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title: "Riforma costituzionale: Costituzione e centrodestra"
description: "Riforma costituzionale: la Costituzione e il centrodestra. Avanza la convinzione che l'attuale non sarà il governo delle riforme. Un problema"
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date: 2023-11-01
author: Carlo Fusi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/riforma-costituzionale-costituzione-e-centrodestra/
categories: [Politica]
tags: [Evidenza, governo, Italia]
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# Riforma costituzionale: Costituzione e centrodestra

![Riforma costituzionale](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/11/Riforma-costituzionale.jpg)

Riforma costituzionale: la Costituzione, il centrodestra e le sfide. Avanza la convinzione che pure l'attuale non sarà il governo delle riforme. Un grande problema per il Paese

**In attesa delle annunciate revisioni costituzionali** (tranquilli, ci arriviamo fra un attimo), **risulterebbe opportuno concentrarsi sulle regole costituzionali vigenti**. Ad esempio quella che all’**articolo 67** stabilisce che «ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato». Significa che **una volta scelto dai cittadini** (anche se col [Rosatellum](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/i-tormentoni-pd-e-i-guai-del-rosatellum/) è per modo di dire) **il parlamentare eletto non risponde a nient’altro che alla sua coscienza**, libero da legami e obblighi anche riguardo la forza politica di appartenenza. A quanto pare, **la maggioranza ha raggiunto un’intesa** – sostenuta con forza dalla presidente del Consiglio e dai ministri tutti – in base alla quale **non verrà presentato da nessuno dei loro parlamentari alcun emendamento alla** [legge di bilancio](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/legge-di-bilancio-2/), **approvata dunque così come vergata da Palazzo Chigi**.

**È evidente che ogni deputato o senatore del centrodestra può liberamente convincersi che tale atteggiamento sia il migliore**. È altrettanto evidente tuttavia che **così agendo rinuncia al suo ruolo istituzionale**, **rinnega le sue prerogative**, **cancella le ragioni per cui sta dove sta**. **Altro che riforme costituzionali**: così si procede a uno stravolgimento delle regole e allo svuotamento delle funzioni del Parlamento. Se a un esercito di ‘anime belle’ sembra poco, *amen*. A chi **la Costituzione** la riconosce e onora appare un’alterazione degli equilibri democratici.

**Bene**. **Anzi male**. Di più: **malissimo**. E veniamo alle **novità che l’esecutivo si appresta a varare nel prossimo Consiglio dei ministri**. Si parla di **elezione diretta del capo del governo** e di un **non meglio specificato sistema elettorale** che assegni il 55% dei seggi al partito o alla coalizione vincente. Più volte – e autorevolmente – su queste colonne è stato spiegato che **un simile meccanismo non esiste in nessun’altra parte del mondo** e che **mutuare il** “**Sindaco d’Italia**”, trasferendolo dal piano locale a quello nazionale, **è operazione spericolata e densa di incognite**. Tuttavia c’è **una considerazione preliminare da fare**, di tipo diciamo così procedurale, prima di avventurarsi nel merito della nebulosità delle proposte.

Com’è noto, **tre sono stati i pilastri della vincente campagna elettorale del centrodestra**: [la riforma della giustizia](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/nordio-riforma-giustizia/), [quella del fisco](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/riforma-del-fisco-tre-aliquote-irpef-e-spiegazione-su-flat-tax/) **e le modifiche costituzionali**. **La prima** si è persa nelle nebbie e nelle buone intenzioni rimaste lettera morta del Guardasigilli [Carlo Nordio](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/giorgia-meloni-ha-blindato-il-ministro-della-giustizia-carlo-nordio/), che sulla sua pelle ha potuto verificare come scrivere editoriali sui quotidiani e varare leggi siano due mestieri molto diversi e poco assimilabili. Ora di **Nordio** si parla come di un possibile giudice costituzionale: un modo elegante per sbarazzarsi di una presenza divenuta impalpabile e di un equivoco – un ministro ‘garantista’ per riforme di pari conio – via via più straniante. **La riforma del fisco** (tema da sempre nelle corde del centrodestra) sta annegando nella miriade di micro tasse varate per far quadrare i conti e tenere a freno le richieste dei singoli partiti. Come **quella della giustizia**, procede spedita sui binari del miraggio.

**Risultato**: **se due pilastri cedono è facile prevedere che anche il terzo faticherà a resistere**. Per cui più che un salto nel buio, come si sono affrettati a definirla dalle parti dell’opposizione (con l’eccezione di [Matteo Renzi](https://laragione.eu/life/editoria/matteo-renzi-cambia-vita-nuovo-direttore-de-il-riformista/)), più giusto risulta definire – e sempre al di là del discutibilissimo merito – **la riforma costituzionale un salto nell’iperuranio**, una fuga in avanti che, visti anche i complicati meccanismi di modifica previsti dall’articolo 138, rimanda a tempi futuri e fortemente aleatori. Avanza perciò la deprimente convinzione che pure **l’attuale**, **come tanti altri che l’hanno preceduto**, **non sarà il governo delle riforme**. E questo sì che è **un problema per il Paese**.

 

di *Carlo Fusi*
