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title: La propaganda elettorale promette quel che non è sostenibile
description: "Mentre in campagna elettorale si fanno promesse insostenibili, l'agenzia di rating Moody's colloca l'Italia a un passo dalla spazzatura."
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date: 2022-08-09
author: Davide Giacalone
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/propaganda-elettorale-flat-tax-e-non-sostenibilita/
categories: [Politica]
tags: [economia, elezioni, Evidenza, Italia, politica]
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# La propaganda elettorale promette quel che non è sostenibile

![campagna elettorale](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/08/Evidenza-sito-29-1.jpg)

Mentre i protagonisti della campagna elettorale fanno promesse insostenibili, l'agenzia di rating Moody's colloca l'Italia a un passo dalla spazzatura. Basta un ulteriore passo sbagliato per finirci dentro.

Non è il *reality* più seguito dell’estate, anzi, eppure l’impostarsi della campagna elettorale riserva non sorprendenti sorprese. Il timore non è relativo a quale ne potrà essere l’esito, perché, a naso, non ci saranno stravolgimenti e il governo che ne sarà frutto sarà disomogeneo se nessuno prenderà la maggioranza assoluta degli eletti, ma ancor più disomogeneo se qualcuno (la destra) l’agguanta. **Il timore è che le sorprese sgradevoli arrivino dopo**.

Per qualche ora è sembrato quasi che il cambio di previsione (tale è l’*outlook*), da parte di una società (Moody’s) che formula giudizi di affidabilità (*rating*) su investimenti e debitori, dovesse distrarre dalle intrigantissime vicende delle coalizioni e dei tanti galletti che allungano il collo. Ma son subito tornati a chicchireggiare d’altro. La notizia, però, niente affatto nuova, non è che una previsione passi da “stabile” a “negativa”, **bensì che la posizione dell’Italia sia, per quell’agenzia, a un passo dalla spazzatura.** Siamo al decimo posto nella classifica di affidabilità, all’undicesimo c’è l’inaffidabilità. Spazzatura. Prima pensavano che ci rimanessimo, ora che potremmo scendere.

Le altre due più rilevanti agenzie (Fitch e Standard & Poor’s) sono più generose, collocandoci a due passi dalla spazzatura. Due miseri passi. Entrambe non credono che miglioreremo, ma che ci resteremo. Per i ripensamenti hanno tempo fino ad autunno.

**A metterci in quella (assai) scomoda posizione è l’enormità del debito pubblico**. A far scendere l’affidabilità sono l’incapacità di rendere più efficiente la spesa pubblica e la testardaggine con cui si fa finta di non vedere un problema enorme. Se qualcuno dovesse credere alle castronerie che si sentono – in una campagna elettorale con insolazione – ne dedurrebbe non solo che il nostro debito non è destinato a scendere, in rapporto al prodotto interno lordo, ma che salirà. La coalizione in vantaggio, la destra, ha due crestuti che propongono, rispettivamente, una ***flat tax***** al 23% per tutti e una (falsa) al 15% per gli autonomi** (poi si sono accorti che suonava male e ci hanno messo **anche i dipendenti**),** più l’anticipo e l’aumento delle pensioni. Chi paga, come si copre questa spesa?** Qui si entra nell’abracadabra: aumenta la gioia e aumenta il Pil. Devono aver preso i contribuenti per galline ovaiole. E non è che dall’altra parte si abbiano idee più chiare, basti pensare che si dice di volere adottare una fantomatica “agenda Draghi”, dopo avere chiesto a gran voce uno scostamento di bilancio, opportunamente negato da Draghi. Sarebbe stato più debito.

Il lato positivo è che non vengono considerati credibili, altrimenti campeggeremmo nella spazzatura. L’altro lato positivo è che alla Banca centrale europea c’era un Tale (lo stesso che i suoi connazionali hanno provveduto a far fuori, una volta rientrato in casa e posto alla guida del governo) il quale stabilì che la Banca centrale poteva continuare a comprare titoli degradati, se quel giudizio non fosse stato convergente. Come è positivo che esistano sistemi di sicurezza europei per evitare di trovarsi in quella deprecabile condizione, ma sono gli stessi qui demonizzati.

Questi ci paiono problemi seri e che richiederebbero una qualche maggiore serietà. Ma è così bello far propaganda elargendo, tanto pagano i 5 milioni di italiani i cui versamenti Irpef superano quel che ricevono. Si tenga presente, a proposito di povertà, che il montepremi del Superenalotto è arrivato a 250 milioni. Potreste essere i vincitori. Intanto siete i cittadini di un Paese di poveri che, ogni anno, spendono 130 miliardi in giochi e lotterie (nel conto non è compreso l’illegale). Ciascuno fa quel che vuole con i propri soldi, ma escluderei che a comprare grattini e a dare i numeri sia la ristretta cerchia dei ricchi, privilegiati e sfruttatori. **Nella distanza fra l’Italia reale e quella della propaganda passa la sfiducia di chi osserva. Dovrebbe passare anche l’indignazione di chi ci vive.**

 

Di *Davide Giacalone*
