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title: &quot;Partiti e governo: fino a quando?&quot;
description: &quot;In mezzo al perpetuo bailamme dei partiti c&#039;è il governo Draghi che merita chiarezza: se può lavorare bene, altrimenti cali il sipario.&quot;
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date: 2022-07-13
author: Carlo Fusi
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categories: [Politica]
tags: [Evidenza, Italia, politica]
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# Partiti e governo: fino a quando?

![Partiti e Governo](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/07/Evidenza-sito-20-1.jpg)

In mezzo al perpetuo bailamme dei partiti c&#039;è il governo Draghi che merita chiarezza: se può lavorare bene, altrimenti cali il sipario.

«***Quo usque tandem***», motteggiava compitando nel Senato romano un collerico erudito più o meno un paio di millenni fa. Senza retorica e con un pizzico di disarmata ironia, **possiamo provare a fare nostra quell’invettiva**: tanto la Storia si sforza di insegnare ma **gli uomini non imparano mai.** Per cui.

Fino a quando, adesso che i giochi del **M5S di rito dimaiano sono intasati da strumentalità e quelli di rito contiano sono arrivati alla consunzione**, dovremo vedere il **Pd che si affanna a soffiare** – ora e nella campagna elettorale del prossimo anno – un presunto spirito vitale nel Golem di una alleanza con un **MoVimento che ormai si regge sul filo** **di bava delle sue contraddizioni**, pronto a qualunque avventura pur di salvare la propria ragione sociale?

Fino a quando andrà in scena la rutilante **acrobazia politico-istituzionale di un Matteo Salvini sempre meno Capitano e sempre più Fracassa**, incapace di comprendere che **il Parlamento è la culla del sistema democratico**, il luogo in cui si confrontano e scontrano in una teorica tenzone migliorativa idee, progetti e programmi di varie forze politiche e che gli equilibri di governo sono una cosa e le possibili maggioranze parlamentari sono un’altra, evitando che quando le seconde si affacciano **ci si precipiti a gridare allo sconquasso invocando il divino fuoco inceneritore**? Anche per il divorzio e per l’aborto andò così, sapendo accogliere senza anatemi i dubbi di esponenti di maggioranza di primo piano, ministri compresi. Se il Parlamento nella sua autonomia prende una decisione è olio e non sabbia sul meccanismo democratico. E al dunque, se il via libera non piace, ci sono sempre i referendum, materia sulla quale il capo leghista è informato.

Ancora. **Fino a quando Silvio Berlusconi il Perpetuo potrà giocare sugli stilemi** – una volta aborriti e ora vellicati – **della prima Repubblica**, invocando una verifica che se presa sul serio dovrebbe mettere in primo piano non solo i ghirigori a Cinque Stelle ma anche e soprattutto le contorsioni in politica estera (**dal rapporto con la Ue al sostegno all’Ucraina**) del suo principale alleato nonché annichilire i bollori lobbistici di tassisti e gestori di lidi marini, indigeribili per una forza che si ostina a dichiararsi liberale e centrista?

*Quo usque tandem*. C’è chi, aggrottando la fronte, dice: **ancora solo per poche ore, fino a domani, giorno della verità sul voto di fiducia al Senato** (quello ciceroniano!) **sul decreto Aiuti.** C’è invece chi allarga le braccia arrendendosi all’idea che, tra uno scossone e l’altro, **andrà comunque avanti così fino al termine della legislatura**. Già, perché in tutto questo bailamme ci sarebbe di mezzo il governo, quello guidato da SuperMario** chiamato al capezzale di una legislatura rimasta in debito d’ossigeno per le circonvoluzioni di partiti progressivamente svuotati delle loro idealità**, identità e capacità.

Bene. **Il minimo che si può chiedere è che si faccia chiarezza**. . Se invece Mario Draghi deve indossare i panni dell’Orlando cantato dal Boiardo, quale Cavaliere «che andava combattendo ed era morto», **allora meglio che cali adesso il sipario**. Sappiamo che la mistica anti-elettorale è cibo che abbonda sulla tavola del Quirinale. E sappiamo che avviare adesso l’apertura dei seggi è puro arsenico per le ambizioni e gli obiettivi del Paese. Ma proprio per questo i problemi vanno risolti e non imbellettati. E non si permetta ai partiti di presentarsi davanti agli elettori abbaiando alla luna con coalizioni farlocche e ingannatrici invece di spargere serietà e senso di responsabilità.

di *Carlo Fusi*
