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title: Politica in stallo
description: &quot;Dal 1994 a oggi la regola in politica è stata: i governi di destra entrano in stallo e si immobilizzano; quelli di sinistra in stallo e cadono&quot;
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date: 2024-12-03
author: Davide Giacalone
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categories: [Politica]
tags: [politica]
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# Politica in stallo

![stallo politica](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/12/Evidenza-sito-1788-1024x639.jpg)

Dal 1994 a oggi la regola in politica è stata: i governi di destra entrano in stallo e si immobilizzano; quelli di sinistra entrano in stallo e cadono

**Due fatti, apparentemente minori, raccontano molto.** Talora quel che è in primo piano finisce con il distrarre dal significato di ciò che si muove sullo sfondo.** O, come nel nostro caso, da quel che non si muove, s’immobilizza, entra in stallo**. Sono giorni che si descrive l’epico scontro sul canone Rai che contrappone Forza Italia alla Lega, ma è un tema irrilevante. **Capirei si discutesse della Rai e del suo salutare smantellamento, ma di 20 euro l’anno discutono quelli che li lasciano per mancia al ristorante**. E no, non si accetta la mancia del falso dibattito. Ci sono le cose vere.

**Dal primo gennaio sarebbe dovuto entrare in vigore il processo penale telematico**, che era già stato rinviato di un anno ed è stato nuovamente rinviato di un ulteriore anno. L’ennesima legge che resta scritta e diventa inesistente. **Ma perché si rinvia?**

**Processo telematico non significa che si fa il dibattimento *online*, ma che si depositano e consultano gli atti in formato digitale. **Usare il digitale per scambiarsi i documenti è quello che facciamo ogni giorno milioni di volte, ma non si può fare in tribunale. **La ragione è che o il programma non funziona o non si ha il coraggio di affrontare le ultime resistenze. **Nel primo caso è escluso che ci vogliano anni per rimediare e se così fosse occorrerebbe citare in giudizio i responsabili per danno erariale e l’essere nemici della civile convivenza. **Per il secondo caso, le resistenze, sarà bene citare due esempi di sicuro e positivo successo: la presentazione digitale della dichiarazione dei redditi e la fatturazione digitale. **Hanno funzionato perché si è fissato un giorno e dopo quello la carta non sarebbe più stata accettata. Se invece – come si sta facendo per il processo – si prolunga all’infinito la convivenza di carta e digitale, il risultato è che il passaggio non si fa mai e che tutto diventa più lento e caotico: **il doppio regime peggiora le cose.**

**Dallo scorso 25 novembre chi presenta una domanda di sussidi per la disoccupazione viene automaticamente inserito in un sito nazionale per la ricerca di lavoro, a cura dell’Inps.** Dal prossimo 18 dicembre ciascuno potrà inserire la propria offerta, a prescindere dai sussidi. Buona cosa, gestita da Inps (con pessimo e fuorviante nome: Siisl, Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa). **Nel mentre ciò accade gli uffici del lavoro restano regional**i, sicché quel che è nazionale in digitale resta regionale in analogico e i contenuti delle banche dati regionali non si riversano automaticamente nel nazionale. Se si voleva trovare un modo per pestarsi i piedi o restare immobili, questo è di sicura efficacia.

Tali due questioni, apparentemente limitate, ci portano al generale:** le innovazioni e le riforme non servono a niente se si pensa di sovrapporle e farle convivere con le disfunzioni che si proteggono; creano un annuncio, ma non cambiano la realtà**. E siccome non è possibile che si sia perversi al punto di volerlo fare apposta, capita perché cambiare l’esistente significa pestare i piedi a paure e interessi che sono minuscoli rispetto a quelli che si favorirebbero.

**Ciò che uccide i governi è entrare in questo stallo**. **Abbiamo capito tutti che il governo cadrà soltanto se a provocarlo saranno quelli che lo compongono **– come accade da trent’anni – ma sappiamo anche che la durata non è stabilità, perché può essere immobilità. **Dal 1994 a oggi la regola è stata: i governi di destra (che però erano diversi, a dominanza Forza Italia e a guida Berlusconi) entrano in stallo e si immobilizzano**; quelli di sinistra entrano in stallo e cadono.** In comune hanno avuto il fatto che una volta stallati hanno perso capacità di governo e sono stati costretti al non governo.** Una condizione nella quale chi lo compone cerca temi marginali sui quali distinguersi e farsi valere, senza rompere per continuare a durare. Che è poi la ragione per cui i governi italiani, dal 1994 a oggi, non hanno mai vinto le successive elezioni. In un’Italia in cui, dal 1948 al 1994, non le avevano mai perse.

di *Davide Giacalone*
