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title: "Meloni: “L’Italia non è in guerra e non sarà in guerra&#8221;"
description: "Giorgia Meloni ha riferito al Senato che \"L'Italia resta fuori dal conflitto in Iran e le decisioni sulle basi Usa spetteranno al Parlamento"
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date: 2026-03-11
author: Camilla Parigi
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categories: [Politica]
tags: [esteri, Iran]
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# Meloni: “L’Italia non è in guerra e non sarà in guerra&#8221;

![Meloni](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2026/03/UNA-FOTO-38-1024x639.jpg)

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni: "L'Italia resta fuori dal conflitto in Iran e le decisioni sulle basi Usa spetteranno al Parlamento

La presidente del Consiglio **Giorgia Meloni** è intervenuta oggi in Senato per riferire al Parlamento sulla crisi internazionale legata alla guerra in Iran e sulla posizione del governo italiano. L’intervento avviene a dodici giorni dall’inizio del conflitto tra Iran da una parte e Stati Uniti e Israele dall’altra, in un momento di forte tensione internazionale. Nel suo discorso la premier ha chiarito subito la linea dell’esecutivo: **l’Italia non è coinvolta nel conflitto e non intende partecipare alle operazioni militari**.

Ha dichiarato davanti all'Aula: "Voglio relazionare al parlamento e relazionarmi con le forze politiche su come affrontare la crisi in Medio Oriente, **una crisi tra le più complesse** degli ultimi decenni che impone di agire con serietà. **L’Italia non prende parte all’intervento di Stati Uniti e Israele contro l’Iran e non intende prendervi parte”.** Secondo la premier, il conflitto rischia di avere conseguenze non solo militari ma anche economiche e politiche per l’Europa e per l’Italia. Durante l’intervento ha anche parlato della minaccia legata al programma nucleare iraniano, affermando che non sarebbe accettabile che il regime iraniano possedesse armi nucleari insieme a una forte capacità missilistica, che potrebbe rappresentare un rischio anche per l’Europa.

Sulle basi concesse agli Usa ha dichiarato: **"Le basi concesse agli Usa dipendono da accordi che sono sempre stati aggiornati da governi di ogni colore: nel caso in cui dovesse giungere la richiesta spetterebbe sempre al governo, ma ribadisco, la decisione in quel caso sarebbe affidata al Parlamento. Ribadisco anche allo stesso modo che a oggi non è pervenuta alcuna richiesta."**

**Meloni ha poi risposto alle critiche delle opposizioni che, nei giorni scorsi, avevano accusato il governo di non aver chiarito la posizione italiana. La premier ha ribadito: **"Qui non c'è un governo complice di decisioni altrui, né tantomeno isolato in Europa, né colpevole di conseguenze economiche che la crisi può avere su cittadini e imprese. Io mi auguro sinceramente che possa essere affrontata anche con uno spirito costruttivo e di coesione, sottraendo la discussione a una polarizzazione politica che banalizzando non aiuta nessuno a ragionare con profondità". **Qui non c'è un governo che si sottrae al confronto parlamentare,** è in questo contesto di crisi del sistema internazionale nel quale le minacce diventano sempre più spaventose e si moltiplicano gli interventi unilaterali condotti fuori dal perimetro del diritto internazionale che dobbiamo collocare anche l'intervento americano e israeliano contro il regime iraniano".

**La presidente del Consiglio ha sottolineato la "strage delle bambine nel Sud dell'Iran" chiedendo che "si accertino le responsabilità. Va preservata l'incolumità dei civili e dei bambini"**. Ha proseguito: "Riguardo all'attuale aumento dei prezzi dei carburanti. Il messaggio che voglio dare agli italiani ma anche a chi dovesse pensare di sfruttare questa situazione per arricchirsi sulla pelle dei cittadini e delle imprese è: consiglio prudenza. Perché faremo tutto quello che possiamo per impedire che si speculi sulla crisi compreso se necessario recuperare i proventi della speculazione con una maggiore tassazione delle aziende che ne fossero responsabili".

Infine, la premier è tornata ad attaccare i giudici sui trasferimenti in Albania: **"Oggi l'Europa ci dice chiaramente, e nero su bianco, che il Governo italiano ha tutto il diritto a far funzionare i centri in Albania. **Anche se temo che per alcuni non basterà neanche questo, e che non cesseranno le ordinanze di revoca dei trattenimenti. I migranti irregolari condannati per spaccio di droga, resistenza a pubblico ufficiale, violenza sessuale in concorso, violenza sessuale di gruppo, e  violenza sessuale su minore, che per i giudici non possono essere trattenuti né rimpatriati perché hanno fatto strumentalmente richiesta di protezione internazionale. Decisioni che non trovano giustificazione neppure nel buon senso".

Di *Camilla Parigi*
