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title: PreCauzione, referendum capovolto. I fatti di Crans-Montana (e non solo)
description: Le dissennate parole dei governanti italiani sui fatti svizzeri di Crans-Montana sembrano indirizzate a demolire ragioni culturali
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date: 2026-01-27
author: Davide Giacalone
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/precauzione-referendum-capovolto-i-fatti-di-crans-montana-e-non-solo/
categories: [Politica]
tags: [Italia, politica, svizzera]
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# PreCauzione, referendum capovolto. I fatti di Crans-Montana (e non solo)

![Crans-Montana](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2026/01/Crans-Montana-22-1024x639.jpg)

Le dissennate parole dei governanti italiani sui fatti svizzeri di Crans-Montana sembrano indirizzate a demolire le ragioni culturali che reggono la riforma costituzionale e la separazione delle carriere che essi stessi hanno votato

**Le dissennate parole dei governanti italiani sui** [fatti svizzeri](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/crans-montana-jacques-moretti-e-libero-un-amico-ha-pagato-la-cauzione-di-200mila-franchi/) **di Crans-Montana sembrano indirizzate a demolire le ragioni culturali che reggono la riforma costituzionale e la separazione delle carriere che essi stessi hanno votato**. Non stupisce più di tanto, visto che quella è una riforma figlia della cultura giuridica della sinistra democratica. Ma è un danno che siano gli stessi protagonisti a dimostrare di non comprenderla. Se la motivazione di quelle parole scellerate fosse la voglia di assecondare la rabbia popolare per una scarcerazione sarebbe anche peggio, perché quelli sono i sentimenti di chi oggi cavalca il giustizialismo contro la riforma e invita a votare No.

**L’oltraggio sarebbe consistito nella scarcerazione, con versamento di cauzione, dei gestori di un locale dove sono arse vive le persone**. Posto che i due sono ancora sottoposti a misure cautelari (ritiro dei documenti, obbligo di firma, divieto di espatrio), la prima precauzione da adottare è tenere a mente che sarebbero stati scarcerati anche in Italia. Senza cauzione e per decorrenza dei termini.

**Ma ancor prima di questo è la grandiosa bestemmia a colpire**. Si lascia intendere che la custodia cautelare sia la meritata pena, laddove si giustifica soltanto ai fini dell’indagine. La pena viene dopo e non prima o al posto del processo. I fautori della riforma e sostenitori del Sì che non lo capiscono e assecondano l’opposto cancellano la ragione per cui è necessario che il giudice sia terzo e non collega di chi accusa, proprio perché si chiama “giustizia” quel che stabilisce il giudice, non quel che fa o racconta l’accusa.

**La cauzione è presente in molti ordinamenti e non si paga al posto della pena, ma al posto della custodia prima del processo**. La cauzione non è un privilegio dei ricchi, perché il giudice la fissa in ragione della condizione dell’indagato o imputato: dev’essere abbastanza alta da non potere essere persa a cuor leggero, ma non deve essere troppo alta da non potere essere pagata. E la cauzione accompagna il pericolo di fuga e se non scappi i soldi tornano indietro. La cauzione per assicurare la buona condotta dello scarcerato (non per la detenzione cautelare) è prevista anche dal nostro Codice penale, che comprende pure la fideiussione, ovvero la garanzia di terzi estranei.

**Richiamare l’ambasciatore non è soltanto del tutto inutile, ma oltraggioso**. Primo, perché le rappresentanze diplomatiche sono presso i governi e non presso i tribunali o le Procure. Secondo, perché la competenza territoriale non è nemmeno del governo federale. Terzo, perché supporre di influire su un procedimento penale mediante un gesto indirizzato al vertice politico è la certificazione che non si è capito un accidente della separazione dei poteri. Se chi ha votato la riforma e ora sostiene il Sì voleva dare conferma dei peggiori sospetti di chi ora sostiene il No, c’è riuscito egregiamente.

**Reclamare circa l’accuratezza o il contenuto delle indagini significa non avere mai letto il Codice di procedura penale italiano e ignorarne le tempistiche colà previste**. Siamo a meno di un mese dai fatti, come si fa a sapere cosa l’inchiesta abbia accertato o anche cos’abbia voluto insabbiare? Forse sono abituati al malcostume italiano del procuratore che aggiorna il volgo con le conferenze stampa: ma questo è un vizio, non una virtù.

**Il sindaco di Crans-Montana e i suoi colleghi di Giunta sono un’accolita di arroganti, priva di opportunità e sensibilità**. Posso ben affermarlo perché mi pare evidente dalle loro parole, ma non è un reato. Quello, se c’è, lo accerta il procedimento penale.

**Il procuratore, in Svizzera, è eletto**. Quella che segue le indagini era avvocato fino a due anni fa ed è dello stesso partito del sindaco. Se la cosa dipinge sui volti il ghigno di chi crede che questo spieghi tutto, è soltanto perché – ancora una volta – si confondono la giustizia con l’inchiesta e la sentenza con l’accusa. Ammesso che la procuratrice voglia mandare tutti assolti (tenderei a escluderlo), sarà il giudice a farlo. Che grazie alla civiltà non è collega della procuratrice, il che dovrebbe essere ricordato dai fautori del Sì, che invece razzolano il contrario.

**Si deve, quindi, solo attendere e rassegnarsi? Neanche per idea**. Ci si deve preparare al processo per Crans-Montana, dove non compaiono soltanto l’accusa e la difesa ma anche le parti lese e i loro avvocati. Quella è la partita che riguarda la giustizia, non la pretesa che sia impalato il colpevole riconosciuto come tale dai tribunali del popolo indignato.

**La giustizia è tale se è fredda**. Ovvio che quanto successo desta emozioni profonde, dolori incancellabili, rabbia più che giustificata, ma tutto questo non deve entrare nell’Aula di giustizia. Lì contano i fatti e le prove.

**Continuo a sostenere le ragioni del Sì**, pur nella sconsolata constatazione che non sono divenute patrimonio culturale di chi ha votato la riforma. Carlo Nordio ha pubblicato il quinto dei suoi libri sulla giustizia, ma i suoi colleghi non hanno letto gli altri quattro. O non li hanno capiti. Potrebbe prendere una precauzione: tenga un seminario semplificato a beneficio di chi si trova attorno.

P.S. Poi arriva **Rocco Maruotti**, segretario generale dell’[Associazione nazionale magistrati](https://www.associazionemagistrati.it/), e via *social* sostiene che con il sistema accusatorio Usa, cui assimila la nostra riforma costituzionale, l’omicidio di Alex Pretti resterà impunito. Cancellazione e scuse successive confermano il livello infimo del confronto e la rozzezza che la tonaca non copre. Anzi aggrava.

di *Davide Giacalone*
