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title: Il disegno di Putin deve esser abbattuto
description: Non deve succedere che le fiamme si spengano, quando sarà passato del tempo dall’assassinio di Alexei Navalny. Si abbatta il disegno di Putin
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date: 2024-02-20
author: Davide Giacalone
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categories: [Politica]
tags: [esteri, Europa, politica, russia]
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# Il disegno di Putin deve esser abbattuto

![Putin](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/02/Evidenza-sito-896.jpg)

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2022-10-04 13:53:55

2022-10-04 11:53:55

Per Alexei Navalny se non s’interrompe l’autogenesi di questo imperialismo autoritario non si estirperà mai il cancro che affligge come una maledizione la Russia.

Le sanguinose lotte di potere successive alla morte di Stalin portarono alla formazione di un organismo che accentrava tutte le funzioni decisionali e operative svolte in Occidente da diverse istituzioni o appositi Ministeri. Fondato il 13 marzo 1954, attraverso una fitta rete di spie il Kgb era in grado di raggiungere chiunque e ovunque, non soltanto sul suolo sovietico. Nato come agenzia di servizi di sicurezza, includeva guardie di frontiera e polizia segreta in una ventina di direttorati e dipartimenti che controllavano l’informazione e ogni comunicazione in entrata e in uscita dal Paese. Gorbachev rappresentò una falla in quel sistema, tanto da minarne l’esistenza. Non a caso tra gli arrestati per il tentato colpo di Stato dell’agosto 1991 compariva il presidente del Kgb Vladimir Kryuchkov.

Il ciclo esistenziale di Urss e Kgb si concluse quasi contestualmente. Il cosiddetto “club Eltsin” non operò però all’insegna della glasnost avviata da Gorbachev ma avviando il processo di ricostituzione del blocco sovietico. L’Fsb ereditò così le funzioni del Kgb e Putin, che ne era a capo, venne nominato primo ministro da Eltsin, che lo preferì a Boris Nemtsov. Putin e Kirill (ex Kgb) ne esercitano tuttora de facto il potere temporale, politico e spirituale.

In un’inchiesta congiunta “Bellingcat”, “Bbc” e “The Insider” hanno acquisito i dati contenuti nel database “Magistral”, tra cui i nomi degli agenti Fsb coinvolti nell’omicidio di Nemtsov e nell’avvelenamento di Alexei Navalny, oppositore di Putin oggi recluso in una colonia penale di massima sicurezza.

Quest’ultimo ha rilasciato da poco un’intervista epistolare al “Washington Post” in cui conferma quanto sopra dando un’interessante chiave di lettura sul futuro del proprio Paese. Navalny ripercorre dalle origini l’autentica ossessione – non solo di Putin, ma di tutto il regime revanscista sovietico – per l’annientamento dell’Ucraina, odiata per le scelte euroatlantiche ma ambita per quella ricchezza senza la quale l’impero russo non potrebbe mai ricostituirsi. Sia lui che Nemtsov, oppositori del colonialismo russo in Ucraina, hanno pagato a caro prezzo l’essersi ribellati a questo establishment proponendo un modello diverso da quello sostenuto dai successori dello zar: Medvedev e Patrushev, su tutti.

Secondo Navalny, se non s’interrompe l’autogenesi di questo imperialismo autoritario non si estirperà mai il cancro che affligge come una maledizione la Russia. Eltsin ha avviato un errato modello di repubblica presidenziale, concentrando poteri enormi in un solo leader, oggi frontman di un sistema autarchico e corrotto. Navalny propone un modello differente: una repubblica parlamentare con un sistema giudiziario indipendente e maggiore autonomia agli enti locali, per decentralizzare quell’immenso potere. La mobilitazione parziale ha aizzato contro Putin centinaia di migliaia di russi e lo scambio degli alti ranghi del reggimento Azov con l’amico personale Medvedchuk ha fatto infuriare l’Fsb, di cui era figliuol prodigo. In Russia, il dopo-Putin è ormai realtà.

Di Giorgio Provinciali

Dopo Stalin e dopo Putin

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2022-10-04 13:53:55

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2023-04-19 12:55:26

2023-04-19 10:55:26

Gli ultranazionalisti russi e il sostegno all'imperialismo di Putin attraverso uno scienza sacra sugli zar

“La Basiliologia come Scienza dell’Impero”: l’insolita terminologia fa parte della retorica con cui gli ultranazionalisti russi sostengono l’imperialismo di Putin. La teoria di una nozione «storicamente russa di Impero» affonderebbe le sue origini nella stirpe degli imperatori bizantini, i Basiléi (dal greco Βασιλεὺς). Alla vigilia di una nuova mobilitazione, la “Scienza dell’Impero” è stata presentata in un convegno organizzato dal gruppo di sedicenti intellettuali e oligarchi legati alla testata televisiva e web “Tsargrad” (il nome slavo di Costantinopoli) dopo che un loro sondaggio ha fatto emergere che almeno un terzo dei russi è contrario alla guerra. 

La loro tesi è che la Russia sia ancora permeata dalla ideologia liberale occidentale, per cui è il momento di imporre la scuola dei “tradizionalisti accademici”, basata sulla esperienza del Centro per gli studi conservativi avviata da Alexander Dugin alla Facoltà di Sociologia dell’Università di Mosca Lomonosov. Sviluppare l’idea di impero, questa dunque è la missione di ideologi come Konstantin Malofeev (che ha pubblicato in tre volumi l’opera “Empire”) e dello stesso Dugin (che si è affiancato con l’ultimo “Genesis and Empire”).

La conoscenza scientifica sul tema sarebbe già esistita nella storia come “scienza sacra” sugli zar e sui regni precedenti, ma deve essere rianimata. Per Malofeev l’impero «è la cosa più importante che oggi non abbiamo. Prima dobbiamo riconoscerlo in noi stessi: altrimenti non torneremo a essere mai un Impero. Questo è il punto di partenza». Sergey Glazyev, studioso ancora con l’impronta socialista dell’Accademia russa delle Scienze, è per una visione ideale di impero in cui affermare un “socialismo ortodosso”, una società equa, con un ruolo significativo dello Stato e delle forme pubbliche di proprietà, al tempo stesso basato su tradizioni ortodosse, valori spirituali e morali. Il presidente dell’Accademia cecena delle Scienze, Dzhambulat Umarov, ha invece dichiarato: «Sono un imperialista in guerra che vuole l’Impero dell’Unto di Dio. E anche se questo Unto di Dio è ortodosso, nulla impedisce agli stessi musulmani ceceni, dopo avergli prestato giuramento, di essergli fedeli, di essere fedeli all’idea di Impero».

Dal Patriarcato di Mosca il vescovo Savva di Zelenograd ha ribadito che la più alta qualità dell’impero è che alla fine è diventato cristiano. La natura sovranazionale imperiale è stata infine sottolineata dal preside della Facoltà di Storia dell’Università Lomonosov di Mosca Sergey Karpov: nell’impero romano e in quello bizantino persone di diversi gruppi etnici e opinioni religiose vivevano in pace e armonia (sic!) e di questi regni il successore oggi è la Russia, che può proporsi come «il nuovo Impero cristiano». Le conclusioni sono affidate a un monito: la Terza Roma, la Mosca che ha raccolto l’eredità degli imperi di Roma e Costantinopoli, «deve oggi impedire al mondo intero di cadere nell’abisso».

Il progetto porta indietro la civiltà facendola arretrare ai secoli che hanno preceduto la Rivoluzione francese e le idee moderne di libertà e democrazia: un pot-pourri mitologico per incoraggiare una nuova mobilitazione per la «guerra santa», che finora comunque non ha convinto il popolo russo.

di Maurizio Delli Santi

 

"La Scienza dell'Impero" per sostenere Putin

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2023-04-19 12:09:18

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