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title: "Salvini: &#8220;Escalation preoccupante di azioni contro le ferrovie&#8221;"
description: "Le parole pronunciate dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini nel corso dell'informativa urgente alla Camera"
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/01/Salvini-trasporti.jpg
date: 2025-01-21
author: Filippo Messina
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/salvini-escalation-preoccupante-di-azioni-come-incendi-e-guasti-contro-le-ferrovie/
categories: [Politica]
tags: [Italia, salvini, trasporti]
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# Salvini: &#8220;Escalation preoccupante di azioni contro le ferrovie&#8221;

![Salvini trasporti](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/01/Salvini-trasporti.jpg)

2025-01-15 15:50:03

2025-01-15 14:50:03

Ritardi, disagi e diversi problemi sulla rete ferroviaria italiana. Rallentamenti sulla linea dell'Alta velocità Roma-Firenze

Anche oggi giornata piena di ritardi - e disagi - con diversi problemi sulla rete ferroviaria italiana. Dalle 7:45 sulla linea Alta velocità Roma-Firenze la circolazione è rallentata (in prossimità di Arezzo) in direzione nord a causa di un inconveniente tecnico sulla linea. È "in corso l'intervento dei nostri tecnici" fanno immediatamente sapere sul sito della Rete ferroviaria italiana. Intorno alle 9:30 poi l'annuncio del problema risolto: "Circolazione in graduale ripresa, problema risolto". Ma non del tutto, in realtà: i treni infatti, spiega Rfi, potranno essere instradati su linea convenzionale tra Chiusi e Arezzo con un maggior tempo di percorrenza fino a 70 minuti".

Nel frattempo, Il Gruppo Fs è pronto a preparare un esposto a causa degli "incidenti anomali": "Il Gruppo Fs, alla luce dell'ennesimo incidente anomalo sulla rete e di un elenco di circostanze altamente sospette, ha preparato un esposto-denuncia che ha depositato presso le autorità competenti. In particolare gli orari in cui si sono verificati alcuni problemi (non è un caso che si tratti di quelli più complicati per la circolazione ferroviaria con ricadute sulla rete), il tipo di guasti e la loro frequenza stanno destando più di qualche interrogativo", le parole del Gruppo Fs.

La Lega si dice d'accordo con Fs: "Dopo lo sciopero-flop di venerdì scorso, i guasti sulla rete sono stati puntuali e nelle fasce orarie più problematiche. Bene l'iniziativa del gruppo Fs. Dalla sinistra del malgoverno e del 'No' a tutte le opere, anche ferroviarie, consueto e indegno sciacallaggio. Questo quanto si legge si legge in una nota a firma dei capigruppo di Camera e Senato della Lega Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo.

"Per recuperare i danni del malgoverno della sinistra, abbiamo avviato uncpiano da 100 miliardi di investimenti per le infrastrutture ferroviarie, con oltre 1.200 cantieri già attivi per recuperare decenni di ritardi sulle ferrovie di questo Paese, ma Renzi se la prende con me. Ma non doveva ritirarsi dalla politica?", le parole di Salvini.

di Filippo Messina

Treni: (ancora) ritardi e disagi; Fs prepara un esposto: "Incidenti anomali". Salvini: "Danni della sinistra"

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2025-01-15 21:20:16

2025-01-15 20:20:16

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2025-01-11 14:06:26

2025-01-11 13:06:26

Il caos treni a Milano diventa, in poco tempo, un caos politico. Le parole di Elly Schlein, Matteo Renzi e Giuseppe Conte contro Matteo Salvini e la risposta della Lega

Un guasto alla rete elettrica ha causato grandissimi disagi a coloro che a Milano questa mattina avrebbero voluto prendere il treno. La circolazione ferroviaria - lo ricordiamo - è stata sospesa sulle linee Milano-Genova, Milano-Venezia e Milano-Bologna per verifiche tecniche alla linea elettrica nel nodo di Milano.

I forti ritardi (che vanno da 10 fino a 170 minuti) e le cancellazioni dei treni hanno provocato molta rabbia non solo alle persone rimaste bloccate in stazione bensì anche ai politici. E il caos treni è diventato, in poco tempo, un caos politico. Le opposizioni attaccano Matteo Salvini.

"Ritardi e cancellazioni anche oggi" dice la segretaria del Pd Elly Schlein, che aggiunge: "Trenitalia suggerisce di evitare spostamenti. E intanto l'unico spostamento che interessa al ministro Salvini è il suo, al ministero dell'Interno". Salvini, prosegue Schlein, è "il peggior ministro dei Trasporti della storia" e "si preoccupa solo di come passare da una poltrona all'altra mentre l'Italia non riesce a muoversi per viaggiare, andare a lavorare o a studiare. Un disastro".

Ci va giù pesante il fondatore di Italia Viva Matteo Renzi che dichiara: "I treni da Milano sono bloccati per un guasto e hanno più di un'ora di ritardo. Si vede che Salvini è rientrato a tempo pieno al Ministero. Il nostro incontro di oggi, allora, inizia alle 12:00 e non alle 11:00. Ho chiesto in Senato a Salvini se lui fosse incapace o portasse sfiga. Stamattina è arrivata la risposta: tutte e due".

Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte: "Il Ministro dei Trasporti Salvini forse si è perso con lo sguardo per aria, alla ricerca dei satelliti di Musk da sponsorizzare. Dovrebbe invece avere lo sguardo ben saldo sulle nostre stazioni ferroviarie: oggi un'altra giornata nera di ritardi dei treni nell'indifferenza più totale. Mentre circa 15 miliardi vengono congelati fra annunci e propaganda sul progetto del Ponte sullo Stretto, vecchio e pieno di criticità, i trasporti per gli italiani sono un inferno quotidiano".

La Lega non tarda a rispondere. Il vicesegretario Andrea Crippa, sentito da Affaritaliani.it, attacca le opposizioni: "Il guasto ce l'hanno nei loro organigrammi di potere i partiti delle opposizioni che in queste ore stanno attaccando vergognosamente Matteo Salvini per i ritardi e le cancellazioni sulla linea ferroviaria a causa di un guasto che, secondo le prime indicazioni della Polfer, in base ai rilievi tecnici, avrebbe riguardato un danno alla linea aerea che sarebbe stato causato da un treno in partenza, questa mattina, a Milano, poco dopo le 7:00. Il ministro Salvini, ricordo agli incompetenti e disinformati esponenti della sinistra, lavora 14 ore al giorno per efficientare e migliorare le linee non solo ferroviarie ma di qualunque tipo di trasporto si tratti in Italia. Non ci sono mai stati così tanti investimenti e lavori in corso sulle infrastrutture e sul trasporto come da quando Salvini è ministro. È palese che gli esponenti delle opposizioni siano in totale malafede e cerchino ogni appiglio solo per attaccare il ministro Salvini".

"Se accade un guasto tecnico alle 7:00 del mattino che cosa può fare il ministro? - prosegue il deputato leghista - Che cosa avrebbero fatto al suo posto i chiacchieroni come Schlein, Conte, Renzi e tutti gli altri esponenti di una sinistra che sa solo odiare, attaccare e non fare il bene del Paese? Sono domande alle quali loro, sinistri dominati dall'ira e dal rancore, devono dare risposta. Quanti investimenti ha fatto il Pd in tutti gli anni che ha governato nelle infrastrutture? Zero, o quasi. E allora silenzio, rispetto ed evitare sterili e inutili polemiche politiche che sono assolutamente pretestuose e anche, lasciatemi dire, vergognose".

 "Dopo decenni di investimenti bloccati e 'no', Salvini sta rimettendo in modo l'Italia". È quanto affermano in una nota i senatori della Lega in commissione Trasporti. E ancora: "Più di 1.200 cantieri ferroviari, record di treni in viaggio e passeggeri trasportati ogni giorno. C'è chi fa e quindi deve risolvere problemi gravi ed ereditati e chi critica dopo aver fallito o essere stato immobile".

di Mario Catania

Il caos treni a Milano diventa anche un caos politico. Le opposizioni attaccano Salvini. La lega: "Problemi gravi ed ereditati"

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2025-01-12 10:08:23

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2025-01-15 09:39:54

2025-01-15 08:39:54

No, non siamo su “Scherzi a parte”. Il ministro dei Trasporti nonché vice presidente del Consiglio Matteo Salvini è nell’occhio del ciclone, ma non muove ciglio

No, non siamo su “Scherzi a parte”. Magari. Pur se gli elementi per crederlo sono fin troppi: il chiodo a Roma, il pantografo a Milano, la cabina elettrica in una stazione qualsiasi (ieri sospesi i treni a Roma), i guasti strutturali sulle linee dell’Alta velocità di Firenze e Napoli (anche ieri in tilt). No, non è la puntata di un programma satirico ma il calvario che decine di migliaia di cittadini sono costretti a sopportare ogni giorno. Il ministro dei Trasporti nonché vice presidente del Consiglio Matteo Salvini è nell’occhio del ciclone. Anche se l’espressione non gli si addice, visto che non muove ciglio. Piuttosto scarica le colpe su «eredità precedenti» e non si capisce se sia sprezzo del ridicolo o visione surreale delle cose.

Andiamo con ordine. Punto primo. È evidente che se da qualche parte si rompe un pantografo o la linea elettrica salta, al titolare del Ministero non possono essere addossate colpe se non con intenti strumentali. Ma se una infrastruttura fondamentale per un Paese che voglia dirsi civile non funziona e procura dissesti e disservizi continui, allora sì che emerge una precisa responsabilità politica alla quale il ministro non può sottrarsi.

Punto secondo. Scaricare sui predecessori le cause di un malfunzionamento diventato strutturale è operazione consolatoria. Una semplice verifica consente di vedere che al Ministero dei Trasporti si sono avvicendati esponenti politici di vari schieramenti, molti dei quali di centrodestra: Matteoli, Lunardi, Lupi e altri in governi comunque sostenuti dalla Lega. È dunque vero che il disastro attuale ha profonde radici, ma sono radici che affondano nell’incapacità del sistema politico di affrontare e risolvere un nodo strategico dello sviluppo dell’Italia. Nonché un crocevia fondamentale per poter competere col resto d’Europa.

Punto terzo. A proposito di Europa. Ci sono i fondi del Pnrr da utilizzare e – invece di accelerare le procedure e le capacità di intervento – si sentono stravaganti sussurri che lamentano la scadenza troppo ravvicinata del 2026 per completare la messa a regime di una arteria decisiva per i bisogni e le necessità dei cittadini e per la movimentazione delle merci. Ma i piani attuativi del Pnrr sono stati messi a punto dall’attuale esecutivo di cui Salvini fa pienamente parte e proprio nella titolarità dei Trasporti, così come da quello precedente di Mario Draghi che pure il Carroccio ha sostenuto fino a che non ha ritenuto di farlo cadere per andare a elezioni anticipate. Per calcolo politico, dunque. Legittimo, ma dal quale non ci si può divincolare a piacimento.

Punto quarto. La conclamata débâcle dell’Alta (sempre per modo di dire) velocità viene rimirata dalla presidente del Consiglio e dagli altri partner della coalizione con un misto fatto di compiacenza e di indifferenza, come se la cosa non li riguardasse o fosse di secondaria importanza. Eppure l’articolo 95 della Costituzione stabilisce che «il presidente del Consiglio dirige la politica generale del governo e ne è responsabile». E subito dopo che il o la medesima presidente «mantiene l’unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l’attività dei ministri». Promuovere e coordinare sono concetti sideralmente lontani dallo sconcertante disinteresse finora manifestato. E perciò non si capisce se Meloni, Tajani e i moderati della maggioranza si limitano a guardare l’orologio scommettendo su quando la situazione diventerà così insostenibile da coinvolgerli oppure se sfogliano il lunario nella neppure troppo nascosta speranza che Salvini a un certo punto naufraghi sommerso dalla propria, chiamiamola così, svagatezza. Un calcolo, se esiste, sospeso fra cinismo e irresponsabilità.

Nel frattempo le decine di migliaia di passeggeri di cui sopra se devono viaggiare si fanno il segno della croce oppure arrivano alla stazione di partenza (dove peraltro spesso sono costretti a slalom fatti apposta per disorientare) e passano ore a compulsare i tabelloni elettronici. Sempre che funzionino, beninteso.

di Carlo Fusi

Trasporti e problemi

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2025-01-15 15:53:07

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