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title: Piccoli con i Forti
description: Il rientro di un nostro connazionale condannato all’ergastolo negli Stati Uniti, Chico Forti, si trasformi in un caso politico nazionale
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date: 2024-05-21
author: Valentino Maimone
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/piccoli-con-i-forti/
categories: [Politica]
tags: [giustizia, Italia, Stati Uniti, usa]
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# Piccoli con i Forti

![Forti](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/05/Forti.jpg)

Capita che il rientro di un nostro connazionale condannato all’ergastolo negli Stati Uniti, Chico Forti, si trasformi in un caso politico nazionale capace di dividere l’Italia

**Capita che** [il rientro di un nostro connazionale condannato all’ergastolo negli Stati Uniti](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/chico-forti-e-arrivato-in-italia-atterrato-a-pratica-di-mare-giorgia-meloni-in-aeroporto/) e per questo detenuto in un carcere di Miami per ventiquattro anni e sei mesi, **si trasformi in un caso politico nazionale capace di dividere l’Italia.** L’aspetto singolare è che la spaccatura non si è creata – come ci si sarebbe potuti aspettare – tra guelfi innocentisti e ghibellini colpevolisti, ma per un motivo che ha a che fare molto più con certe italiche attitudini.

**È anche vero che per almeno quattro lustri la stragrande maggioranza degli italiani non ha avuto la minima idea dell’esistenza in vita di** [Enrico Forti detto ‘Chico’](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/chico-forti-rientra-oggi-in-italia/) **né tantomeno del fatto che un tribunale statunitense lo avesse ritenuto colpevole con sentenza definitiva di omicidio più altri reati odiosi collegati.** Ma assistere al teatrino dei fronti politici contrapposti – impegnati da una parte nell’esaltazione dell’arrivo dello stesso Forti in Italia per finire di scontare la sua pena, dall’altra nella disapprovazione sdegnata per i tappeti rossi e le riverenze riservate al galeotto di ritorno – fa cadere le braccia.

**Nessuno (o giù di lì) che si chieda per esempio se Chico Forti sia davvero innocente** – come da tempo va sostenendo un’efficace e intensa campagna mediatica appoggiata da *celebrities* di vario lignaggio – **oppure se la condanna definitiva nei suoi confronti sia stata a suo tempo emanata al termine di un processo giusto e sulla base di elementi concreti di colpevolezza.** Certo, avrebbe aiutato poter dare un’occhiata agli atti di quel processo, ma purtroppo Forti si è sempre rifiutato che venissero messi a disposizione di chi (per studio o anche per semplice interesse) volesse leggerli.

**L’aspetto paradossale è diventato così un altro**, invece di discutere e dividersi sul merito della faccenda, ci siamo ridotti – ed è qui che subentra un vezzo tutto italiano – **a farne una questione da *derby* tra fazioni politiche: noi contro voi.** Buffo però che, anche nell’ambito di questa situazione da stracittadina calcistica, finiscano per vacillare alcune certezze che dovrebbero fungere da capisaldi per militanti e simpatizzanti di partito. Prendi la destra profeta del *law and order*: accogliere con tutte le pompe quello che il tribunale della più solida e moderna democrazia occidentale ha dichiarato essere un volgare assassino cozza giusto un po’ con la dottrina ‘legge e ordine’. Oppure, sul fronte opposto, prendi quelli che fino a ieri – anzi anche oggi e di sicuro domani – continuano a considerare sicuramente colpevole un indagato prima ancora che il processo sia cominciato, a invocarne la metaforica forca delle dimissioni preventive, a giustificarne la gogna mediatica: dov’è finito tanto rigore etico-morale nel caso di chi rientra in patria con una condanna per omicidio sulle spalle?

**Per non dire di quelli che cercano disperatamente di prendersi meriti *ex post*:** conoscevamo la vicenda, ci eravamo attivati anche noi, **il governo** [Meloni](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/i-silenzi-di-giorgia-meloni/) ha soltanto raccolto i frutti del nostro lavoro. Cosa non si fa pur di sentirsi dire «Bravi lo stesso». Oppure quelli che si dichiarano profondamente turbati dal [presidente del Consiglio in aeroporto per Forti](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/i-gesti-e-le-amnesie/), ma dimenticano il tripudio con cui **Oliviero Diliberto** accolse (seppur dalla sua scrivania di ministro della Giustizia) **Silvia Baraldini**. Poi ci sono quelli che «Perché **Forti** sì e [Salis](https://laragione.eu/esteri/accolto-il-ricorso-ilaria-salis-esce-dal-carcere-e-va-ai-domiciliari-a-budapest/) no?», mescolando mele con limoni, scambiando anche qui indagati con condannati, dimenticando – o più probabilmente ignorando del tutto – i rudimenti della grammatica giuridica.

**Il caso del ritorno di Chico Forti** è un campionario di contraddizioni, salti carpiati e avvitati, teste sotto la sabbia e facce di bronzo. Tutto normale, quindi.

di *Valentino Maimone*
