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title: Quando la comunicazione rischia di agevolare il ricatto
description: La rappresentazione tragica di un ricatto politico e morale che la Bielorussia sta mettendo in atto verso le democrazie europee.
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date: 2021-11-22
author: Massimiliano Lenzi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/quando-la-comunicazione-rischia-di-agevolare-il-ricatto/
categories: [Evidenza, Politica]
tags: [esteri, politica, UE]
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# Quando la comunicazione rischia di agevolare il ricatto

![Quando la comunicazione rischia di agevolare il ricatto](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/11/Lenzi-corretto-sito.png)

Migranti: la rappresentazione tragica di un ricatto politico e morale che la Bielorussia sta mettendo in atto verso le democrazie. L'Unione europea deve decidere cosa fare. 

La vita e la morte, la libertà e la paura. Le speranze e il niente.** C’è stato qualcosa di paralizzante, per la vecchia Europa democratica e attenta ai diritti, di fronte alle immagini di uomini, donne e bambini affollati e radunati in una fredda foresta bielorussa al confine con la Polonia.** Sì, sono migranti. Gente in cerca di un futuro migliore. Ma sono anche la** rappresentazione tragica di un ricatto politico e morale che la Bielorussia sta mettendo in atto verso le nostre democrazie**. Il risultato, per noi europei, davanti a tutto questo è stato, sinora, solo uno: la paralisi.

**Di fronte allo *choc***** emotivo non siamo riusciti a combinare nulla, finendo bombardati ogni giorno dalla comunicazione costante e drammatica su gente disperata che ha bisogno di aiuto.** Ha freddo. Ha fame. Ha sete. Muore. Ma anche davanti a una tragedia come questa fare i buoni non basta a sciogliere il ricatto politico e umanitario messo in atto. Lo sgomento non basta. Condannare non basta. Indignarsi non basta. La notizia di un** bambino di un anno**, **morto nel bosco**, al freddo, in quello che anziché un limbo in attesa della libertà si è trasformato in un inferno, è un fatto inaccettabile. **Una notizia che ha scosso le penne di qualche giornalista europeo e italiano ma non ha sbloccato la nostra paralisi.**

Si tratta adesso di parlar chiaro, a costo di sembrare dei maledetti cinici. E di rispondere a una domanda: **la si può dar vinta ai ricattatori?** Trattare con la Bielorussia, alle sue condizioni/intenzioni, significherebbe per l’Ue aprire i suoi confini al rischio di altre dieci, cento, mille situazioni simili a quella che si sta consumando, da giorni, sul confine polacco. Sarebbe un errore, seppur commesso a fin di bene. Ci torna in mente la *leader* israeliana Golda Meir che tra le diverse crisi internazionali si trovò ad affrontare anche quella del massacro di Monaco di Baviera. Alle Olimpiadi. Correva l’anno 1972 e durante la manifestazione olimpica un commando palestinese di “Settembre nero”, prese in ostaggio undici atleti israeliani (due vennero subito uccisi). I palestinesi chiesero, in cambio degli ostaggi, la liberazione di alcuni prigionieri politici. Golda Meir, durante quelle ore difficili, mantenne la propria linea della fermezza: non si tratta. Le vie di uscita da cercare, a suo giudizio, erano altre. Non certo quella di riconoscere valore di successo a un ricatto.

Ecco, oggi davanti alla **crisi migratoria** al confine tra Polonia e Bielorussia,[l’Unione europea deve decidere cosa fare](https://laragione.eu/esteri/si-deve-agire/) (ne parliamo nell’editoriale in prima pagina). Cedere sarebbe sbagliato. Quanto il continuare, politicamente, a restar paralizzati. **Lo *****choc*****, infatti, non è mai una buona ragione (politica).** Neppure quando corre sul tragico confine del rapporto tra la vita, la morte e la libertà.

di *Massimiliano Lenzi *
