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title: Bipatto
description: L’accordo sul Patto europeo sulla migrazione e sull’asilo è stato trovato, ma non in sé una soluzione sufficiente
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date: 2023-12-21
author: Davide Giacalone
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/patto-europeo/
categories: [Politica]
tags: [economia, Evidenza, politica]
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# Bipatto

![patto europeo](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/12/Evidenza-sito-755.jpg)

L’accordo sul Patto europeo sulla migrazione e sull’asilo è stato trovato, ma non in sé una soluzione

**L’accordo sul Patto è stato trovato.** Ne è soddisfatto il governo italiano, che si annette il geometrico merito d’essersi messo al centro. E ci mancherebbe, fossero questi i problemi.** Quello di cui parliamo è il Patto europeo sulla migrazione e sull’asilo, al termine di un negoziato che ha coinvolto i Paesi membri, il Parlamento europeo** (che lo voterà in seduta plenaria) e la Commissione europea e che ne fissa i cinque pilastri. In buona sostanza: responsabile resta il Paese di primo approdo; si standardizzano identificazioni e dati biometrici; i Paesi che non accetteranno la distribuzione del carico umano **saranno tenuti a un maggiore carico economico**.

**Fino a qualche settimana addietro era tutto uno sgrugnarsi di rimproveri reciproci e di finte rotture.** Noi guardavamo la sostanza, tenevamo in conto la realtà reale e non la narrativa mendace della serie **«L’Italia è stata lasciata sola» e ritenevamo l’accordo non soltanto possibile ma a portata di mano.** Così è stato e il copione si replica con l’altro Patto, quello economico e intitolato alla stabilità e alla crescita.

**Convergere su un Patto europeo è buona cosa, ma non in sé una soluzione.** Che le frontiere esterne di ciascun Paese fossero frontiere esterne europee era già assodato, mentre i Paesi governati da sovranisti, a Est, avevano impedito la monetizzazione del rifiuto allo smistamento. **Che non è e non sarà automaticamente accoglienza.** Ora il Parlamento europeo fa un importante passo in avanti, in accordo con la festante Commissione europea (la cui presidente ha parlato di accordo «storico», e bisognerà che ci si rassegni all’idea che **la storia la scrivono i posteri, mentre i contemporanei compiono scelte**).** Non di meno il problema resta intatto, molti altri proveranno a entrare illegittimamente, i respingimenti resteranno complicati**. Ma si è fissata la procedura con cui affrontare il problema. E non è poco.

Analogo ragionamento vale sul lato economico. **I debiti alti – il nostro lo è esageratamente – restano tali.** Contabilizzare questa o quella spesa (ad esempio i soldi spesi nella difesa) ai fini dell’equilibrio fra Stati non modifica il fatto che **i soldi presi in prestito comunque debito rimangono**. **E se crescente il problema aumenta, anche ove non contestato dalle autorità europee.** Ma convergere sui criteri è molto importante perché crea le condizioni dell’argine comune, togliendo terreno ad attacchi speculativi e lasciando attive le difese comuni. **Le difficoltà nel rispettare gli accordi – evocate sia dalla presidente del Consiglio che dal ministro dell’Economia – sono reali**, ma di gran lunga meno dolorose e pericolose del non avere un Patto attivo.

Ricordato ancora una volta che il Meccanismo europeo di stabilità non c’entra nulla, non c’è alcun nesso e che l**’idea di gestire un negoziato ‘a pacchetto’ la si può vendere a qualche elettore sprovveduto ma è priva di fondamento,** quindi sottolineato ancora che **allungare questo strazio serve soltanto a rendere più dolorosa l’inversione a U che le forze al governo dovranno fare** (mi pare che la Lega abbia già trovato la formula: siamo contrari, ma ci rimettiamo a Meloni), il problema italiano è la consapevolezza che non sono reali i conti ancora da approvare. Fra Natale e la fine dell’anno, con puntuale rispetto della tradizione e del palpitante ultimo minuto (ma tanto non succede niente), **sarà approvata una legge di bilancio che** – nello stabilire in che modo e in che misura sarà ridotto il debito pubblico nel corso del 2024 – **parte dall’assunto che la nostra crescita sarà dell’1,2%. Il che è fuori dalla realtà e la Banca d’Italia prevede che cresceremo della metà**, lo 0,6%. Quindi saranno votati conti che già si sa dovranno essere rifatti. **Quello è il nostro problema, serio.**

Il dilemma politico sta da un’altra parte: **come praticare scelte sagge, che portano a maggiore integrazione europea, dopo avere lungamente sostenuto il contrario**. Ma l’arte delle parole è materia in cui l’eccellenza abbonda, fra le file della politica.

di *Davide Giacalone*

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