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Referendum: affluenza più alta del previsto, record sui due giorni

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Affluenza da record e code ai seggi per il referendum sulla giustizia, la mobilitazione ha superato le stime della vigilia

Referendum: affluenza più alta del previsto, record sui due giorni

Affluenza da record e code ai seggi per il referendum sulla giustizia, la mobilitazione ha superato le stime della vigilia

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Referendum: affluenza più alta del previsto, record sui due giorni

Affluenza da record e code ai seggi per il referendum sulla giustizia, la mobilitazione ha superato le stime della vigilia

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Affluenza sopra le previsioni e code ai seggi in molte città: il referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo registra una partecipazione più alta del previsto, trasformando la consultazione in un vero test politico nazionale. Secondo le prime rilevazioni, la mobilitazione degli elettori ha superato le stime della vigilia, che indicavano una partecipazione compresa tra il 42% e il 49%.
Già nei giorni precedenti, i sondaggi avevano sottolineato come un aumento dell’affluenza potesse cambiare radicalmente gli equilibri tra i fronti del Sì e del No, rendendo il risultato estremamente incerto. E proprio questo scenario sembra concretizzarsi: la forte partecipazione ha riaperto completamente la partita, con un testa a testa che riflette un Paese diviso sul tema della riforma della giustizia.

Il referendum, che riguarda la separazione delle carriere tra magistrati, la riorganizzazione del CSM e l’istituzione di una nuova Corte disciplinare, non prevede quorum, rendendo determinante ogni singolo voto. Dalle grandi città ai centri più piccoli, si registrano file e tempi di attesa superiori alla media, segnale di un coinvolgimento elettorale che va oltre le aspettative iniziali. Un dato che, secondo analisti e osservatori, potrebbe rappresentare una delle affluenze più alte degli ultimi anni per una consultazione referendaria di questo tipo. La partecipazione, da variabile incerta alla vigilia, diventa così la vera protagonista del voto: più cittadini alle urne significa anche maggiore imprevedibilità sul risultato finale.

Con lo scrutinio atteso alla chiusura dei seggi, l’Italia si prepara ora a conoscere l’esito di un referendum che, numeri alla mano, ha già segnato un primo risultato: riportare gli elettori al centro della scena politica.

Di Camilla Parigi

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