---
title: La faglia politica tra partiti e amministratori
description: Quel che si osserva è una progressiva destrutturazione del rapporto politico tra partiti e amministratori, a tutto vantaggio dei secondi
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/03/Evidenza-sito-1014-1024x639.jpg
date: 2024-03-28
author: Carlo Fusi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/partiti-amministratori/
categories: [Politica]
tags: [Italia, pd, politica]
---

# La faglia politica tra partiti e amministratori

![partiti amministratori](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/03/Evidenza-sito-1014-1024x639.jpg)

Quel che si osserva è una progressiva destrutturazione del rapporto politico tra partiti e amministratori, a tutto vantaggio dei secondi

**Adesso tutti a candidarsi per le Europee, da Schlein a Meloni passando per Renzi, Bonino e Calenda. Salvini e Conte loro no**: meglio stare nei confini nostrani per evitare brutte sorprese. Certo, sarebbe bello vedere una corsa simile alle Amministrative: **Matteo 1 in lizza per sindaco di Milano; Matteo 2 a Firenze**; Giorgia governatrice del Lazio; **Elly in Emilia-Romagna con tanti saluti a Bonaccini e così via.**

**Fantasie. O *whisful thinkink*, se si preferisce**. **Però il problema c’è, al di là delle *nuance* provocatrici**. Se infatti vogliamo sfuggire al battibecco avvilente di questi giorni, **le polemiche sia a destra che a sinistra tra i governatori e i *leader* nazionali squadernano un problema che da troppo tempo cova senza che nessuno riesca** (o voglia) **porvi mano**. E cioè la faglia sempre più profonda tra i poteri locali e quello centrale, tra i rappresentanti comunali e regionali e quelli partitici nazionali. **In virtù infatti della riforma del Titolo V della Costituzione** voluta dalla sinistra e successivamente con gli interventi legislativi tesi ad amplificare i poteri di chi gestisce i territori rispetto a chi determina e custodisce le *leadership* nazionali – al punto che in molti casi i presidenti di Regione si sono ritrovati ad avere più competenze e poteri perfino del presidente del Consiglio rispetto ai suoi ministri – **il risultato è che gli eletti a livello locale sono diventati veri e propri tenutari esclusivi del loro territorio, concorrenti e competitori dei capipartito al punto da ignorarne le indicazioni e risultando un contropotere da nessuno stabilito ma inesorabilmente determinato**. Vale per De Luca ed Emiliano (a proposito: **complimenti per la *performance* su De Caro…**) ma anche per Zaia (**che Salvini vorrebbe in Europa per poi sentirsi rispondere: neanche per sogno**) o Fedriga, che alcuni vedrebbero volentieri addirittura a via Bellerio al posto del vice *premier* e ministro delle Infrastrutture.

**La realtà è che passo dopo passo gli eletti a livello amministrativo hanno sempre più ignorato le istanze e le richieste dei partiti**. E il risultato è che questi ultimi evaporano a favore di quelli che Massimo D’Alema a suo tempo definì “cacicchi”, senza per questo in svariate occasioni non concorrere a crearli. **Di conseguenza via via l’autonomia è diventata separatezza e sindaci e presidenti di Regione hanno fatto leva sul loro ancoraggio popolare per contrapporsi ai *leader* nazionali laddove i loro interessi risultavano divergenti rispetto ai desiderata dei segretari.** Vale per il terzo mandato ma anche per l’abolizione del reato di abuso d’ufficio. Quel che si osserva, in buona sostanza,** è una progressiva destrutturazione del rapporto politico tra partiti e amministratori, a tutto vantaggio dei secondi**. Peccato che in questo modo i primi si trasformino in ectoplasmi e la loro capacità di intervento e di indirizzo inesorabilmente in un pio desiderio.

**Per qualcuno un siffatto stato di cose è un bene, per altri un male**. Certo è che se ognuno gioca per sé, **sfruttando a proprio esclusivo vantaggio le camarille territoriali e gli interessi di parte**, il pericolo è che venga leso quel bene fondamentale che in molti interventi il Presidente della Repubblica ha chiamato a tutelare: la coesione nazionale. **Siamo una Repubblica nella quale gli equilibri di sistema si sono retti sulla base di partiti forti e istituzioni deboli**. Di passaggio in passaggio i partiti, per responsabilità anche e soprattutto loro, hanno perso *appeal* e sostanza mentre le istituzioni non sono state ammodernate, riformate e tanto meno riformate.

In tutto questo il dramma vero non sono le intemerate di Emiliano o gli atteggiamenti da Masaniello di De Luca e neppure le insofferenze di Zaia. **Bensì il fatto che la faglia abbia un riverbero inquietante nella partecipazione. I cittadini disertano le urne, sia nazionali che locali**. E la democrazia s’impoverisce.

di *Carlo Fusi*
