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title: Perché l’Italia accetta un certo giornalismo
description: "Solo un'Italia di un certo tipo può accettare supinamente un’inchiesta (quella di Report su Giuli) che non ha nulla da offrire"
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date: 2024-10-29
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/report-giuli/
categories: [Politica]
tags: [giornalismo, Italia, politica]
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# Perché l’Italia accetta un certo giornalismo

![Giuli report](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/10/Evidenza-sito-1652-1024x639.jpg)

Solo un'Italia di un certo tipo può accettare supinamente un’inchiesta (quella di Report su Giuli) che non ha nulla da offrire, se non teoremi e allusioni

**La privacy è sacra e soprattutto è una cosa maledettamente seria**. Però deve essere trattata come tale sempre, non a giorni e a persone alterni. **In Italia, invece, la privacy è intoccabile quando riguarda noi, i nostri amici o la nostra parte politica**. Se è questione degli altri, troppo spesso siamo pronti ad accettare dei distinguo, i “sì, però”.

Ecco, non esiste alcun “però”, “ma”, “anche se” e così via: **sono decenni che viviamo infischiandocene bellamente dell’onorabilità altrui.** Spesso molto semplicemente ci facciamo gli affari del prossimo, nello stesso momento in cui alziamo la voce in difesa dell’inviolabilità della nostra sfera personale. Siamo così abituati a puntare il dito, a moraleggiare, da considerare ormai normale far politica o altro sbirciando nel letto altrui.

**Vi basti pensare a quanto accaduto la scorsa settimana dalle parti del ministero della Cultura**, fatto che in una democrazia evoluta e matura non dovrebbe riguardare solo i partiti direttamente coinvolti o l’area di maggioranza.

**Urlare alla democrazia vilipesa per ogni nomina che non piace, dopo aver fatto esattamente la stessa cosa a parti invertite per anni, significa solo fare il gioco di chi ritiene accettabile che la vita pubblica e privata venga influenzata o peggio da inchieste fantasma**. Dal semplice minacciarle, adombrare l’idea di sapere chissà cosa.

**Sì, ci riferiamo alla questione Report-Giuli**: solo quell’Italia di cui sopra può accettare supinamente un’inchiesta che non ha nulla da offrire, se non teoremi e allusioni. **Sbandierata, anticipata, gonfiata all’inverosimile** dai suoi stessi responsabili, nella speranza che qualcuno caschi nel trappolone e si precipiti a bloccarla. In modo che si possa urlare all’attentato alla democrazia, all’omicidio della libertà di stampa. **Le ben visibili stimmate del martire possono tornare utili. Già visto, già accaduto.

Nel frattempo,** l’inchiesta che non c’è risulta più che sufficiente ad azzerare la professione e la vita di una persona **(**Francesco Spano**) di cui non siamo ancora riusciti ad afferrare quale sia la colpa. Il contratto di consulenza al museo Maxxi di Roma sembra francamente troppo poca cosa per scatenare questo inferno e in particolare per non far scattare la difesa d’ufficio della propria parte politica.

**Certo, Spano è notoriamente uomo di sinistra, ma la maggioranza avrebbe avuto tutto l’interesse a difendere quella scelta**. Se non altro per evitare un nuovo terremoto dopo l’inferno della vicenda San Giuliano-Boccia. **E invece nulla: sono bastati quattro spifferi e due allusioni e quella carriera, quella vita sono state abbandonate al loro destino**. Accompagnate dai volgari giudizi emersi da alcune chat, in cui l’aspetto insopportabile per taluni risulterebbe l’omosessualità di Spano, forse persino più del cuore a sinistra.

A fare una figura indecorosa sono certi ambienti di destra ma anche l’opposizione silente. Ma come, la sinistra dei diritti non ha nulla da dire?

di *Fulvio Giuliani *
