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Meloni lancia la sfida: “L’Italia torna al nucleare”

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Meloni annuncia la legge delega entro l’estate: il governo apre al possibile ritorno del nucleare tra sicurezza energetica, tensioni geopolitiche e forte dibattito politico nel Paese

Meloni lancia la sfida: “L’Italia torna al nucleare”

Meloni annuncia la legge delega entro l’estate: il governo apre al possibile ritorno del nucleare tra sicurezza energetica, tensioni geopolitiche e forte dibattito politico nel Paese

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Meloni lancia la sfida: “L’Italia torna al nucleare”

Meloni annuncia la legge delega entro l’estate: il governo apre al possibile ritorno del nucleare tra sicurezza energetica, tensioni geopolitiche e forte dibattito politico nel Paese

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L’Italia tornerà al nucleare? Impossibile dirlo stamattina, nonostante l’impegno-annuncio di ieri in Senato della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Entro l’estate, ha detto il capo del governo, verrà approvata la legge delega per il possibile ritorno alla produzione di energia nucleare nel nostro Paese.

Una precondizione, necessaria all’avvio dell’eventuale fase progettuale. Giorgia Meloni ha legato la possibilità del ritorno al nucleare alla perdurante instabilità geopolitica globale, con tutte le pesanti ripercussioni di carattere energetico con cui si trova a dover fare i conti anche l’Italia.

Può sembrare superfluo, ma è opportuno ricordare che fra la guerra scatenata dal Russia in Ucraina e l’attacco di Stati Uniti d’America e Israele all’Iran, da oltre quattro anni viviamo – come tutta l’Europa e non solo – in uno stato di perenne incertezza di carattere energetico.

Il nucleare è una possibile risposta, politicamente esplosiva in un Paese con una buona parte dell’elettorato contrario all’atomo. Una porzione di opinione pubblica oltretutto trasversalmente distribuita fra le forze di maggioranza e opposizione.
Eppure, le parole di ieri di Giorgia Meloni sono quelle che ci si aspetta da un politico che non voglia passare la sua esperienza di governo compulsando i sondaggi ogni benedetta mattina.

Se questa è una scelta strategica, come annunciato nell’aula del Senato, si dovrà avere la forza di essere conseguenti.

Siamo fra coloro che considerano logico e opportuno discutere del ritorno nucleare, per tutti i motivi appena esposti.
Non possiamo permetterci un’energia così più cara rispetto ai nostri concorrenti, senza rassegnarci a versare fiumi di lacrime di coccodrillo quando un’azienda chiude o una multinazionale delocalizza la produzione.

Le opinioni restano opposte fra tanti e sarebbe bello poter animare un dibattito civile, costruttivo e utile al futuro del Paese. In cui ciascuno possa esporre le proprie ragioni, senza sentirsi bollato come un pazzo irresponsabile solo per aver osato porre il problema del futuro produttivo dell’Italia.

Di due cose siamo certi: non possiamo rinunciare alla nostra vocazione industriale e manifatturiera e allo stesso tempo finire periodicamente ostaggio di realtà geopolitiche del tutto incontrollabili.

Di Fulvio Giuliani

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