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title: Meloni denuncia l’accordo Ue, ma partita aperta
description: Giorgia a Meloni ha detto No all’accordo sulle nomine Ue e al vertice di Bruxelles si è astenuta sulla nomina di Ursula Von Der Leyen
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date: 2024-06-28
author: Fulvio Giuliani
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categories: [Politica]
tags: [Meloni, politica, UE]
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# Meloni denuncia l’accordo Ue, ma partita aperta

![Meloni UE](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/06/Evidenza-sito-1326-1024x639.jpg)

Giorgia a Meloni ha detto No all’accordo sulle nomine Ue e al vertice di Bruxelles di ieri sera si è astenuta sulla nomina di Ursula Von Der Leyen

**Giorgia a Meloni ha detto No all’accordo sulle nomine Ue e al vertice di Bruxelles di ieri sera si è astenuta sulla nomina di Ursula Von Der Leyen** a presidente confermata della Commissione europea. Sembrerebbe una rottura quasi totale, **ma in realtà il compromesso resta l’unica strada**, l’unica che abbia un senso anche politico. Oltre che un valore per il Paese e la stessa presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

**Sia chiaro, non stiamo sostenendo che aver platealmente escluso il capo del governo italiano e dunque il Paese** (ricordiamoci che nel Consiglio europeo non siedono forze politiche ma Stati)** sia stata una scelta assennata.** È parsa più di ogni altra cosa una reazione – quasi un fallo di reazione, concedetecelo – **rispetto al catastrofico risultato delle elezioni europee per i leader di Francia e Germania. **Se è comprensibile, infatti, riaffermare l’assoluta centralità del Partito popolare europeo (l’unico realmente legittimato a dare le carte),** non può certo sfuggire che ad aver fatto di tutto per isolare Giorgia Meloni siano stati i due leader sonoramente sconfitti nelle urne** e rappresentanti di due ‘famiglie’ politiche che non possono certo vantare i risultati dei Popolari, che non a caso ieri hanno lanciato un grande amo alla Meloni con il polacco Tusk. Insomma, **Macron e Scholz hanno scaricato almeno in parte su Giorgia Meloni le loro esigenze contingenti, ma guardando esclusivamente in casa propria.** In particolare, il presidente francese è in piena campagna elettorale per le legislative di domenica e sa di dover gestire in proiezione il rapporto con il Rassemblement National di Marine Le Pen.

**Ciò sottolineato, la politica non può essere terreno di offese personali** (nel senso che si offende e ci si offende), risentimenti e ripicche e in realtà la stessa mossa di Parigi e Berlino lascia una certa libertà di manovra alla presidente del Consiglio. La pone davanti alla scelta se andare a trattare per il ruolo e il peso dell’Italia o arroccarsi. **Il No a Costa e Kallas e l’astensione su Von Der Leyen sarebbe stato questo se la partita fosse finita, ma non lo è: si sposta all’Europarlamento e lì la conferma di Von Der Leyen sarà a voto segreto.** Tutto può ancora accadere e all’Italia sarà certamente offerto un ruolo di peso. Con regia del Ppe.

**Più che isolata, Giorgia Meloni è chiamata a fare scelte politiche, di quelle che peseranno in futuro.**
Non sono certo casuali l’appoggio funzionale, nei tempi e nella sostanza, del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e le parole di ieri della stessa Ursula e del già citato Tusk: questi ultimi hanno cercato di mettere una pezza alla mossa Macron-Scholz e lasciano aperta la porta.
**Muovendosi con scaltrezza, Meloni può venir fuori molto più forte e presente che non limitandosi a proteste roboanti quanto si vuole**, ma del tutto inefficaci nella sostanza.

di *Fulvio Giuliani *
