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title: "Perché 4 italiani su 10 non si schierano con Kiev? Effetto di propaganda e malapolitica sull&#8217;opinione pubblica"
description: "Ignorare cause e origini che portano quattro Italiani su dieci all'equidistanza tra Kiev e Mosca risulterebbe un grave errore."
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date: 2022-05-11
author: Fulvio Giuliani
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categories: [Politica]
tags: [Evidenza, guerra, Italia]
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# Perché 4 italiani su 10 non si schierano con Kiev? Effetto di propaganda e malapolitica sull&#8217;opinione pubblica

![opinione pubblica](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/05/opinione-pubblica-1024x535.jpg)

Ignorare cause e origini che portano quattro Italiani su dieci all'equidistanza tra Kiev e Mosca risulterebbe un grave errore. Si tratta dell'effetto di anni d'avvelenamento dell'opinione pubblica , che ben si sposa con la propaganda del Cremlino.

Il 40% degli italiani sarebbe per l’equidistanza fra russi e ucraini, secondo un sondaggio pubblicato dal “Corriere della Sera”. **Tanto per cominciare, un consistente 53% si schiererebbe nettamente dalla parte di Kiev, mentre solo una quota inferiore al 10% propenderebbe per Vladimir Putin**. Ci si potrebbe anche accontentare di questa ampia maggioranza a favore delle ragioni del Paese aggredito. **Ignorare,** però, **cause e origini che portano quei quattro connazionali su dieci al “sì, ma anche” risulterebbe un grave errore**. Perché l’equidistanza, nel caso della guerra di aggressione scatenata dallo zar contro l’Ucraina, equivale a sposare le tesi della **propaganda che da anni cerca di minare alle fondamenta il nostro mondo e i nostri valori**. Tutto ciò su cui, pur fra immense fatiche e indiscutibili errori, abbiamo costruito un progresso economico e sociale quanto più inclusivo possibile. Non ci impressiona tanto il chiacchiericcio *social* e neppure la propaganda del Cremlino in salsa televisiva nostrana, **ma lo scorgere in tutto questo l’effetto di anni d'avvelenamento del dibattito pubblico in Italia**. Ieri ragionavamo in prima pagina sulle cause della degenerazione di certa politica, per cui il fine ultimo sono i No autocompiaciuti. Abbiamo tentato, dunque, di ragionare oltre gli effetti più spettacolari e controversi della caccia a un po’ di visibilità.

Oggi proviamo a sottolineare come i **milioni di italiani pronti all’equidistanza fra l’aggressore e l’aggredito non siano altro che l’effetto di anni di lavorìo ai fianchi**. Quella stessa politica autoreferenziale dell’ombelico, **perennemente alla caccia di un nemico da indicare ai propri *follower*** per guadagnare consenso facile facile, si sposa con assoluta naturalezza alla propaganda più raffinata e subdola in arrivo da Est. **Quella che mira a indebolire da dentro le democrazie e a far guadagnare spazio alle nuove forme di dittatura e poteri forti del Terzo millennio.** Un movimento vasto e complesso, che ha letteralmente devastato la democrazia americana e lasciato segni molto profondi in Europa, in Italia più che in qualsiasi altro paese dell’Unione. **Non solo da noi, ma da noi onestamente un po’ di più**. Questo per antiche consuetudini (l’antiamericanismo in Italia ha radici profondissime) e per **un’atavica permeabilità alle fascinazioni del momento**, che negli ultimi anni hanno preso in particolar modo le sembianze dell’uomo forte di Mosca.

Tornando all’Unione europea,** ora il problema dei problemi è mantenere ferma l’essenziale strategia di indebolimento del Cremlino**, attraverso sanzioni progressivamente più dure, trovando un punto su cui far leva per costringere Putin a un negoziato vero. **È il senso delle parole del presidente francese Macron, quando invita a non «umiliare» la Russia se si vuole trovare una via per la pace.** I propagandisti dell’equidistanza vi leggeranno frettolosamente una frattura nel fronte occidentale, rispetto alle posizioni più intransigenti di Stati Uniti e Gran Bretagna. **La realtà è che l’Unione**, di cui converrebbe ricordare che Macron è il presidente di turno, **ha già varato pacchetti di sanzioni di una durezza senza precedenti e sta raggiungendo un punto di equilibrio** per bannare il petrolio russo (la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha incontrato il *premier* ungherese Orbán proprio per questo e nell’Ue non c’è uno che decida per tutti).

**La strategia non cambia**, **anzi si rafforza perché sta funzionando**. [Con i tempi delle sanzioni economiche](https://laragione.eu/adnkronos/news/ucraina-draghi-a-biden-uniti-in-sanzioni-e-in-aiuti-a-kiev-come-chiesto-da-zelensky/) – che non esplodono come i missili di **Putin** lanciati su **Odessa**, mostrando subito i propri effetti – e cercando di spingere il governo di Mosca ad accettare l’inevitabile confronto e l’inevitabile mediazione. Nessuno vuole umiliare, insomma, perché nessuno ha interesse a farlo. L’espansionismo territoriale dell’Occidente esiste solo nella mente distorta dello zar e da questa parte del mondo tutto possiamo desiderare tranne che una Russia ridotta a colonia cinese.

di *Fulvio Giuliani*
