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Se Camelot va a finire in caciara

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La saga familiare dei figli dei Kennedy sul sostegno o la negazione dei vaccini covid19 non ricorda neanche lontanamente la leggenda che sessant’anni fa segnò il punto più alto del mito americano.

Se Camelot va a finire in caciara

La saga familiare dei figli dei Kennedy sul sostegno o la negazione dei vaccini covid19 non ricorda neanche lontanamente la leggenda che sessant’anni fa segnò il punto più alto del mito americano.
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Se Camelot va a finire in caciara

La saga familiare dei figli dei Kennedy sul sostegno o la negazione dei vaccini covid19 non ricorda neanche lontanamente la leggenda che sessant’anni fa segnò il punto più alto del mito americano.
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No, non vi diremo che per fortuna John Fitzgerald Kennedy e Robert Kennedy non hanno dovuto vedere a cosa si siano ridotti i propri figli e nipoti, ma certo passare dalla leggenda (per quanto esagerata e costruita ex post) della Camelot kennedyana allo spettacolo dei pargoli di Bob che si azzannano sul fronte dei vaccini ce ne passa. Kerry e Bob junior sono due degli undici figli che il fratello del presidente ucciso a Dallas nel 1963 ebbe con la moglie Ethel, ancora tra noi alla veneranda età di 93 anni. Non potrebbero essere più distanti di così, sul delicatissimo tema delle campagne vaccinali. Bob, avvocato di 67 anni, è diventato l’eroe dei no-vax nei cinque continenti. Ha arringato 4mila persone pochi giorni fa a Milano all’Arco della pace, infilando un’imbarazzante e pericolosa serie di sciocchezze. Indigesto anche per la sorella Kerry, scrittrice e attivista 62enne, che non fa mistero di essere ormai lontanissima dal fratello. Disgustata com’è dalle sue posizioni antiscientifiche. Curiosamente, anche lei è transitata da Milano, senza aizzare le folle, ma non risparmiando severissime critiche a chiunque neghi l’importanza dei vaccini contro il Covid-19. Fratelli compresi. È una saga familiare un po’ sgualcita, certo lontana anni luce da quella leggenda – la politica della ‘nuova frontiera’, la bellezza, la gioventù, i soldi, Jacqueline, Hyannis Port – che sessant’anni fa segnò il punto più alto del mito americano, prima che il Vietnam cambiasse la percezione degli Usa fra i giovani. di Marco Sallustro

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