Meloni da Fedez, il podcast ‘sbarca’ anche in Italia?
Meloni sceglie di dialogare – più che farsi intervistare – con una star pop del calibro di Fedez, per provare a assestare un colpo nella battaglia referendaria
Meloni da Fedez, il podcast ‘sbarca’ anche in Italia?
Meloni sceglie di dialogare – più che farsi intervistare – con una star pop del calibro di Fedez, per provare a assestare un colpo nella battaglia referendaria
Meloni da Fedez, il podcast ‘sbarca’ anche in Italia?
Meloni sceglie di dialogare – più che farsi intervistare – con una star pop del calibro di Fedez, per provare a assestare un colpo nella battaglia referendaria
Il mondo dell’informazione cambia a una velocità che sorprende giorno dopo giorno. Nonostante l’ansia di chi fa questo mestiere di dimostrarsi sempre smaliziato e “pronto”.
Faremo un paio di esempi relativi solo alle ultime 24 ore: la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta nel Podcast di Fedez, per gettare tutto il proprio peso politico negli ultimi giorni della campagna per il referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati. Dopo il video di qualche giorno fa, sistema ormai classico ma non particolarmente efficace di disintermediazione, il capo del governo ha scelto di dialogare – più che farsi intervistare – con una star pop del calibro di Fedez per provare a assestare un colpo nella battaglia referendaria.
In una campagna elettorale di basso livello, Giorgia Meloni ha sparigliato le carte, accettando di entrare in una dimensione molto poco istituzionale, ma capace di parlare a un mondo che al 99,99% non ci pensa neppure a seguire i classici talk.
Il podcast in Italia continua a faticare nel trovare quel pubblico enorme in numeri assoluti e soprattutto di grande influenza che da tempo ha raggiunto negli Stati Uniti d’America.
Da noi (siamo pronti a scommetterci) la scelta farà alzare molte sopracciglia e provocherà travasi di bile a tanti giornalisti patinati e pettinati.
Altro aspetto che conviene tenere presente è che anche intervistando Giorgia Meloni quella singola puntata del Podcast di Fedez non farà milioni di stream, ma avrà un’eco tale da porre lo strumento sotto gli occhi di tutti. È questo a contare, quando si ragiona di Podcast.
Nelle stesse ore, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rilasciato alcune dichiarazioni al Corriere della Sera sulla guerra in Iran. Breve colloquio al telefono che non ha presentato alcuna novità nello schema comunicativo del capo della Casa Bianca: secondo Trump la guerra sta andando benissimo, è già vinta – anzi “stravinta” – e c’è poco altro da dire, se non magnificare la potenza americana.
Interessante, però, il dato per così dire operativo: il Presidente degli Stati Uniti risponde direttamente ad alcuni giornalisti, in base al sentimento del momento, al grado di conoscenza, al Paese di provenienza o chissà quali altre valutazioni personali. Qui non siamo alla disintermediazione, perché le domande sono poste dal più importante quotidiano di un Paese del G7, ma la procedura è mai vista: contatto diretto con l’uomo più potente della terra e sottratto a qualsiasi consueto controllo dello staff.
Bene, male? Molto più probabile che come sempre nel caso di Trump sia tanto per cominciare una cosa del tutto nuova. Impressionante, avendo una sia pur minima consapevolezza dei meccanismi classici dell’informazione.
Di Fulvio Giuliani
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