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title: Più immigrati per tutti
description: Politica non è raccontare che la sudata pensione è un diritto, ma misurarsi con immensi e ingiustificati regali fatti in passato e incapacità di assicurare ai più giovani il trattamento futuro.
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date: 2021-10-23
author: Davide Giacalone
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/piu-immigrati-per-tutti/
categories: [Evidenza, Politica]
tags: [politica]
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# Più immigrati per tutti

![Più immigrati per tutti](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/10/Immigrati.png)

Politica non è raccontare che la sudata pensione è un diritto, ma misurarsi con immensi e ingiustificati regali fatti in passato e incapacità di assicurare ai più giovani il trattamento futuro.

**Più immigrati. Molti più immigrati per tutti.** Per la precisione 170mila all’anno per 20 anni. Alla fine saranno assai più di 3milioni e mezzo, perché 170mila sono quelli da mandare subito al lavoro, poi ci saranno le famiglie. Naturalmente da sommarsi a quelli già presenti. Dite che qualcuno avrà da ridire? No, è questo il bello: c’è concordia nazionale. All’epoca del primo governo Conte, con Matteo Salvini vice presidente del Consiglio e ministro dell’Interno, l’accordo era che bisognava farne entrare 165mila all’anno, ogni anno, tutti gli anni. Altro che porti chiusi, eravamo a un passo dal mettere gli annunci: venite, per favore. **Non saranno i 5mila in più a creare un problema, no?**

Già, perché si deve essere cattivi dentro, d’animo gretto, cuori di pietra e forse ladri matricolati per volere negare a chi ha lavorato tutta la vita il meritato traguardo della pensione. Si deve essere sadici per continuare a spostarlo in avanti, dopo decenni di contributi pagati. Si deve avere una propensione alla dittatura per negare quello che è un diritto, per la miseria, un diritto conquistato e sudato. **Ma si deve essere discretamente ottusi per non accorgersi di tre cose:**

**a.** qui nessuno sta proponendo di togliere alcunché né ai pensionati né a quanti s’apprestano a raggiungerli: la discussione verte attorno a quanto ancora dare e in che tempi;

**b.** le pensioni oggi in pagamento solo raramente sono rette dai contributi versati, nella grande parte sono soldi variamente e in diversa misura regalati, tanto che la demagogia di Quota 100 ha un costo, degradante con 102 e 104, ma sempre costo è;

**c.** fare regali è segno di generosità, ma farli con i soldi degli altri profuma di raggiro, sicché si può pure continuare a far finta che i conti siano una sorta di dittatura ragionieristica, ma poi si deve provare a indicare chi pagherà tutto questo, chi finanzierà i buoni nel mentre fanno del bene.

**Ed ecco la soluzione, leggibile, oggi come ieri, nelle neglette pagine c’accompagnano le epocali dazioni**: 170mila immigrati, tutti gli anni, per venti anni, da mandare subito al lavoro, sicché paghino tributi e contributi; occupazione sempre crescente; pil costantemente in ascesa; produttività a lievitazione naturale. Questo nella condizione data, poi ci sono gli investimenti, i fondi europei, la riscossa. Non ci credete? Strano, perché l’Italia crede che 1,4 lavoratori possano mantenere oggi 1 pensionato, avviandosi verso il pareggio: un pensionato per ciascun lavoratore. Bon, per oggi abbiamo finito. Domani parleremo del reddito di cittadinanza e del bisogno d’aiutare i bisognosi che non trovano lavoro, giacché non sarete così aridi, cattivi etc. etc. da volere negare questo dovere. No, per niente, solo che più si spende per i poveri e più i poveri aumentano, senza contare che abbiamo appena finito di dire che andiamo verso la piena occupazione e l’importazione massiccia di lavoratori. Allora, chi stiamo aiutando? Una classe dirigente di retori a tre palle un soldo e neanche mezza idea coerente.

**Politica non è contrapposizione fra frontiere chiuse e accoglienza, fra volemose bene e volemose male, è fare i conti con quei numeri, accorgersi che manchiamo completamente non nell’accogliere, ma nello scegliere**. Alla fine ci becchiamo quel che ci capita addosso, facendo entrare nel mentre si dice di volere rigettare. Danno e beffa. Ma è una commedia che va avanti da anni. Politica non è raccontare che la sudata pensione è un diritto, ma misurarsi con immensi e ingiustificati regali fatti in passato e incapacità di assicurare ai più giovani il trattamento futuro. Politica non è fare l’elenco dei derelitti, reali o presunti, e aggiungere la gnagnera dei diritti, per lo più presunti e prepotenti, ma mettere in fila i doveri cui ciascuno è chiamato.

La politica che non ci riesce non è di destra, di sinistra o al centro del nulla, è solo inutile. Difatti governa un altro. Si sbrighino a smetterla di far gli sparafesserie orecchiabili, altrimenti il 1992 sarà ricordato come un passaggio indolore.

 

di Davide Giacalone
