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Salvini, Meloni e i momenti per la festa

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Dedurre considerazioni morali dal karaoke di Meloni e Salvini è una forzatura. D’altra parte, il senso delle istituzioni dovrebbe far capire quando rinviare i momenti di festa

Salvini, Meloni e i momenti per la festa

Dedurre considerazioni morali dal karaoke di Meloni e Salvini è una forzatura. D’altra parte, il senso delle istituzioni dovrebbe far capire quando rinviare i momenti di festa
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Salvini, Meloni e i momenti per la festa

Dedurre considerazioni morali dal karaoke di Meloni e Salvini è una forzatura. D’altra parte, il senso delle istituzioni dovrebbe far capire quando rinviare i momenti di festa
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Un politico, una donna o un uomo di potere sono “diversi” dai normali cittadini? Hanno minori “diritti“ di ritagliarsi spazi puramente privati, anche di festeggiare un compleanno? Non c’è una sola risposta. Tantomeno nella politica di oggi, che ha di molto accorciato le distanze – talvolta annullandole del tutto – fra gli eletti e gli elettori. Il che, beninteso, non è necessariamente un fatto positivo e ha generato una rincorsa talvolta surreale in chi ricopra cariche elettive a una supposta “normalità“. A imporsi su tutto – sempre e comunque – dovrebbe essere il senso di gravitas istituzionale, la consapevolezza che si è legittimamente osservati, analizzati, vivisezionati in ogni parola, gesto e comportamento. Non si tratta di condannare una festa di compleanno, con tanto di karaoke. Lasciamo ad altri l’esegesi delle canzoni scelte come indicatore del supposto grado di indifferenza e insensibilità. Ci accontentiamo di molto meno: riflettere su quando possa essere doveroso e naturale rinviare una serata conviviale. In segno di rispetto, se vogliamo persino per convenienza politica o perché non è semplicemente il caso. Ci sono giorni e giorni, momenti e circostanze diverse e spesso sarebbe sufficiente riscoprire il valore della sobrietà e del silenzio. Quella festa che ha riunito il centrodestra e il governo resta inopportuna, anche se appare lunare trarne considerazioni di carattere morale sui partecipanti o addirittura tramutarla in un manifesto di un’idea di politica e di mondo. Queste sono esagerazioni e forzature, quando molto più banalmente ci sono cose che o non si fanno o si rinviano. Di Fulvio Giuliani

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