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title: Silvio Berlusconi, lo spartiacque
description: Non possono esserci dubbi sul fatto che Silvio Berlusconi abbia e avrà un posto di rilievo nella storia d’Italia
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date: 2023-04-06
author: Davide Giacalone
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categories: [Politica]
tags: [Evidenza, Italia, politica]
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# Silvio Berlusconi, lo spartiacque

![Silvio Berlusconi](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/04/Evidenza-sito-279.jpg)

Non possono esserci dubbi sul fatto che Silvio Berlusconi abbia e avrà un posto di rilievo nella storia d’Italia

**Non possono esserci dubbi sul fatto che Silvio Berlusconi abbia e avrà un posto di rilievo nella storia d’Italia.** Vive un momento difficile e gli si augura il meglio, che per lui è non smettere di combattere. Superata, con il tempo, una divisione incentrata sulla sua persona, c’è da scommettere che **anche gli storici si divideranno sul significato da dare alla sua vicenda umana**, imprenditoriale e politica. **Che non sono tre, naturalmente, ma una sola.**

La determinazione e l’efficacia dell’imprenditore non hanno bisogno d’essere argomentate. **I risultati sono evidenti.** Ma due abbagli hanno accompagnato il giudizio degli altri sulle sue avventure. Dal debutto edilizio al trionfo televisivo **è stato visto come destrutturatore e innovatore, in realtà era un restauratore di abitudini e costumi**. Gli italiani s’erano già laicizzati e urbanizzati. Lui non inventò quel processo,** lo seppe interpretare come nessun altro**. A chi viveva in città riproponeva la comunità, il villaggio, il verde, gli spazi per i bambini. **A chi guardava la televisione riproponeva l’intrattenimento per famiglie**, con un occhio al bar dello sport e l’altro all’avanspettacolo. **Lui stesso si descriveva come interprete del nuovo che avanza inesorabile**, ma era il conservatore dell’eterno che si conserva indelebile. Sul piano imprenditoriale trovò avversari in quelli che si credevano monopolisti dell’innovazione televisiva, **ergo difensori del monopolio spartitorio aziendale**. Certo che seppe aggregare la politica disposta a sostenerlo, ma vinse perché era sull’onda dell’inevitabile, di quel che poi successe ovunque e che negli Stati Uniti era già successo. **Chi lo accusò di cambiare i costumi degli italiani, debosciandoli, non capì nulla della sua forza**: un uomo con il *marketing* incorporato, un arcitaliano conservatore e modernizzatore.

**Per forza poi non capirono lo sbarco in politica e quel che sarebbe successo**. Quando annunciò la «discesa in campo» **la sinistra festeggiò**. Qualcuno fece osservare che si sarebbe potuto obiettare sulla legittimità della candidatura, a causa delle concessioni televisive. Tesi a mio avviso infondata, ma più importante la risposta: **zitti, che un candidato così ci aiuta a rendere legittima la prossima e sicura vittoria. Persero.**

La sua “invenzione”, ancora una volta, era l’innovazione di una conservazione: **tutti assieme, non importa chi,** **pur di battere la sinistra**. Stravinse dopo le elezioni, quando la sinistra si berlusconizzò:** tutti assieme, pur di fermarlo**. Nacque così una stagione i cui sussulti agonici sono ancora in corso: **non più proporzionale, mai maggioritaria, ritagliata sui capi ma con la necessità dei partiti, non più ideologica ma incapace di contenuti**. **Lui è stato lo spartiacque,** ma le acque si sono poi riconfuse in un’altalena elettorale senza sbocchi e continuità.

Avrà il suo posto nella storia, **ma la maledizione è che lui e gli altri non hanno dimostrato senso della storia**. Anche in questo non c’è novità, che nella storia non credeva neanche Giulio Andreotti.** Credere nella storia significa non solo essere** – ed eccome se lui è – **ma anche puntare a sopravvivere**, a indirizzare il futuro,** a lasciare il segno**. Una concezione estranea al cattolicesimo secolare, proibita al comunismo che la storia spera sia dimenticata, forse presente in famiglie liberali divise e minoritarie.

Impossibile negare il merito politico di avere trasportato nel gioco democratico palese (in quello degli scambi parlamentari c’era già)** la destra che era stata fascista**. **Ma non ha fatto mai nulla per aiutarla a non essere più fascista.** Anzi, vide come rivale (quale era, in effetti) quel processo di affrancamento, all’epoca di Fini. **Ed è così che l’innovatore conservatore si ritrova in una scena senza che si sia stati capaci di ulteriormente innovare** e senza molto che valga la pena conservare. Non lo capirono perché lui è veramente popolare e popolano, da miliardario, mentre gli apologeti del proletariato è da decenni che non hanno più nulla da dire ai popolani.

**Non c’è alcun dubbio: ha il suo posto nella storia. Resta da stabilire quale sia la storia.**

di *Davide Giacalone*
