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title: Processo al Sud
description: &quot;La \&quot;questione meridionale\&quot;, sul tavolo del dibattito odierno con la riforma della \&quot;autonomia differenziata\&quot; attanaglia il Paese da tempo&quot;
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date: 2023-01-09
modified: 2023-01-07
author: Giancristiano Desiderio
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/processo-al-sud/
categories: [Politica]
tags: [Evidenza, Italia, politica]
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# Processo al Sud

![Processo al Sud](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/01/Evidenza-sito-8.jpg)

La &quot;questione meridionale&quot;, sul tavolo del dibattito politico odierno con la riforma della &quot;autonomia differenziata&quot; attanaglia il Paese da tempo. Non a caso, le parole di Norberto Bobbio, sono più attuali che mai.

**Il dibattito sulla riforma della “autonomia differenziata”**, che con il ministro leghista Calderoli **ha senz’altro avuto un’accelerazione, è lunare**. Ad esempio: la riforma – che consiste nell’accentuare forme di autonomia amministrativa – è voluta dalla destra ma è stata concepita dalla sinistra. Altro esempio: è tacciata di anti-costituzionalità ma è prevista dalla Costituzione. Ancora: quando governava la sinistra era proprio la sinistra – il ministro era Francesco Boccia – a volere ciò che oggi vuole la destra, compresi i cosiddetti Lep (Livelli essenziali delle prestazioni) che verrebbero determinati dopo e non prima dell’entrata in vigore della riforma. Come si può capire, la qualità lunare del confronto non dipende tanto dal merito ma da chi è al governo: **l’autonomia differenziata è buona se governa la sinistra e diventa cattiva se governa la destra**. E il merito? Campato in aria. Sulla Luna appunto, come il senno di Orlando.

Conviene ritornare sulla Terra e valutare l’autonomia differenziata. Che vuol dire? Che **l’autonomia può essere diversa e dipende dalle Regioni che la richiedono e la realizzano**. La critica che si muove al progetto è questa: spacca l’Italia in un Nord più produttivo e civile e in un Sud più assistito e arretrato. **A pagare le conseguenze di questa “differenza” sarebbero i meridionali in termini di sanità, trasporti, studi, sviluppo, lavoro, reddito**. La critica che si può muovere alla critica è racchiusa in una domanda: ma non è già così? Sì. Se si considera, ad esempio, il servizio sanitario è risaputo che esiste da tempo il fenomeno dell’emigrazione sanitaria da Sud verso Nord. La stessa cosa vale per gli studi. E così per il lavoro. **Non a caso il maggior numero di percettori del Reddito di cittadinanza è concentrato a Napoli**.

Stando così le cose, la riforma dell’autonomia spacca ciò che è già spaccato. **Più che una divisione è una fotografia**. Se si vuole si può anche sostenere che accentui le divisioni, ma ciò che non si può sostenere è che sia la causa delle differenze. Siccome le differenze già ci sono, la “causa” va ricercata altrove. Dove? Nell’auto-governo del Sud, dai municipi alle Regioni, che invece di essere attivi sono passivi e fonte di nuove forme di feudalesimo che creano sudditanza e dipendenza. **Esiste**, in altre parole, **una responsabilità delle classi dirigenti meridionali che troppo spesso per salvare sé stesse puntano il dito** contro le colpe ora di Roma, ora del Nord, ora dei piemontesi creando quel vittimismo in cui gli stessi meridionali si crogiolano. Il vittimismo è una sorta di brodo di coltura in cui si istituisce un patto malsano tra i meridionali, la rappresentanza istituzionale e la rappresentazione delle condizioni civili del Mezzogiorno. **Ecco perché ciò che serve è un “processo al Sud” come onesta presa d’atto della propria condizione**.

**Norberto Bobbio** – un piemontese! – giunto alla fine della sua vita **scriveva**: «Come uomo del Nord, anche se non nordista, perché ho avuto una educazione risorgimentale, ispirata non teoricamente all’idea dei “fratelli d’Italia”, e debbo gran parte della mia formazione civile a uomini del Mezzogiorno come Croce e Salvemini, ho sempre esitato a esprimere il mio parere su una questione così complessa e controversa come la questione meridionale. Ma **ormai una cosa è diventata ai miei occhi sempre più chiara, e sempre più difficilmente confutabile: la questione meridionale è prima di tutto una questione dei meridionali**».

 

*Di Giancristiano Desiderio*

 
