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title: "Sgarbi: “Mi dimetto da sottosegretario alla Cultura con effetto immediato”"
description: "Vittorio Sgarbi ha annunciato le sue dimissioni con effetto immediato da sottosegretario della Cultura: \"Manderò una lettera a Meloni\"."
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date: 2024-02-02
modified: 2024-02-03
author: Claudia Burgio
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/sgarbi-mi-dimetto-da-sottosegretario-alla-cultura-con-effetto-immediato/
categories: [Politica]
tags: [cronaca, cultura, Italia]
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# Sgarbi: “Mi dimetto da sottosegretario alla Cultura con effetto immediato”

![Vittorio Sgarbi si dimette da sottosegretario della Cultura](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/02/Vittorio-Sgarbi-si-dimette-da-sottosegretario-della-Cultura.png)

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2023-09-17 20:46:31

2023-09-17 18:46:31

Lo storico e critico d’arte Vittorio Sgarbi giudica ''impossibile'' la notizia della scoperta di un presunto Raffaello

Lo storico e critico d’arte Vittorio Sgarbi giudica ''impossibile'' la notizia della scoperta di un presunto Raffaello. “Nessun possibilità - taglia corto Sgarbi - che il dipinto propagandato come Raffaello, e annunciato a Pergola, città affettuosa, sia del maestro urbinate. È soltanto uno scoop giornalistico, dal momento che si basa su una conoscenza di pochi trattandosi di un’opera in collezione privata, con la legittima aspirazione del proprietario di possedere un Raffaello. Già è bizzarra - aggiunge Sgarbi - l’idea di una Maddalena con le sembianze della moglie del Perugino, come è sospetta la pur legittima propensione di alcuni studiosi a pronunciarsi soltanto su grandi nomi: Raffaello, Leonardo, Botticelli. Perugino basta e avanza''.

''L’opera annunciata come Raffaello - dice Sgarbi - è infatti una versione, forse autografa, di un prototipo di Perugino conservato a Palazzo Pitti, di cui si conosce un’altra versione alla Galleria Borghese. Difficile che nel 1504, quando, in contrasto con il suo Maestro nello ‘Sposalizio della Vergine’ di Caen, Raffaello, con infinita grazia, dipinge il suo mirabile Sposalizio, ora a Brera, che è tanto più libero, nuovo e sciolto di quello del maestro, egli si applichi a fare una copia del Perugino, che in quel momento ha già lasciato alle spalle. E altrettanto impossibile è che il Perugino dipinga una copia di Raffaello. Al massimo, dunque, la nuova versione, di collezione privata, è una replica del Perugino. Di cui verificare l’autografia, rispetto a quella certa delle opere conservate nei musei, e di pubblico dominio''.

''Il gioco del privato che possiede un’opera più autentica di quella di un museo - conclude Sgarbi - è già stato tentato, per Raffaello, con l’autoritratto giovanile. Poi la febbre è passata. Ma è evidente che la proprietà privata, e la conoscenza dal vivo di soltanto alcuni studiosi, sono pregiudizievoli per il riconoscimento della autografia”.

Scoperto un capolavoro di Raffaello? Per Sgarbi no

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2023-09-17 20:46:31

2023-09-17 18:46:31

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2023-07-11 07:23:04

2023-07-11 05:23:04

La potremmo definire "incontinenza verbale" quella degli ultimi giorni con Vittorio Sgarbi, Filippo Facci e il ministro per lo Sport Andrea Abodi

Ci siamo occupati anche molto di recente dell’incontinenza verbale di una serie di personaggi della politica e del giornalismo. Veri e propri professionisti della polemica fine a se stessa, della caciara per la caciara. Interpreti supremi del caos mediatico a uso e consumo della propria popolarità.

Disinnescarli non sarebbe neppure troppo difficile - lasciando spegnere le loro baggianate nel silenzio - ma le “regole“ dei social e dell’informazione H24 giocano tutte a loro favore: la si spara grossa, la più grossa possibile, per vedere l’effetto che fa. Si registrano le reazioni e poi si smussa, si precisa, si fa la finta marcia indietro per garantirsi la seconda ondata di attenzione.

Un giochino che conoscono tutti e che pure funziona egregiamente, basti pensare in ordine sparso a fuoriclasse come Vittorio Sgarbi e Filippo Facci o a interpreti del momento come il ministro dello sport Andrea Abodi, solo negli ultimi sette giorni.

Volenterosi e talvolta inconsapevoli amplificatori di questa insopportabile marmellata social-mediatica, tutti coloro che non vedono l’ora di eleggere un nuovo eroe contro il giornalismo “tradizionale”, la comunicazione pacata, il confronto a toni bassi e civili. È quel grumo di opinione pubblica che continua a covare un sordo risentimento contro tutto ciò che appaia “establishment” e potere costituito, ma anche approccio razionale e rispetto della realtà. Sono più o meno gli stessi che diedero ascolto alle scie chimiche, che contestarono la campagna vaccinale latrando di 5G, i complottisti senza vergogna.

Li riconoscete perché amano tutto ciò che è provocazione distruttiva, adorano la parola usata come maglio per colpire l’avversario. Schiumano rabbia e cercano sempre nuovi eroi della (finta) contestazione.

Li riconoscete perché quando non sanno più che cosa dire - in genere bastano pochi secondi - tirano fuori la parola magica tanto disprezzata: “mainstream“.

Significa tutto e niente, ma equivale al peggior insulto. Certo, se il loro giornalismo di riferimento è quello alla Facci, allora il “mainstream” diventa una medaglia da appuntarsi al petto.

di Fulvio Giuliani

W il ‘mainstream’

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2023-07-11 07:23:04

2023-07-11 05:23:04

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2023-07-02 17:19:52

2023-07-02 15:19:52

Per Sgarbi la bufera esplosa in merito alle sue dichiarazioni, durante l'inaugurazione del Museo Maxxi, sarebbe tutta fuffa e totalmente anacronistica

Di una cosa il sottosegretario della cultura, Vittorio Sgarbi, è certo: non si tratta di sessismo. Per il critico d'arte la bufera esplosa in merito alle sue dichiarazioni, durante l'inaugurazione del Museo Maxxi di Roma, sarebbe tutta fuffa e totalmente anacronistica: "È paradossale che la polemica venga fatta dieci giorni dopo. Al momento la cosa ha divertito tutti, tanto che la gente ha applaudito, ha chiesto autografi e selfie".

Una vicenda che ha smosso mari e monti, tanto che il presidente della Fondazione Maxxi, Giuli, ha già inviato le sue scuse ai dipendenti - che avevano denunciato il discorso di Sgarbi bollandolo come "sessista e volgare"- e il ministro della cultura,  Sangiuliano,  ha preso le distanze definendo sessismo e turpiloquio sempre inammissibili.

"Io sono d'accordo con Sangiuliano - continua Sgarbi, durante la chiacchierata telefonica - ma io ero lì come attore, non come sottosegretario. Era uno spettacolo, non erano cose dette ufficialmente".

Per il sottosegretario: "Il sessismo è un rapporto di dominio nei confronti di una donna. Altrimenti dovremmo censurare anche la canzone 'Dieci ragazze per me' di Lucio Battisti. Il concetto lo si può applicare a dei comportamenti violenti di un marito nei confronti della moglie, ma non alla creatività e all'arte". Alle dichiarazioni dei diversi politici che si sono espressi sulla vicenda ha aggiunto: "Grillo ha un figlio che ha violentato una ragazza. Mi pare che il problema del sessismo riguardi il Movimento 5 stelle, non me che faccio discorsi sul palco di un teatro".  Tra le voci che lo hanno criticato, anche quella di Calenda, che ha persino chiesto le sue dimissioni e a cui risponde così: "Si dimetta lui. L'attività politica di Calenda è pornografica". Insomma per il critico d'arte, da sempre noto per i suoi modi eccentrici e non certo tranquilli, il sessismo riguarda la disparità tra i due sessi. Sulle donne dice: "Ritengo che siano più grandi degli uomini, quindi cosa dirle? Non esiste il problema".

Di Claudia Burgio 

"Non c'entra il sessismo", Sgarbi risponde alle polemiche sul Maxxi

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2024-02-02 17:20:47

2024-02-02 16:20:47

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