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Salutator

Le incoerenze del sistema bonus italiano: “se si cancellasse proprio il concetto di bonus dal vocabolario del governante, sarebbe meglio”.

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Le bandiere che non si riesce ad ammainare subito le si lascia garrire esponendole alla furia dei venti, sicché d’esse restino brandelli. L’osceno corteo dei bonus lo si disperde annunciando controlli. Considerato che fino a qualche mese addietro si constatava che pochi accedevano alla regalia, essendo necessaria una dichiarazione d’assenza di abusi edilizi che è stata rimossa sotto la voce “semplificazione” (che il cielo non li perdoni), la reintroduzione dei controlli dovrebbe contribuire a ridurre la spesa e la platea dei richiedenti.

Poi della bandiera resterà poco, a qualsiasi livello dell’asta si troverà. Se si fosse evitata la porcheria del bonus terme e se si cancellasse proprio il concetto di bonus dal vocabolario del governante, sarebbe meglio. I controlli effettuati sui destinatari del reddito di cittadinanza hanno già dato risultati devastanti. Se si potranno esigere indietro i soldi illecitamente incassati si farà passare la voglia a molti. Anche nelle assegnazioni di pensioni d’invalidità o per l’inserimento nelle categorie riservate, con la conseguente assunzione a chiamata diretta nella pubblica amministrazione, abbiamo alle spalle anni di abusi.

I pentafrinenti non credano d’avere inventato nulla, neanche nel favorire i raggiri. Ma nessuno dubita della necessità di mantenere i bisognosi impossibilitati a lavorare, mentre un disoccupato ‘normale’ non va mantenuto disoccupato, bensì avviato al lavoro. Anche per ragioni di dignità. Su questo fronte il fallimento di quella legge supera anche l’imponenza del connesso ladrocinio.

I 2.500 navigator il cui contratto non sarà rinnovato possono anche sentirsi presi in giro. Non hanno tutti i torti. Solo che erano a loro volta delle prese in giro e non si rimedia certo continuando a prendersi in giro. Giusto chiudere la faccenda, con tanti salutator. Dice il pentapresidente della Camera, Roberto Fico, che gli odierni aggiornamenti dell’elargizione «non ne travolgono né il senso né il nucleo fondante, ma investono di più la connessione con le politiche attive del lavoro, che peraltro richiedono un ulteriore potenziamento». Intanto complimenti per la velocità con cui il politichese asseggiolato, pur di restar colà accovacciati, divenne la loro sola lingua, capace d’impaludare una così ammirevole ammissione di fallimenti: l’idea era buona, ma fummo incapaci nel realizzarla. Ho solo dei dubbi sulla prima parte dell’affermazione.

Anche questa bandiera si sbrindella senza che s’osi abbassarla. L’elenco potrebbe continuare, ma non serve. Quel che colpisce è che i partitanti credano che ciò non sia compreso dai cittadini, che taluno abbocchi all’idea che si stia facendo ora, finalmente, quel che da sempre vollero. Naturalmente contro gli altri alleati di governo, che però dicono la stessa cosa. Incredibile non colgano la perdita di credibilità. Forse perché non credono di poterne perdere.

 

di Davide Giacalone

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