---
title: Stracciati e rassegnati
description: L’impressione è che, sul fronte giudiziario (e non solo) la politica si sia già suicidata da tempo.
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/04/caos-puglia.jpg
date: 2024-04-14
modified: 2024-04-15
author: Davide Giacalone
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/stracciati-e-rassegnati/
categories: [Politica]
---

# Stracciati e rassegnati

![caos puglia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/04/caos-puglia.jpg)

2024-04-13 18:56:07

2024-04-13 16:56:07

Gasparri sul caso Decaro: "La Schlein ha poco da urlare, da Torino a Bari chiedano scusa agli italiani", poi chiosa sull'emergenza idrica in Sicilia: "Colpa dei grillini e di Padre Zanotelli"

Il capogruppo al Senato di Forza Italia, Maurizio Gasparri, non crede ad una sola parola pronunciata dal Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, in merito allo scandolo esploso a Bari sul caso Decaro: "Emiliano è arrivato al punto di far dimettere una persona che aveva nominato un’ora prima che fosse arrestata. Una coincidenza, un caso dice lui. Io non ci credo. Probabilmente sapeva qualcosa", queste le sue dichiarazioni a margine degli Stati Generali dell'Economia organizzati dal partito a Milano. Poi aggiunge, "c’è una questione morale che da Torino a Bari investe il PD e quindi Schlein ha poco da urlare, chiedano scusa agli italiani, e in Puglia, Emiliano e Decaro forse devono valutare un’uscita di scena dignitosa". Durante la giornata dedicata agli Stati Generali dell'Economia, grande importanza è stata data all'agricoltura, settore che in queste ore in Sicilia sta vivendo un'emergenza idrica che ha messo in ginocchio tantissimi produttori agricoli. 142 i comuni colpiti su 391 a causa della siccità e siamo solo in primavera, l'acqua per irrigare i campi non arriva mentre le bollette aumentano. Una crisi idrica provocata non solo dall'aumento delle temperature ma anche da decenni di cattiva gestione che per Gasparri sono sì una problematica ricorrente, ma soprattutto, sono stati generati dal settore pubblico: "Noi dobbiamo cominciare a capire che l'acqua oggi è diventata più preziosa de petrolio. La prima cosa da fare, in generale, sarebbe evitare la dispersione del 50% dell'acqua che si perde tramite le condutture. Fermo restando la proprietà pubblica dell'acqua - spiega il ministro - la presenza dei privati migliorerebbe la gestione perché eviterebbe la dispersione di risorse idriche. Questo è il vero problema che caratterizzerà il nostro presente e il nostro futuro". Sulle soluzioni politiche attuate in questi anni per risolvere il problema, Gasparri punta il dito contro i grillini e chiosa: "L'acqua non c'è per colpa dei grillini, di Padre Zanotelli e di quelli che, mentendo, fecero un referendum contro l'ingresso dei privati nella gestione, che non vuol dire nella proprietà dell'acqua. Quindi - ripete con fermezza - stiamo così per colpa di Grillo e di Padre Alex Zanotelli".

Di Claudia Burgio

Gasparri: “Emiliano e Decaro arrivati al capolinea” e incolpa i grillini per l'emergenza idrica in Sicilia

publish

closed

closed

gasparri-emiliano-e-decaro-arrivati-al-capolinea-e-incolpa-i-grillini-per-lemergenza-idrica-in-sicilia

2024-04-14 10:09:19

2024-04-14 08:09:19

post

raw

9926

2024-04-07 09:34:33

2024-04-07 07:34:33

Tra Elly Schlein e Giuseppe Conte volano stracci che cancellano l'idea di un campo largo: Pd e M5S non hanno alcuna possibilità di condurre una campagna comune

Essere stati facili profeti non ci interessa, “aver ragione“ ancor meno, sta di fatto che - come si era agevolmente previsto dopo la sorprendente, ma pur sempre risicatissima vittoria in Sardegna - l’opposizione si è ritrovata in un baleno in una condizione se possibile ancor peggiore di quella precedente l’exploit sull’isola.

Le opposizioni, per meglio dire, perché è lunare continuare a riferirsi unitariamente a una galassia tenuta più o meno insieme soltanto da un desiderio: tirarsi vicendevolmente improperi e accuse rinfacciando la responsabilità di un “campo largo” defunto prima ancora di essere stato abbozzato.

La sceneggiata barese ha dell’incredibile eppure non riesce a sorprendere. Nella sua genesi, nel corollario di malumori, battute sprezzanti e rassegnazione che l’avvolge. La verità, che valeva anche in Sardegna anche se maldestramente nascosta dal risultato e dai peana interessati della parte di stampa alla caccia disperata di un antidoto a Giorgia Meloni, è che Partito democratico e Movimento Cinque Stelle non hanno alcun reale motivo e possibilità di condurre una battaglia comune. Se non spinti dalla disperazione tattica di sapere di non poter farcela da soli.

Lo capirebbe anche un bambino che queste non sono neppure lontanamente condizioni minime accettabili per costruire un vero progetto alternativo, quello di cui l’Italia - come qualsiasi democrazia evoluta - avrebbe disperatamente bisogno.

A due mesi dalle elezioni europee, dominate da un proporzionale secco che spinge al tutti contro tutti (come ben sanno anche dalle parti della maggioranza), quello che resta della costruzione vagheggiata a sinistra sono rancori che minacciano di minare qualsiasi possibilità futura. Ogni soluzione che non sia un cartello elettorale messo in piedi alla meno peggio e facendo finta di poter abbozzare un programma comune.

Il balletto sulle candidature non è certo un’esclusiva delle opposizioni, basti pensare ai tentennamenti della presidente del Consiglio Giorgia Meloni o al mistero Vannacci nella Lega, per tacere del gigantesco scoglio Zaia, ma a inseguire sono gli altri.

Questo è un fatto che dovrebbe imporre qualcosa in più della margherita inutilmente sfogliata da Elly Schlein in vista dell’Europee o degli sfibranti Stop and Go di Giuseppe Conte, pensati molto più per logorare che per convincere il potenziale e sempre più lontano alleato.

di Fulvio Giuliani

Campo sbriciolato, altro che campo largo

publish

closed

closed

campo-sbriciolato-altro-che-campo-largo

2024-04-08 12:15:00

2024-04-08 10:15:00

post

raw

31579

2024-04-12 10:00:00

2024-04-12 08:00:00

Non capita spesso di assistere alla morte di una delle leggende mediatiche, giudiziarie e politiche più clamorose degli ultimi tempi

Non capita spesso di assistere alla morte di una leggenda. Sono eventi per cui sarebbe lecito aspettarsi titoloni, talk show infuocati, social in processione dietro hashtag suggestivi, con la politica a seguire il carrozzone mediatico a ritmo di grancassa.

Del resto era andata esattamente così quando la leggenda nacque: era l’estate del 2019 e gli italiani si erano lasciati appassionare da un’inchiesta giudiziaria dal nome evocativo (“Angeli e demoni”) e dai protagonisti perfetti per essere triturati dai media (medici, psicologi, assistenti sociali, sindaci).

Fu così che Bibbiano diventò strumento di una polemica politica talmente insistita («Parlateci di Bibbiano!») da risultare ottusa e irrispettosa verso le presunte vittime coinvolte.

Con l’assoluzione amplissima e definitiva del perno dell’inchiesta – lo psicoterapeuta Claudio Foti – abbiamo appena assistito alla morte di una delle leggende mediatiche, giudiziarie e politiche più clamorose degli ultimi tempi. Parlateci di Bibbiano, ora.

di Valentino Maimone

Bibbiano ora

publish

closed

closed

bibbiano-ora

2024-04-12 21:05:39

2024-04-12 19:05:39

post

raw
