---
title: Spersi e sparsi
description: Le nuove misure anti Covid decise il 5 gennaio dal Governo hanno gettato luce sulla confusione che regna sovrana nella Maggioranza.
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/01/Evidenza-sito-6.png
date: 2022-01-06
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/spersi-e-sparsi/
categories: [Evidenza, Politica]
tags: [politica]
---

# Spersi e sparsi

![Spersi e sparsi](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/01/Evidenza-sito-6.png)

**Le nuove misure anti Covid decise il 5 gennaio dal Governo hanno gettato luce sulla confusione che regna sovrana, un pericoloso "liberi tutti" in vista della corsa al Quirinale.**

Alla fine, come ampiamente preventivabile,** la ‘pezza a colori’ è stata messa.** Dopo lo sterile *stop and go* imposto dalla riedizione dell’asse giallo-verde dello scorso 29 dicembre, nella lunga e convulsa giornata di ieri si è trovato un **punto di equilibrio sulle nuove misure anti Covid**.

Si è stati sin troppo facili profeti nel pronosticare il cortissimo respiro di Lega e M5S contro il **Super Green Pass al lavoro**, regolarmente varato ieri **insieme all’obbligo vaccinale per gli *over* 50 disoccupati**. Questo provvedimento, limitato a una fascia d’età in cui i non vaccinati ormai sono veramente pochi, è il frutto delle estenuanti trattative per tenere insieme ciò che ormai fatica ad assomigliare a una maggioranza. È lo spettacolo che da alcune settimane si para davanti ai nostri occhi, sullo sfondo della gestione della pandemia. L’area politica – formalmente immensa – che sostiene il governo Draghi appare sempre più riottosa e ingovernabile dagli stessi *leader* di partito. O presunti tali.

**I mal di pancia più vistosi sono dei già citati Lega e Movimento Cinque Stelle**. In particolar modo il partito di Matteo Salvini, con un inedito Giancarlo Giorgetti nella parte del poliziotto cattivo. L’aria è cambiata: l’hanno capito tutti, a cominciare da chi dallo scorso febbraio si è dovuto accontentare di un ruolo marginale in tutte le decisioni strategiche prese dal governo. **L’avvicinarsi della corsa al Quirinale ha sparigliato le carte ed è equivalso a un pericoloso “liberi tutti”** da cui nessuna forza politica sembra realmente immune. Se leghisti e pentastellati si sono mossi con più spregiudicatezza, rispettando la loro antica anima barricadera, non si può dire che Partito democratico, Forza Italia o altre anime della maggioranza stiano alla finestra. In forme diverse, magari trincerandosi dietro dichiarazioni di prammatica a sostegno di Mario Draghi, **tutti cercano di capire come posizionare le pedine in vista del 24 gennaio.** Primo giorno di votazioni per la Presidenza della Repubblica.

**Nel centro di tutto ciò**, più che altro nel centro del mirino, **finisce il presidente del Consiglio**, improvvisamente fra coloro che son sospesi. Non avendo detto di no (non avrebbe potuto farlo!) all’ipotesi di un’elezione al Colle, ha fatto infuriare i tanti che vi hanno voluto leggere una ‘manovra’ per mettersi in *pole position*. Al contempo, non avendo detto di dover restare a tutti i costi a Palazzo Chigi per completare il lavoro, ha scontentato la consistente ala della maggioranza che vedrebbe bene la prosecuzione dello *status quo* nell’esecutivo.

Peccato che t**utto questo strida con il delicatissimo momento che ci troviamo davanti:** c’è da sfruttare l’abbrivio della crescita economica del 2021, evitando magari di n

on coglierne i frutti nell’anno appena iniziato. C’è una pandemia che continuerà a mordere per un po’ e che va gestita con equilibrio e freddezza, a cui non possono che nuocere queste giornate inutilmente febbrili.

**Ci sono una marea di impegni presi dal Paese che dovrebbero trascendere interessi particolari**, tattiche e fortune personali. Dovrebbero, appunto.

 

*di Fulvio Giuliani*
