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title: Se ritornano i compagni che sbagliano
description: "Le scritte contro chi oggi ha vinto le elezioni devono essere prese sul serio. Soprattutto per evitare che quei \"cattivi compagni\" ritornino."
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date: 2022-10-19
author: Andrea Pamparana
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categories: [Politica]
tags: [Evidenza, politica]
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# Se ritornano i compagni che sbagliano

![Se ritornano i compagni che sbagliano](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/10/Evidenza-sito-3-2.jpg)

Le scritte contro chi oggi ha vinto le elezioni non vanno enfatizzate ma devono essere prese sul serio. Soprattutto per evitare che quei "cattivi compagni" di un tempo, facciano ritorno.

**Giorgio Bocca negli anni Settanta diceva: «Le Brigate rosse non esistono, sono agenti della Nato**». Un’altra firma iconica del tempo, **Camilla Cederna** – che distrusse ingiustamente con false accuse quel grande giurista che era il presidente della Repubblica Giovanni Leone, costringendolo alle dimissioni –** affermava: «Le Brigate rosse sono pezzi deviati dello Stato»**.

**C’erano poi i “compagni” di Lotta Continua e di Avanguardia Operaia**, che oltre a essere i mandanti morali di “punizioni esemplari” contro servitori dello Stato, (per loro «servi»), consideravano l’Inno di Mameli, il Tricolore e quant’altro richiamasse il concetto di Patria ciarpame fascista da rifiutare. Molti di questi, una volta finita la loro ridicola ma sanguinosa resistenza, **sono entrati nel sistema diventando *top manager*, direttori di giornali, intellettuali di riferimento della borghesia**. Quella stessa che nei salotti di Milano, tra un Martini e due olive, predicava la rivoluzione instillando nei loro viziati figli che frequentavano le buone scuole (alcune cattolicissime, per non dire ultra-clericali) l’idea che un galantuomo come il giornalista del “Corriere della Sera” Walter Tobagi potesse essere colpito e lasciato morire in una pozza di sangue sull’asfalto davanti a casa sua.

**«Lo Stato non si cambia, si abbatte», questo il loro delirante sogno**. I mostri sacri della cultura, del giornalismo, del pensiero (peraltro debole assai) ripetevano: «Sono compagni che sbagliano» ma pur sempre compagni; quindi armatevi e partite cari ragazzi, mentre noi ce la spassiamo. I compagni veri – quelli che lavoravano ai torni e alle catene di montaggio, gli operai e i sindacalisti che frequentavano le sezioni del Partito comunista –respinsero al mittente quella follia e furono subito etichettati come “revisionisti”. **Enrico Berlinguer? Un «fascista», un «servo del potere», un «venduto agli americani»**. Una certa intellighenzia giustificava e ammirava quei terroristi, frutto di un proletariato sofferente, di una ingiustizia sociale, sfruttati dallo Stato e dai suoi alleati, tra cui anche «gli sporchi revisionisti del Pci».

**Le scritte contro chi oggi ha vinto le elezioni** – grazie soprattutto ai voti delle periferie sofferenti e non certo dei ripuliti salotti del tempo che fu – non vanno enfatizzate ma **devono essere prese sul serio. La parola “compagni” non usa più**, questi manco sanno disegnare nel modo giusto la stella a cinque punte, però guai a sottovalutare certi “maestri del pensiero” che, ne sono certo, schiacciano l’occhiolino alle nuove leve del terrorismo nostrano. Errare è umano, perseverare è mortale.

 

*di Andrea Pamparana*
