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title: Riformare la scuola si può
description: "Riformare la scuola è possibile, ma sia graduale: evitano l’illusione della grande e unica riforma che dice di fare tutto e non fa niente."
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date: 2022-10-09
modified: 2022-10-08
author: Giancristiano Desiderio
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/riformare-la-scuola-si-puo/
categories: [Politica]
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# Riformare la scuola si può

![riformare la scuola](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/10/Evidenza-sito-84.jpg)

Riformare la scuola è possibile, ma sia graduale: evitano l’illusione della grande e unica riforma che dice di fare tutto e non fa niente.

**Il futuro ministro della scuola**, uomo o donna che sia, **ci perdonerà se gli somministriamo una nostra “predica inutile”.** In compenso promettiamo di essere concreti e di **proporre una riforma possibile del sistema dell’istruzione**, da attuarsi in tre anni per andare a regime il quarto anno ed essere organicamente integrata con l’università.

**Primo anno scolastico: 2022/2023**. Il primo anno il ministro non deve toccare nulla e dare alla scuola ciò di cui ha ora bisogno: **essere lasciata un po’ in pace e contare su poche ma chiare certezze**. Il ministro può impiegare quest’anno per fare due cose necessarie**: stabilire da subito (dunque non a febbraio) le regole d’ingaggio dell’esame di Stato di giugno-luglio e poi studiare.** Sì, proprio così: studiare, perché il ministro – i precedenti sono eloquenti – **sarà un pesce fuor d’acqua e per non uscirsene con le trovate delle merendine e dei banchi a rotelle è bene che studi.**

**Secondo anno scolastico: 2023/2024.** Ora il ministro, dopo aver studiato,** potrà fare un’operazione di disboscamento**: via i dipartimenti, via le programmazioni, via le griglie di valutazione, via i crediti, via le riunioni insensate,** via il successo formativo (cioè l’obbligo di promuovere)**, v**ia l’alternanza scuola-lavoro dai licei, via l’educazione civica come materia di tutti e di nessuno che non è né carne né pesce** e che ha l’unico scopo di indottrinare senza pensare.

**Terzo anno scolastico: 2024/2025**. Il ministro – che ha studiato e disboscato e capito che riformare la scuola** vuol dire sempre e per forza di cose metter mano agli esami** – potrà procedere a togliere **l’esame di licenza media**, **introdurre un esame di passaggio dal biennio al triennio delle superiori**, togliere il finale esame di Stato (**un altro inutilissimo e dannosissimo esame di licenza**) e sostituirlo** all’università non con i *test* d’ingresso ma con un vero e proprio esame di accesso** per verificare se il candidato sia in grado o meno di frequentare quei determinati corsi di studi accademici.

**Con il quarto anno scolastico 2025/2026** la riforma possibile e non velleitaria è praticamente a regime e pronta per dispiegare i suoi effetti. Quali sono? **Primo: la scuola ritorna scuola.** **Secondo: gli insegnanti non si dedicano alla burocrazia ma allo studio. Terzo: l’alternanza scuola-lavoro diventa una cosa seria** negli istituti tecnici sui quali si possono indirizzare risorse. **Quarto: l’educazione civica è affidata a un unico docente** che insegna Cultura costituzionale.** Quinto: il dirigente scolastico non è più un manager che passa carte ed *email *ministeriali ma ritorna a essere il preside** che cura didattica e insegnamento.** Sesto: le scuole non sono più diplomifici ma istituti di cultura ed educazione** in cui si conosce sé stessi, i propri pregi e i propri difetti e s’impara a valutare un mondo reale in cui si vale per ciò che si è e si sa, non per ciò che si ha (il pezzo di carta e i soldi, entrambi svalutati dalla comune inflazione).

**Ogni buona riforma ha i suoi punti deboli.** Conoscerli è un dovere specifico del ministro che, se ha studiato, **saprà già dove mettere le mani per migliorare nel tempo scuola e università**: stato professionale degli insegnanti, loro reclutamento, accesso agli uffici pubblici, esame di Stato extra-scolastico, professioni e loro ordini.** Ma il vantaggio di una riforma possibile e graduale sta proprio nella sua concretezza e nella sua gradualità** che, conservando una visione complessiva, evitano però l’illusione della grande e unica riforma che dice di fare tutto e non fa niente.

di *Giancristiano Desiderio*
