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title: Processo
description: "Salvini sbeffeggiava i Cinquestelle, volendone l’esclusiva del blocco all'Open Arms. Ha avuto quella del processo."
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date: 2024-09-17
author: Davide Giacalone
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/processo/
categories: [Politica]
tags: [cronaca, politica]
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# Processo

![Processo](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/09/Evidenza-sito-1473-1024x639.jpg)

Salvini sbeffeggiava i Cinquestelle, volendone l’esclusiva del blocco. Ha avuto quella del processo.

**Dopo anni passati a puntare il dito contro le devianze politiche della magistratura correntizzata**, costantemente protesa a volere pesare nel processo legislativo,** ci tocca puntarlo contro le devianze giudiziarie di una politica che entra fallosamente in un processo penale**. Difendiamo il medesimo principio e viene offeso il medesimo fondamento dello Stato di diritto. Il risultato è sconfortante, perché anziché essere riusciti nella correzione dell’errore corporativo si è finiti con il provare a pareggiarlo mediante la corruzione del ruolo politico.

**Il ritardo di uno sbarco di immigrati** – che comunque ci fu, sicché ove mai sia stata difesa del suolo patrio è durata pure poco – **si verificò sotto gli occhi di tutti**. **I soli che ora dicono di non averlo capito sono i pentastellati che condividevano la responsabilità di governo**. Ma mentono perché, siccome allora Salvini furoreggiava, provarono a sostenere che il vero merito del blocco – che non ci fu – **era loro**. **Salvini li sbeffeggiava, volendone l’esclusiva. Ha avuto quella del processo.**

**Essendo un fatto pubblico ciascuno di noi poté e può esprimere la propria opinione, così come può farlo sul fatto che sia in corso un processo penale**. E qui siamo al primo punto, che vale per il processo come per le armi all’Ucraina: un ministro della Repubblica e un cittadino qualsiasi hanno pari diritto a dire quel che pensano? **Dal punto di vista formale sì, ma un ministro che rivendichi a sé il diritto della sora Cesira e del sor Augusto non sta nobilitando la libertà di tutti: sta svalutando la funzione che svolge**. Ma è un dettaglio e qui, oramai, chiunque dice qualsiasi cosa.

L’obbrobrio consiste nel coro di governanti a proposito non del fatto o del processo in sé, ma sulla requisitoria fatta in Aula dal pubblico ministero. **Quello non è un dibattito, ma un dibattimento. **L’accusa svolge una funzione.** Poi si sentiranno le arringhe dei difensori, quindi arriverà la sentenza, che sarà appellabile e non ancora definibile come “giustizia è stata fatta”. **Se governanti e legislatori intervengono su una requisitoria il processo cessa d’essere pubblico e il pubblico divora il processo. Passi che qui le parole si sparano al vento, ma qualora – in via del tutto teorica – il giudicante intendesse seguire la via tracciata dall’accusa, potrebbe sentirsi vagamente intimidito. **A quel punto il processo perde ogni validità e credibilità, ivi compresa l’ipotesi (che auguro) di assoluzione.**

**Ero e resto convinto che la contestazione del sequestro di persona non sia convincente. Non c’è ragione per cui non debba scriverlo. **Ma nessuno che abbia conservato tracce di senso del diritto e dello Stato pensa di dovere passare al setaccio una requisitoria come anche un’arringa, semmai le motivazioni della sentenza. **Requisitoria e arringa vivono soltanto dentro il processo: farne oggetto di pubblica contesa, come anche di esecrazione, ammazza il processo**. Quando un avvocato difenderà un conclamato pedofilo, cercando di ridurre il danno per il suo cliente, **diranno che è un sudicio schifoso? Roba da matti.**

**La scena è così triviale da lasciare sullo sfondo la questione più seria e difficile, ovvero il rapporto fra la responsabilità politica e quella penale. **Un tema complesso e lo stesso Tony Blair, che prova ad affrontarlo in un suo libro (“On Leadership”), fa cilecca. **Ma se si vuol sostenere che la Procura non avrebbe dovuto sostenere l’accusa, si deve ricordare che tocca al legislatore cancellare l’obbligatorietà dell’azione penale**. Che favorisce l’irresponsabilità dell’accusa. Se si vuol dire – come ha fatto il presidente del Senato – che i magistrati interpretano le leggi come pare loro, sarà bene rammentare che capita anche perché sono scritte in modo ipocritamente aggettivato e in pessimo italiano, mentre il ruolo nomofilattico della Cassazione lo si lascia come domanda d’esame e non come garanzia da assicurare.

**Sarebbe bene cessi l’inciviltà dei deragliamenti costituzionali, invece s’assiste alla concorrenza nello svellerne i binari.**

di *Davide Giacalone*
