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title: Meloni al G20, una grande occasione
description: "I temi affrontati nel G20 e i bilaterali ai massimi livelli della presidente del Consiglio sono l'opportunità per tornare a parlare di cosa conta davvero. La coerenza di Meloni sulla posizione atlantista vale più cento inutili polemiche sui migranti."
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date: 2022-11-16
author: Fulvio Giuliani
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categories: [Politica]
tags: [Evidenza, giorgiameloni, Meloni, politica]
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# Meloni al G20, una grande occasione

![meloni al g20](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/11/Evidenza-sito-30.jpg)

I temi affrontati nel G20 e i bilaterali ai massimi livelli della presidente del Consiglio sono l'opportunità per tornare a parlare di cosa conta davvero. La coerenza di Meloni sulla posizione atlantista vale più di cento inutili polemiche sui migranti

**I bilaterali ai massimi livelli della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in occasione del G20 di Bali, sono da leggere come grandi opportunità** per stabilire i primi, fondamentali contatti e costruire rapporti imprescindibili per una grande potenza industriale come l’Italia, che resta pur sempre una media potenza regionale a livello politico. Gli incontri di ieri con il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e quelli di oggi con il *leader* cinese Xi Jinping e il presidente indiano Narendra Modi favoriscono anche un sano bagno di realismo, dopo le giornate che abbiamo sprecato a combattere una battaglia sui migranti tutta intorno all’ombelico italiano e al proprio elettorato di riferimento. Il bel risultato è stato quello di trovarci clamorosamente isolati in Europa, al netto di un’ottima propaganda a uso *social*.

Crediamo che al capo del governo italiano possa aver fatto piacere non dover discutere di migranti, “musiche cambiate” e “pugni duri” (da battere più nell’aria che su inesistenti tavoli), riportando al centro dell’attenzione** i temi reali su cui verrà giudicata** – nessuno si offenda: tutte le cancellerie e tutti i *leader* sono costantemente sotto esame –** l’azione di governo nel prossimo futuro**. In realtà, di migranti ha velocemente parlato con il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, in un colloquio definito da un alto funzionario europeo come un ‘seguito’ di quello che si è tenuto nel corso della sua visita a Bruxelles. Prima del trambusto con la Francia, sottolineiamo noi.

Del resto, l’incidente con Parigi va chiuso e anche in fretta. **Le condizioni ci sono tutte e si tratta solo di compiere quei gesti intelligenti e distensivi che non costeranno la faccia proprio a nessuno e permetteranno anche all’Eliseo di rientrare nei ranghi.** La strada è stata tracciata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella sua telefonata di sabato scorso con Emmanuel Macron, ma ora è Giorgia Meloni che deve prendere in mano la situazione e fare il suo lavoro. Evitando magari che siano altri (*in primis* il suo ministro delle Infrastrutture) a decidere l’agenda politica del governo con un *tweet* ben assestato al momento giusto.

**Il G20 dovrebbe essere anche l’occasione per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica italiana – e della stampa – sul reale ordine di priorità che ci si prospetta**, mentre abbiamo deciso di immolarci su un singolo tema per mere esigenze di propaganda di qualcuno. È sulla capacità della diplomazia di trovare una via d’uscita al conflitto scatenato dalla Russia in Ucraina che si misurerà il mondo nei mesi a venire, il resto è corollario e conseguenza. Oltretutto, negli ultimi giorni i segnali da saper cogliere ci sono:** il vertice Biden-Xi ha rimesso faccia a faccia le due superpotenze e relegato la Russia in una scontata e inevitabile posizione periferica e subordinata**. Vladimir Putin non potrà che farci i conti, al netto di tutte le sue volgari spacconate. Pechino non ha ancora fatto pressioni dirette su Mosca perché si sieda a un tavolo delle trattative in modo costruttivo, ma il vento gelido cinese via Bali non sarà sfuggito al Cremlino. Gli Stati Uniti, peraltro, non hanno esitato a contattare direttamente i russi – attraverso i rispettivi servizi segreti nel vertice in Turchia – a riprova che la strategia sta funzionando: appoggiare Kiev, anche militarmente, per costringere Putin ad accettare una trattativa, spingendolo a considerare preferibile il parlare con Zelensky a una guerra di logoramento dall’esito oltretutto sempre più incerto. **Lo stesso presidente ucraino, nella sua giornata trionfale di Kherson, ha lanciato inequivocabili segnali di disponibilità al dialogo.** Su quanto siano ‘sinceri’ e ‘indotti’ c’è da ragionare, ma questa è solo parte della stessa storia.

Se c’è un piano su cui il governo italiano ha ottime carte da giocare con gli alleati occidentali e anche nei confronti dei cinesi è proprio la crisi ucraina. Se lo ricordino la presidente del Consiglio e la sua movimentata maggioranza:** l’assoluta coerenza di Giorgia Meloni al rigido atlantismo impostato dall’esecutivo Draghi vale cento inutili polemiche sui migranti.**

Di *Fulvio Giuliani*
