelta europea». **L’Europa è per un mondo libero e contro ogni sopraffazione. **Quindi, meno male che Sergio c’è.**

**Purtroppo i sondaggi (per quel che valgono, intendiamoci) fotografano una situazione diversa in molti settori della vita italiana**. Cittadini insofferenti e a volte – si dica con rispetto – un po’ menefreghisti. Problemi ne abbiamo tanti: la solita giaculatoria su sanità, scuola, lavoro, giustizia. **Dati reali non sempre confortanti e la sensazione che molti *leader*, da una parte e dall’altra, siano soprattutto «tutto chiacchiere e distintivo», come gridava irato Al Capone (magistralmente interpretato da Robert De Niro) contro il poliziotto Kevin Costner nel film “The Untouchables”.**

Mi piace inoltre ricordare che, su un tema decisivo per la democrazia come la giustizia,** Mattarella, rivolgendosi il 25 maggio scorso ai magistrati in tirocinio, ha esortato giudici e pm a mostrare «irreprensibilità e imparzialità» anche nell’uso dei *social*, agendo sempre con rigore morale e responsabilità professionale. Parole di esemplare chiarezza. **E chissà quante guance saranno arrossite guardandosi allo specchio.

Quindi, meno male che Sergio c’è.** Ma per favore ascoltatelo, prendete appunti e applicatevi.**

di *Andrea Pamparana*
