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description: "Accelerare l'ingresso della Serbia e dei Balcani occidentali in Ue non è la soluzione per mettere la pace tra i due Paesi, ma un errore"
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date: 2023-01-26
author: Massimiliano Lenzi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/serbia-e-balcani-occidentali-far-entrare-in-ue/
categories: [Politica]
tags: [Evidenza, guerra, politica, UE]
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# Serbia e Balcani occidentali, la soluzione per la pace non è l&#8217;Ue

![serbia e balcani](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/01/Evidenza-sito-22-1-1024x639.jpg)

Accelerare l'ingresso della Serbia e dei Balcani occidentali in Ue non è la soluzione per mettere la pace tra i due Paesi, ma un errore da non commettere

Affrettare l’ingresso della Serbia e dei Balcani occidentali nell’Unione europea, nel momento in cui le tensioni fra Belgrado e il Kosovo si fanno sempre più forti, è un errore da non commettere. Perché significherebbe rovesciare la logica, mentre la geopolitica e la storia (ma pure il presente) insegnano che le cose al contrario non funzionano. Mai.

Il ribaltamento di cui parliamo è presto spiegato: **pensare che entrando nell’Ue la situazione fra la Serbia e il Kosovo si pacificherà d’incanto o sulla parola è un errore.** Prima occorre raggiungere un accordo internazionale, garantito e accettato dalle parti in causa, su una pacificazione concreta e duratura. Poi si potrà accelerare sull’ingresso serbo e dei Balcani occidentali nell’Ue. **Far entrare due Paesi in contrasto fra loro sarebbe infatti come andare al voto domani in Libia senza aver messo d’accordo Tripolitania e Cirenaica**. Una miopia politica.

La sottolineatura è necessaria visto che da diversi giorni è cominciata una campagna sulla priorità di far aderire all’Unione europea i Paesi dei Balcani occidentali dopo l’invasione russa dell’Ucraina e di questo ha parlato di recente anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La Serbia, è vero, ha presentato da diversi anni la propria richiesta di adesione e di recente lo stesso ha fatto pure il Kosovo. Un segnale, certo, ma non sufficiente a giustificare razionalmente un’accelerazione per un ingresso nell’Unione europea che non tenga conto dei fatti.

Quanto siano logorati i rapporti fra Belgrado e Pristina lo si vede, oltre che dalle tensioni sui confini, anche dalle **parole di ieri della presidente kosovara Vjosa Osmani che accusa la Serbia di essere aggressore e per nulla vittima**, aggiungendo che Belgrado gioca «con lo schema di Putin». Vista la situazione e considerato che la politica deve operare come un Dottor House – tanto lucida nell’analizzare la situazione e nel fare la diagnosi quanto veloce nel trovare la terapia – la soluzione più adatta in questo momento per la Serbia appare quella di considerarla un’area cuscinetto (come proposto in passato dalla Francia) che abbia ovviamente relazioni e rapporti quotidiani e crescenti con l’Ue ma che non ne faccia ancora parte.

Chi avesse dubbi su questo sfogli un libro di storia recente e veda come l’allargamento a Est dell’Ue, realizzato troppo in fretta, non sia stato esente da errori di cui ancora oggi si vedono gli effetti, con l’Ungheria di Viktor Orbán – per fare un esempio – che spesso procura dei mal di pancia a Bruxelles su scelte che dovrebbero essere condivise. A questo aggiungiamo che per stabilizzare i Balcani (ovvero risolvere le tensioni fra Serbia e Kosovo) la creazione di un’**area cuscinetto permetterà di lavorare più agevolmente anche al quintetto Nato** formato da Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia e Stati Uniti.

Che l’Italia ci sia è cosa buona e giusta, anche se aprire un dibattito oggi su Francia e Germania che l’avrebbero voluta escludere – ne ha parlato il ministro degli Esteri Antonio Tajani: «Ci volevano fare fuori. All’ultimo Consiglio europeo ho detto formalmente che** l’Italia pretendeva di essere parte degli incontri**. Siamo parte del quintetto: o ci stiamo o non ci stiamo. Non c’è quintetto finto e duetto vero» – è un errore perché il problema è stato superato e oggi l’Italia c’è (e Tajani stesso lo rivendica). Ma soprattutto perché per rappacificare Belgrado e Pristina – un vasto programma – bisogna che almeno nel quintetto siano tutti d’accordo sul da farsi.

Di *Massimiliano Lenzi*
