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title: PD, quale partito oggi?
description: Il problema è che il Pd non sembra più capace di immaginarsi in una posizione diversa da una negazione dello spirito costitutivo del partito
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date: 2023-09-04
author: Fulvio Giuliani
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categories: [Politica]
tags: [Evidenza, politica]
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# PD, quale partito oggi?

![PD](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/09/Evidenza-sito-544.jpg)

Il problema è che il Pd non sembra più capace di immaginarsi in una posizione diversa da una negazione dello spirito costitutivo del partito

Non c’è nulla di ufficiale, **la segretaria del Partito democratico Elly Schlein si è limitata a manifestare un generico interesse per le (eventuali) iniziative referendarie della Cgil contro il Jobs Act**. Tanto è bastato, però, a scatenare un bel po’ di ipotesi sulla mai nascosta volontà dei Dem – almeno di una loro parte – **di affossare quella che può essere paradossalmente considerata la più grande riforma firmata dal partito**. Senza dubbio in materia di lavoro e più in generale di impatto sociale. **La Cgil ha già provato l’assalto al Jobs Act per via referendaria**, stoppata soltanto all’ultimo gradino dalla Corte costituzionale e nonostante il parere favorevole alla richiesta di abrogazione della relatrice Silvana Sciarra, che oggi presiede la Consulta stessa. **Il più grande sindacato italiano potrebbe riprovarci**, a rigor di logica politica, anche se al momento la posizione del segretario Landini appare più di minaccia che di reale possibilità operativa.

**Cgil a parte, il problema è che il Pd a guida Schlein non sembra più neppure capace di immaginarsi in una posizione diversa da una vera e propria negazione alla radice dello spirito costitutivo del partito**. Tutto spesso soltanto per dar sfogo a una dialettica stanca e ripetitiva. Il Pd disegnato dal fondatore Walter Veltroni e da almeno buona parte dei segretari susseguitisi nel tempo si era immaginato (qualcuno potrebbe malignamente correggere “vagheggiato”) a vocazione maggioritaria. Il che, a meno di non credere agli asini volanti, significa puntare a trovare spazio e realizzazione al centro, **non certo nel confuso movimentismo firmato Schlein**. **Null’altro si è intravisto, invece, da quando la segretaria si è sorprendentemente affermata nelle primarie.** Senza mai dimenticare che quelle di partito le aveva abbondantemente perse, per poi prevalere nelle urne aperte a tutti. Tralasciamo pure il fin troppo facile gioco dialettico del segretario di allora Matteo Renzi, invitato a nozze nell’immaginare l’assoluto imbarazzo dei suoi ex compagni di partito davanti a una ipotesi referendaria contro la loro stessa riforma. **La vera partita è provare a capire quale sia il Partito democratico realisticamente ipotizzabile oggi.**

**L’insofferenza nei confronti della *leadership* comincia a sentirsi e non potrebbe essere altrimenti, in un apparato che si era preparato alla segreteria Bonaccini, magari senza particolari entusiasmi**, ma in un solco ben più prevedibile e rassicurante, rispetto alla politica dei grandissimi princìpi e della grande debolezza tattica e strategica mostrata sino a oggi da **Elly Schlein**. In pochi sono pronti a uscire allo scoperto, al di là dello stesso presidente dell’Emilia-Romagna che ha scelto di vivere un’estate alquanto sovraesposta proprio per far capire a tutti di non essere disposto a fare buon viso a cattivo gioco troppo a lungo. **Dietro di lui non si è mosso ancora nessuno, ma è evidente che le truppe stiano semplicemente aspettando le elezioni europee del 2024.**

Ecco perché, come abbiamo scritto ripetutamente anche negli ultimi giorni,** il governo Meloni non ha nulla di cui preoccuparsi.** Almeno al di fuori del proprio perimetro, con le opposizioni impegnate più che altro a capire chi siano, invece di concentrarsi su una proposta politica alternativa. Più semplice affidarsi ai richiami apocalittici: il fascismo, la libertà, il generico riferimento ai diritti. **Dovesse capitare e perché no, magari anche a un referendum contro sé stessi.**

di *Fulvio Giuliani *
