---
title: Meloni in bilico, in Italia e fuori
description: Giorgia Meloni e la sua maggioranza hanno fin da subito sostenuto Kiev e continuano a farlo. In un modo sbilenco. Qual è la prospettiva?
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/05/meloni-leadesrchip-1024x639.jpg
date: 2025-05-22
author: Carlo Fusi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/meloni-in-bilico-in-italia-e-fuori/
categories: [Politica]
tags: [guerra, Italia, Meloni, politica, Ucraina]
---

# Meloni in bilico, in Italia e fuori

![meloni-leadership](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/05/meloni-leadesrchip-1024x639.jpg)

Giorgia Meloni e la sua maggioranza hanno fin da subito sostenuto Kiev e continuano a farlo. In un modo sbilenco, tuttavia: un passo avanti e uno o due indietro. Qual è la prospettiva?

Bene, a che punto siamo? Cominciamo dallo spartiacque di ora e del futuro: la guerra in Ucraina. **Giorgia Meloni (con forza) e la sua maggioranza (carsicamente, diciamo) hanno fin da subito sostenuto Kiev e continuano a farlo. In un modo sbilenco, tuttavia: un passo avanti e uno o due indietro.** Il punto è: con quale prospettiva? La presidente del Consiglio si è autoesclusa dal gruppo dei Volenterosi o coalizione di Weimar, sostenendo che quei Paesi vogliono inviare soldati e l’Italia no. Ma è così?

Al netto delle schermaglie con Macron (che non aiutano né Roma né Parigi), Germania e Polonia dicono che l’opzione militare non è in campo. Finora. Perché** se davvero una prospettiva di tregua o addirittura di pace prendesse corpo** – eventualità allo stato semi-inconsistente e speriamo tutti nell’azione di papa Leone XIV – **un corpo militare di interposizione e di sorveglianza del confine russo-ucraino (migliaia di chilometri) diventerebbe scelta obbligata.**

Chi ne farebbe parte? L’idea che possano essere i caschi blu dell’Onu è inverosimile, visto il potere di veto che hanno Cina e Russia. E quanto alla Nato, in queste ore l’ha rispiegato bene la Casa Bianca: è una guerra europea, se la vedano gli europei. Significa che **Trump soldati a stelle e strisce non ne vuole impiegare né ora né dopo.** Se è così, che fine farà il ponte che Meloni agogna? **In realtà se arriva una qualsiasi forma di pace, soldati italiani a presidiare quel confine dovremo spedirne eccome.** Salvo sciaguratamente disancorarci dall’Europa, con costi e perdita di credibilità facilmente intuibili.

Che senso ha perciò (e vale anche per le opposizioni ‘pacifiste’) scavare un solco che poi saremmo costretti a rinnegare? Sull’altro fronte di guerra – la Palestina e Gaza – **l’Italia è a fianco di [Israele](https://laragione.eu/esteri/netanyahu-pronti-per-un-cessate-il-fuoco-temporaneo-non-vogliamo-una-crisi-umanitaria-a-gaza/)fino a non votare la risoluzione che chiede di sospendere i rapporti con Gerusalemme. Il tutto mentre il ministro della Difesa Guido Crosetto dice che è ora che Netanyahu si fermi.** Volendo motteggiare, sembra una riedizione del veltroniano “ma anche”.

Veniamo alle cose di casa nostra. Il copione è sempre lo stesso: **Meloni *vs* Salvini o viceversa, ultimo capitolo quello sul terzo mandato con la clamorosa dissociazione della Lega in Consiglio dei ministri. Nessuno dei due tenta un approccio politico verso l’altro**: si limitano a giustapporsi. Con quali effetti di confusione è evidente.

Perciò. **Sulla politica estera siamo fermi al “Potrei ma non voglio”. Su quella interna al “Vorrei (la crisi) ma non posso”**. Il risultato è che in queste condizioni i pregiudizi sulla inaffidabilità del Paese, spesso infondati o fortemente esagerati per ragioni strumentali, trovano inevitabile conferma. **Quale sia il vantaggio di proseguire su questo abbrivio è difficile da capire.** C’è chi tira fuori i sondaggi e la ritrosia degli italiani sulla guerra.** Oltre Manica, il *premier* Starmer non ha esitato a riavvicinare la Gran Bretagna alla Ue anche a costo di favorire Farage e compagnia. È una questione di *leadership*, bellezza.**

Di *Carlo Fusi*
