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title: Solo il vuoto
description: "Dal futuro di Mario Draghi dipende l'equilibrio dell'Italia. Le forze politiche devono prendere una decisione per il Paese."
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date: 2021-12-10
author: Carlo Fusi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/solo-il-vuoto/
categories: [Evidenza, Politica]
tags: [Draghi, Italia, politica]
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# Solo il vuoto

![Solo il vuoto](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/12/Mario-Draghi.png)

Dal futuro di Mario Draghi dipende l'equilibrio dell'Italia. Le forze politiche hanno il dovere di prendere una decisione per mettere in sicurezza il Paese, spiegando ai cittadini come vogliono procedere e cosa intendono fare per superare le varie emergenze.

**Tranquilli: adesso c’è anche il “Financial Times” che punta la sua prestigiosa *fiche***** sul giochino più in voga sotto l’albero di Natale: dove piazziamo Mario Draghi.** L’organo della City spiega che se SuperMario finisce sul Colle l’Italia rischia «l’instabilità politica». Dunque meglio lasciarlo dov’é? Macché. Se pure resta a Palazzo Chigi, sentenzia il quotidiano britannico, sarà per un anno. Poi l’entropia sfonderà gli argini. Il tutto mentre un altro quotidiano, “Politico”, spiega che Draghi «è l’uomo più potente d’Europa». E noi sciagurati saremmo perfino capaci di lasciarlo fuori da tutto: né Quirinale né presidenza del Consiglio. Insomma che si fa, ci appelliamo come sempre allo stellone e facciamo gli scongiuri?

Se davvero fosse tutto un gioco, si potrebbe pure. In realtà** in ballo c’è il destino di un Paese** e allora le cose si fanno necessariamente più serie. Qualcuno potrebbe perfino dire drammatiche. Diciamo allora che è necessario rovesciare lo schema fin qui perseguito dalla classe politica italiana. **L’obbligo per i partiti e l’insieme dei Grandi elettori non è decidere dove mettere Draghi quanto spiegare cosa intendano fare per mantenere in equilibrio il Paese e sfruttare appieno l’occasione offerta dal Recovery per fare le riforme da decenni invocate e mai realizzate**, mandando una buona volta in soffitta Penelope e il suo telaio.

Intendiamoci. Mario Draghi non è bravo: è bravissimo. Il migliore di tutti dentro e fuori i confini nazionali e non c’è bisogno di ulteriori riconoscimenti. Ma nessuno Stato può reggersi sulle capacità di un uomo solo seppur al comando: formula che peraltro richiama esperienze passate che è meglio non ripetere. Mario è super ma non ha la bacchetta magica e la democrazia non funziona indicando un demiurgo a cui devolvere il compito di sbrogliare la matassa mentre il resto dei frequentatori del Palazzo continua a guardarsi compiaciuto il proprio ombelico. La patologia italiana è squadernata dal vuoto che circonda il presidente del Consiglio e che ha costretto sia lui che Sergio Mattarella a imboccare una strada tanto produttiva perché «fuori da ogni formula politica». **I mesi di SuperMario a Palazzo Chigi dovevano servire a riempire quel vuoto contando sulle capacità, l’autorevolezza, il carisma di un formidabile *****civil servant*****.** Non sta andando così. Ora che c’è in ballo l’assetto istituzionale, le forze politiche sono più che mai chiamate a un sussulto di responsabilità per spiegare ai cittadini in modo chiaro e convincente come vogliono procedere e cosa intendono fare per mettere in sicurezza il Paese, superando le varie emergenze. Draghi è l’architrave, e per fortuna che c’è. Ma il grattacielo della crescita lo devono realizzare i partiti: se ne sono capaci.

di *Carlo Fusi*
