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title: "Ministri dell&#8217;autogol"
description: La vicenda dell’aumento dell’appannaggio per i ministri non parlamentari serve solo a indebolire la maggioranza
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date: 2024-12-18
modified: 2024-12-19
author: Carlo Fusi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/ministri-dellautogol/
categories: [Politica]
tags: [manovra, Meloni, ministri]
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# Ministri dell&#8217;autogol

![stipendi-ministri](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/12/stipendi-ministri-1-1024x624.jpg)

La vicenda dell’aumento dell’appannaggio per i ministri non parlamentari messa in scena dalla maggioranza serve solo a indebolirla

Nella, a volte troppo ipocritamente, rimpianta Prima Repubblica **una delle perifrasi più gettonate per attaccare la dabbenaggine o imperizia degli avversari politici** (ma più ancora dei rivali interni ai partiti) **era che si trattava di figure capaci di impastare polpette avvelenate… e poi di mangiarsele.** Un modo sferzante per sottolineare un autogol, una manovra che invece di indebolire gli oppositori si ritorce contro chi l’ha messa in atto.

**La vicenda [dell’aumento dell’appannaggio](https://laragione.eu/interviste/manovra-emendamento-stipendi-dei-ministri-e-polemica/) per i ministri non parlamentari messa in scena dalla maggioranza appartiene a quelle stravaganti categorie.** Per giustificare la scelta si potevano invocare motivazioni nobili, tipo il rifiuto di adeguarsi al copione anti-casta in base al quale ogni soldo speso per pagare i frequentatori del Palazzo è buttato via. Oppure altre di tipo economicista, dove ai titolari di dicastero va riconosciuto per opportunità lo stesso trattamento economico degli onorevoli.

**Governo e maggioranza non hanno scelto né l’una né l’altra. Infilandosi in un ginepraio di polemiche ‘aggratis’ e regalando un tanto gentile quanto insperato megafono all’opposizione per alzare i decibel della critica.** Di più: alcuni, come il sottosegretario leghista all’Economia Federico Freni, hanno spiegato che parlamentari e ministri fanno lo stesso lavoro e dunque devono essere pagati uguale. Dimenticando che se uno fa il ministro non può fare il deputato o senatore a meno di non avere il dono dell’ubiquità e due cervelli in uno. Non a caso **in alcune consolidate democrazie fra i due incarichi c’è incompatibilità.**

Lasciamo perdere. Il punto vero è un altro e nasce dalla domanda: **ma all’interno dell’esecutivo i titolari di dicastero si parlano l’un l’altro oppure no? E i canali di comunicazione con i capigruppo di Montecitorio e Palazzo Madama funzionano o devono essere urgentemente riparati? **È davvero sbalorditivo il fatto che qualcuno (?) decida una misura senza calcolarne l’impatto mediatico e poi sotto il profluvio di *bias* di *media* ed esponenti politici avversi – ma anche di autorevoli ministri – si fa dietrofront, segnando appunto il più classico degli autogol. Non sarebbe più conveniente un adeguato confronto preliminare? Sembra una banalità, eppure è il canovaccio che in tante occasioni il centrodestra sceglie di recitare.

Dal che scaturisce anche un’altra considerazione, magari parimenti banale e tuttavia fondamentale. **In molti **– per ultimo in ordine di tempo Antonio Polito sul “Corriere della Sera” di ieri – **suggeriscono alla presidente del Consiglio di compiere un salto di qualità e, invece di vivacchiare, usare il resto della legislatura per realizzare qualcosa di davvero importante.** Ecco: non sarebbe parimenti concretamente importante che l’esecutivo mostrasse meno imperizia, meno improvvisazione, diciamo pure meno ingenuità nell’azione di governo?

Prendiamo la manovra, dove peraltro il nuovo regime economico per i ministri era stato inserito. **Le mancate riforme costituzionali hanno fatto sì che sia diventato prassi il fatto che l’esame e gli scontri sulle singole misure si svolgano in una sola delle due Camere. Lasciando all’altra il compito di una ratifica formale. **Ovviamente ricorrendo al ‘sicuro’ maxi-emendamento su cui apporre un bel voto di fiducia e buon Natale a tutta la famiglia. **Tanto è noto che lo spauracchio dell’esercizio provvisorio è falso come i soldi del Monopoli.** E che la voglia di passare le feste a casa è, questa sì, caratteristica sfrontatamente *bipartisan*. Perché allora accapigliarsi sui tempi sapendo fin dall’inizio come andrà a finire?

A meno che, a loro insaputa, governo e maggioranza non abbiano deciso di fare propria la ricetta del teatro brechtiano. Dove, a differenza di quello di tipo drammatico, il finale è noto mentre sconosciuto è l’andamento dell’opera. Se è così, meglio non dirlo alla Meloni. Brecht è autore-simbolo della sinistra: *vade retro*, giusto?

*Di Carlo Fusi*
