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title: Migranti, la forza dei numeri
description: "Sull'emergenza migranti è giunto il tempo di deporre l’ingenua credenza di avere una soluzione e che questa sia l’unica accettabile"
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date: 2023-03-22
author: Luca Ricolfi
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categories: [Politica]
tags: [Evidenza, immigrazione, politica]
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# Migranti, la forza dei numeri

![migranti](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/03/Evidenza-sito-258.jpg)

Sull'emergenza migranti è giunto il tempo di deporre l’ingenua credenza di avere una soluzione e che questa sia l’unica accettabile

**Sul fenomeno dei migranti non si arriverà mai, né in Italia né in Europa, a un approccio condiviso**. Quello che però sarebbe lecito richiedere alle opposte tifoserie – che usano i migranti per promuovere la propria immagine o la propria concezione del mondo – **è almeno di condividere i dati di fondo del problema**, senza nascondere o negare gli elementi di realtà che non fanno gioco alla propria parte politica.

**Cominciamo con le serie storiche elaborate dalla fondazione David Hume** **sull’andamento medio giornaliero di morti e sbarchi** durante gli ultimi sei governi (Renzi, Gentiloni, Conte I, Conte II, Draghi, Meloni) e che oggi trovate nella nostra pagina settimanale.

Dato numero 1: **la politica dei porti chiusi non è una soluzione.** Quando l’abbiamo attuata (con Salvini, che completava e radicalizzava il lavoro iniziato da Minniti) **gli sbarchi sono crollati ma la rischiosità dei viaggi è risultata altissima** (10 volte il livello attuale), così neutralizzando la riduzione del numero di sbarchi;

Dato numero 2: a dispetto della tragedia di [Cutro](https://laragione.eu/adnkronos/news/migranti-opposizioni-unite-richiedono-accesso-a-documenti-naufragio-di-cutro/), **la rischiosità dei viaggi** – misurata dal numero di morti o dispersi per 100 migranti sbarcati – **è oggi al minimo storico dai tempi del governo Renzi**;

Dato numero 3: **anche la politica dei porti aperti non funziona**. Durante i governi dell’operazione Mare Nostrum (Renzi e Gentiloni) il rischio di morire in mare era superiore a quello registrato durante il governo Meloni;

Dato numero 4: il costo medio del trasferimento in Europa oscilla fra i 3 e i 20mila dollari, a seconda della lontananza del Paese di provenienza;

Dato numero 5: **la maggior parte dei migranti che si affidano ai trafficanti appartengono nel loro Paese d’origine al ceto medio**;

Dato numero 6: il numero di persone che vorrebbero entrare in Europa è di almeno un ordine di grandezza più alto delle nostre capacità di accoglienza.

Se prendiamo atto di questi dati, **diventa difficile credere alle soluzioni che da destra e da sinistra vengono prospettate**. **La politica dei porti chiusi fa esplodere la rischiosità dei viaggi** e così mantiene alto il numero delle morti nel Mediterraneo. **La politica dei porti aperti alimenta il traffico di esseri umani**, facendo lievitare un giro di affari che è già dell’ordine dei miliardi di euro. L’apertura di nuovi corridoi umanitari (sicuramente auspicabile) non fermerebbe i trafficanti, che soddisfano una domanda di posti in Europa ben superiore all’offerta. **Il blocco delle partenze e i respingimenti assesterebbero un colpo mortale al *business* dei migrant**i, ma cozzano con il senso di umanità e il diritto internazionale.

**E l’idea di un piano Marshall (o piano Mattei) per l’Africa? Anche qui sarebbe saggio non farsi troppe illusioni**. L’investimento richiesto sarebbe enorme e si scontrerebbe con due dati di fondo: **l’immane corruzione dei governi e delle burocrazie della maggior parte dei Paesi africani**, ma anche il deflusso – passato, presente e futuro – dei lavoratori più qualificati e istruiti che da anni, emigrando, depauperano i Paesi di partenza.

Se le cose stanno così, forse dovremmo cominciare a pensare che la scelta che abbiamo di fronte non è fra due o più soluzioni **ma fra una pluralità di non-soluzioni**, ciascuna delle quali porta con sé dei benefici ma anche dei costi difficili da accettare. È di tali benefici e di tali costi che dovremmo cominciare a discutere, senza ipocrisie e illusioni. **Deponendo l’ingenua credenza di avere una soluzione e che questa sia l’unica accettabile**.

di *Luca Ricolfi*
