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title: "Migranti in Albania, Elon Musk attacca i giudici italiani: “Se ne devono andare”"
description: "Migranti in Albania. “Questi giudici se ne devono andare”: Elon Musk commenta così la decisione dei giudici del Tribunale di Roma"
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date: 2024-11-12
modified: 2024-11-14
author: Filippo Messina
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categories: [Politica]
tags: [elonmusk, immigrazione, Italia, migranti]
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# Migranti in Albania, Elon Musk attacca i giudici italiani: “Se ne devono andare”

![Elon Musk migranti in Albania](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/11/Elon-Musk-migranti-in-Albania.jpg)

2024-11-12 09:46:56

2024-11-12 08:46:56

Nuova richiesta alla Corte di Giustizia dell'Unione Europa di pronunciarsi sul caso. Sulla questione ha parlato anche Elon Musk che su X ha invitato i giudici del Tribunale di Roma ad andarse

I 7 migranti, 5 provenienti dal Bangladesh e 2 dall'Egitto, che erano stati portati nei discussi centri per richiedenti asilo realizzati dal governo italiano in Albania, sono arrivati a Brindisi a bordo della nave Visalli della Guardia Costiera e ora dovrebbero essere portati in un centro di accoglienza per richiedenti asilo (CARA). Lunedì, la sezione immigrazione del tribunale di Roma, di fronte al recente decreto sui Paesi sicuri, ha rimesso il caso dei migranti trattenuti nel centro di Gjader in Albania alla Corte di giustizia europea, sospendendo il provvedimento di convalida del trattenimento. L'aggiornamento della lista degli Stati di provenienza dei migranti ritenuti 'sicuri', elevata a norma primaria dopo la prima bocciatura dei giudici nel mese scorso, non ha quindi sortito gli effetti sperati dal governo, rimettendo in discussione il meccanismo dei rimpatri accelerati.

Sulla decisione del Tribunale di Roma è intervenuto anche l'uomo più ricco del mondo e e principale finanziatore di Donald Trump che sul proprio profilo di X ha invitato i giudici ad andarsene. Lo ha seguito a ruota Matteo Salvini: "Un danno per la sicurezza e il portafoglio degli italiani"Di Claudia Burgio

Arrivati a Brindisi i 7 migranti precedentemente trasferiti in Albania

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2024-11-12 15:14:48

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2024-11-11 18:02:28

2024-11-11 17:02:28

La sezione immigrazione del tribunale di Roma ha rimesso il caso dei migranti trattenuti nel centro di Gjader in Albania alla Corte di giustizia europea

Un nuovo - l’ennesimo - stop per i migranti in Albania. La sezione immigrazione del tribunale di Roma ha rimesso il caso dei migranti trattenuti nel centro di Gjader in Albania alla Corte di giustizia europea sospendendo quindi il provvedimento di convalida del trattenimento.

Il testo del provvedimento della XVIII sezione immigrazione del Tribunale di Roma - si legge - "rimette alla Corte di giustizia dell'Unione europea, ai sensi del art. 267 TFUE" e "sospende il presente giudizio di convalida del fermo restando gli effetti del trattenimento provvisorio disposto dall'amministrazione per legge (art.6 dlgs 142/2015 e 14 TU immigrazione e art.4 del protocollo Albania)".

A seguire l’ennesimo stop, le polemiche. Mai realmente sopite.

La decisione - lo ricordiamo - riguarda 7 migranti (di origine egiziana e bengalese) che si trovano all'interno del centro italiano di permanenza per il rimpatrio di Gjader. Allo scadere dei termini di convalida i migranti dovranno, di conseguenza, lasciare il centro di Gjader e tornare in Italia in attesa della decisione della Corte di giustizia europea.

Il Viminale si costituirà davanti alla Corte di giustizia Ue per per sostenere le proprie ragioni.

di Mario Catania

Stop al trattenimento dei 7 migranti in Albania: devono rientrare in Italia. Il Viminale si costituirà davanti alla Corte di giustizia Ue

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2024-11-12 08:11:30

2024-11-12 07:11:30

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2024-11-04 21:13:58

2024-11-04 20:13:58

(Altre) Due sentenze mettono in dubbio il decreto “Paesi sicuri” e alimentano - ancora una volta - lo scontro tra politica e magistratura sul delicato tema dei migranti

(Altre) Due sentenze mettono in dubbio il decreto “Paesi sicuri” e alimentano - ancora una volta - lo scontro tra politica e magistratura sul delicato tema dei migranti.

La prima: Luciana Sangiovanni, giudice e presidente della sezione immigrazione del tribunale di Roma, ha emesso un decreto di sospensione dell'efficacia al diniego della commissione territoriale riguardo la richiesta di asilo di uno dei dodici migranti che erano stati trasferiti in Albania e ha deciso di rinviare alla Corte di giustizia europea il decreto sui 'Paesi sicuri' in attesa di avere un’urgente risposta su questo "intervento del governo italiano".

La seconda: il Tribunale di Catania non ha convalidato il trattenimento - disposto dal questore di Ragusa - di un migrante arrivato dall'Egitto che a Pozzallo ha chiesto lo status di rifugiato. La decisione è stata presa poiché una lista dei cosiddetti “Paesi sicuri” - si spiega - “Non esime il giudice all'obbligo di una verifica della compatibilità" di tale "designazione con il diritto dell'Unione europea" e "in Egitto ci sono gravi violazioni dei diritti umani" che "investono le libertà di un ordinamento democratico".

“È la prima pronuncia di questo tipo dopo il decreto legge sui paesi sicuri” afferma l'avvocata legale del migrante Rosa Emanuela Lo Faro.

Nel provvedimento infatti il giudice dichiara "irrilevante la questione di legittimità costituzionale sollevata dal richiedente protezione" e "non convalida il provvedimento del Questore di Ragusa con il quale è stato disposto di trattenimento" del migrante.

Massimo Escher, il presidente della sezione Immigrazione del Tribunale di Catania, ha sottolineato la necessità, nel valutare il trattenimento, di esaminare la qualifica data all'Egitto (con il decreto legge del 23 ottobre 2024) che lo include "in una lista che non prevede alcuna eccezione, né per aree territoriali né per caratteristiche personali". Per il Tribunale tale "qualificazione non esime il giudice dall'obbligo di verifica della compatibilità della designazione con il diritto dell'Unione europea, obbligo affermato in modo chiaro e senza riserve dalla Corte di giustizia europea nella sentenza della Gran Camera del 4 ottobre 2024".

Secondo il giudice, l’Egitto è un Paese che non ha questi requisiti. "In Egitto - scrive il presidente Escher - esistono gravi violazioni di diritti umani che, in contrasto con il diritto europeo citato, persistono in maniera generale e costante e investono non soltanto ampie e indefinite categorie di persone (come dimostra l'inserimento tra le eccezioni della categoria dei 'difensori dei diritti umani', che individua l'esistenza di violazioni dei diritti di soggetti che agiscono per la stessa tutela dei diritti dell'uomo) ma anche il nucleo delle libertà fondamentali che connotano un ordinamento democratico e che dovrebbero costituire la cornice di riferimento in sui ci inserisce la nozione di Paese sicuro secondo la direttiva europea".

"Il presidente Escher - osserva l'avvocata Lo Faro - spiega che il decreto non va applicato perché l'Egitto non è un paese sicuro per svariati motivi derivanti dalle schede per la determinazione del ministero degli Esteri, e, ancora una volta, afferma che in Italia il diritto di asilo è previsto dall'articolo 10 della Costituzione e nessuna legge ordinaria lo può scalfire".

Ira di Matteo Salvini dopo le due sentenze: "Per colpa di alcuni giudici comunisti che non applicano le leggi, il Paese insicuro ormai è l'Italia. Ma noi non ci arrendiamo!”.

di Filippo Messina

Due sentenze contro il decreto “Paesi sicuri”. Ira di Salvini

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2024-11-05 09:32:19

2024-11-05 08:32:19

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