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title: Schlein resta l’avversaria ideale della Meloni
description: Passano i mesi e la sensazione che Elly Schlein sia l’avversario ideale di Giorgia Meloni non accenna a diminuire
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date: 2025-02-05
author: Fulvio Giuliani
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categories: [Politica]
tags: [Meloni, pd, politica]
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# Schlein resta l’avversaria ideale della Meloni

![Schlein meloni](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/02/Evidenza-sito-1987-1024x639.jpg)

Passano i mesi e la sensazione che Elly Schlein sia l’avversario ideale di Giorgia Meloni non accenna a diminuire

Ragionavamo ieri **sul parallelismo Usa-Italia nell’appiattimento delle rispettive opposizioni sulla “via giudiziaria”.** **Ampliamo la riflessione sulle caratteristiche dell’opposizione in Italia **e il momento politico vissuto dal nostro Paese, in cui si ha la sensazione che l’esecutivo e la popolarità della presidente del Consiglio non possano subire alcun reale scossone nei mesi (anni?) a venire. 

**È dell’opposizione, però, che vogliamo occuparci oggi** e non esiste opposizione che possa prescindere dal Partito democratico. **Passano i mesi e la sensazione che Elly Schlein sia l’avversario ideale di Giorgia Meloni non accenna a diminuire.** Il Pd a trazione sinistra-radical chic della segretaria ha sinora incarnato **l’avversario “perfetto”.** 

**Ha vinto dove non poteva perdere** (Emilia-Romagna e Umbria),** ha perso dove poteva vincere** (Liguria) **e dove avrebbe potuto intestarsi un colpo politico di rilievo **(Sardegna) ha diviso la torta con un alleato di giornata in difficoltà e nettamente più debole come il Movimento 5 Stelle. Per non farsi mancar nulla, **rischia di perdere il piatto per le incredibili incapacità organizzative dell’alleato medesimo. **

Sul piano internazionale, **i Dem non toccano palla.** **La segreteria Schlein dà sempre la sensazione che vorrebbe tanto sposare le posizioni genericamente pacifiste **in stile pentastellato ma non può e il risultato è il solito ircocervo di sinistra, gonfio di generici appelli alla pace nel mondo che finiscono per scolorire anche i responsabili voti parlamentari a favore dell’Ucraina. 

**Le mosse di Giorgia Meloni verso l’Amministrazione Trump e lo stesso rapporto personale con il Presidente non sono privi di rischi politici** ma le assicurano un protagonismo e una visibilità che gettano le opposizioni (in verità anche i suoi alleati) in un cono d’ombra fittissimo. **Per un po’ la si è buttata sul rischio neofascismo da III millennio.** In tutta franchezza, un conto è ragionare sui tanti che dalle parti del capo del governo **faticano ad accettare di fare i conti con le proprie origini politiche**, altro sostenere che con Fazzolari, Musumeci o Lollobrigida si rischi la deriva autoritaria. A tutto c’è un limite. 

**Resterebbe una strada vicina al sentiment di Elly Schlein: quella dei “diritti”. Un piano probabilmente non decisivo in termini elettorali ma almeno familiare alla segretaria.** Ecco, **una cifra della Schlein è la prevedibilità**: sai già cosa dirà e come lo dirà. In un’intervista di ieri a la Repubblica, ha elencato i temi su cui battere la destra: “**Salari bassi, precarietà alta, liste d’attesa lunghe nella sanità e casa”**. 

Prendiamo i primi due, strettamente inerenti all’economia e al lavoro. **Quali sono le sue proposte?** La politica industriale della Schlein riporterebbe il Pd allo statalismo e all’assistenzialismo di matrice novecentesca, come emerge anche dal surreale appoggio al referendum contro il Jobs Act votato dal suo stesso partito?

di *Fulvio Giuliani*
