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title: "L&#8217;Italia ha un ruolo e non si sottrae alle proprie scelte"
description: "Il ruolo dell'Italia nell'assetto internazionale che deve portare alla sconfitta di Mosca è chiaro e definito."
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date: 2022-05-20
author: Massimiliano Lenzi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/ruolo-dell-italia-che-non-si-sottrae-alle-proprie-scelte-sul-piano-internazionale/
categories: [Politica]
tags: [Evidenza, Italia, NATO, politica, russia]
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# L&#8217;Italia ha un ruolo e non si sottrae alle proprie scelte

![ruolo Italia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/05/Evidenza-sito-2-11.jpg)

Oggi, nella persona di Mario Draghi, l'Italia ha una posizione e un ruolo ben definiti **nel piano internazionale che deve portare alla sconfitta di Mosca.**

Mario Draghi porta consiglio. Parlando ieri senza infingimenti ai parlamentari italiani, il capo del governo ha delineato il *puzzle* che la guerra di Putin all’Ucraina si porta appresso. Draghi ha messo in fila, senza omissioni, la complessa situazione geopolitica attuale e la strada per uscirne con la sconfitta dei russi. Pezzo dopo pezzo, non perdendo mai di vista il fine, ovvero che** la pace** (quando arriverà) **non potrà che essere quella condivisa e considerata tale dall’Ucraina.**

Oltre all’invio delle armi necessarie alla resistenza di Kiev e dell’intero Paese, in queste ore la politica occidentale – e su questo Draghi è in prima linea con il suo attivismo internazionale – va costruendo una **trama diplomatica e negoziale per isolare la Federazione Russa.** Le tessere di questo mosaico sono tante. Ci sono la Cina e l’India, la Turchia e la Libia. Ne fa parte la battaglia del grano contro il rischio della fame per milioni di persone oltre al gas, alla questione energetica e al programma di una difesa comune europea. Tutto si tiene – il nostro giornale lo va scrivendo da settimane – in quest’epoca di cambiamenti storici e di guerra in Europa.

**Partiamo dalla Cina e dall’India: l’Occidente si sta muovendo con la sua diplomazia verso questi due Paesi, strategici nello scacchiere mondiale per allargare l’isolamento di Mosca** e accelerarne il tracollo. Spostandosi da Oriente verso Occidente, ieri Draghi ha annunciato un bilaterale di rilievo: quello tra l’Italia e la Turchia che si terrà all’inizio di luglio. «Saremo ad Ankara – ha detto ai parlamentari – per il vertice bilaterale con la Turchia, il primo da 10 anni a questa parte. E discuteremo delle prospettive negoziali e dei rapporti Italia-Turchia». Sul piatto del bilaterale, ovviamente, ci sarà anche l’ingresso di Svezia e Finlandia nella Nato su cui il presidente turco Erdoğan (a capo di un Paese membro della stessa organizzazione) ha espresso qualche contrarietà, superabile con dialogo e confronto.

Draghi non si sottrae e ad Ankara continuerà a comporre il *puzzle* che comprende, arrivando al Mediterraneo, anche la **situazione** **in Libia**. Adesso sono in molti in Italia a ritenere la **stabilizzazione del Paese africano necessaria** pure nel quadro negoziale più ampio della guerra in Ucraina e d’una pace possibile. Noi lo scriviamo da tempo e Draghi lo ha sempre pensato. Il lavoro con il francese Macron prima e poi il suo colloquio con Biden sulla Libia per chiedere un contributo americano alla stabilizzazione sono i segni politici più evidenti di una consapevolezza che il presidente del Consiglio nutre da sempre: da una Libia nel caos può innescarsi una crescita esponenziale del fenomeno migratorio aggravata pure – in tempi di guerra – dal rischio della fame in Africa a causa della crisi degli approvvigionamenti alimentari, a cominciare dal grano. Anche questo tassello Draghi ha voluto mettere in luce nel suo discorso di ieri. Un ragionamento dal quale non potevano mancare i temi del gas e dell’energia così come quello della difesa comune europea.

**Nell’anno 2022 l’Italia insomma c’è, ha un ruolo e non si sottrae alle proprie scelte sul piano internazionale.** Una novità importante visto che negli ultimi anni, nel *risiko* di un mondo piuttosto ingarbugliato, il nostro Paese è mancato spesso. Oppure quando c’era appariva un po’ confuso. Oggi no. Siede al tavolo e assembla, assieme all’Occidente libero, i tanti pezzi di un *puzzle *che si concluderà soltanto con la sconfitta diplomatica e negoziale di Mosca.

Di *Massimiliano Lenzi*
