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title: Pd partito destabilizzato. Sinistrati
description: Il Pd per molti anni è stato al governo senza vincere le elezioni e la cosa gli è stata rinfacciata più volte, ma in fondo era solo invidia.
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date: 2022-12-31
author: Giancristiano Desiderio
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/pd-partito-destabilizzato-sinistrati/
categories: [Politica]
tags: [Evidenza, politica]
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# Pd partito destabilizzato. Sinistrati

![Pd partito destabilizzato. Sinistrati](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/12/Pd-sinistra.jpg)

Il Pd per molti anni è stato al governo senza vincere le elezioni e la cosa gli è stata rinfacciata più volte, ma in fondo era solo invidia perché implicitamente si ammetteva che da quelle parti si mangiava pane e politica

**Il Pd era e rimane un mistero. Buffo. Ma pur sempre un mistero.** Per molti anni è stato al governo senza vincere le elezioni e la cosa gli è stata rinfacciata più volte, ma in fondo era solo invidia perché implicitamente si ammetteva che da quelle parti si mangiava pane e politica. Poi è accaduto qualcosa: la sconfitta della sinistra e la vittoria della destra con la prima donna presidente del Consiglio che non viene da sinistra ma da destra. Uno choc. Un cataclisma. Un cortocircuito. E il Pd, che pure ha avuto un risultato elettorale da partito vincente, è diventato il partito destabilizzato. È andato letteralmente in bambola. Non ci ha capito più niente e ha inanellato una serie di fatti e di fesserie fino a rasentare la celebre terza legge della stupidità umana enunciata da Carlo Maria Cipolla, che per l’occasione si può riformulare così: un partito stupido è un partito che causa danno a un gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita. Si esagera? Per niente. È la fotografia del Pd: partito destabilizzato.

**Si potrebbe dire: sono fatti loro. Mica tanto. Sono anche fatti nostri. Infatti, senza un’opposizione seria le democrazie non funzionano.** **Lo diceva anche l’attuale presidente del Consiglio al tempo del governo Draghi:** «Rimaniamo all’opposizione perché una democrazia senza opposizione non è una democrazia». Ecco, il Pd si troverebbe nella medesima opposizione. Solo che non ha ben capito che l’opposizione non deve farla a sé stesso ma al governo. A guardare la cronaca politica dal 25 settembre in poi si rimane stupiti: sconfitta politica, sindrome congressuale, scandali tra Bruxelles e il Qatar in salsa progressista. Così il Pd si è destabilizzato mentalmente fino a diventare un frullatore fuori controllo, una maionese impazzita, una insalata russa, una macedonia greca, un arcobaleno senza pace. Eppure, non ci vorrebbe molto a ritrovare la giusta via: riformismo e basta. Ma vuoi vedere che proprio questo è il tasto dolente della destabilizzazione? La sua origine.

**Gli errori del passato si pagano. Con gli interessi.** Se il Pd invece di trasformarsi in una sorta di asso pigliatutto avesse imboccato l’unica strada possibile per essere una sinistra moderna, ossia il riformismo, a quest’ora non si troverebbe a rincorrere il vuoto pneumatico ma demagogico di Giuseppe Conte né si dilanierebbe nella disfida tragicomica tra Elly Schlein e Stefano Bonaccini in cui l’unica cosa che si capisce è che, come cantava De Gregori, non c’è niente da capire.

Non avendo imboccata quella strada e, anzi, avendola con calcolo evitata e osteggiata – prima in odio a Bettino Craxi, poi in rinnovato odio per Matteo Renzi – ora il Pd da un lato non è né carne né pesce e dall’altro avverte il richiamo della foresta dei miti marxisti della lotta di classe, dell’anticapitalismo, dell’egualitarismo. Ma a fronte di questo disastro prima culturale e poi politico non c’è nessuno ma proprio nessuno che abbia la forza politica e la lungimiranza culturale di porre la questione nei giusti termini.

**Così la destabilizzazione mentale, a meno di colpi di scena che all’orizzonte non si vedono, è destinata a diventare permanente.** Forse è una vicenda politica scritta nella storia d’Italia, dove il riformismo è sempre stato perdente rispetto al massimalismo. Ma più che una storia, sembra essere ormai una maledizione perché a sinistra – dove sempre si invoca una destra normale o liberale – non si è capaci di dar vita a una sinistra normale o liberale. L’Italia ringrazia.

Di Giancristiano Desiderio
