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title: Superbonus, il faticoso iter
description: "Superbonus, una delle misure più indecifrabili e sfiancanti in tema edilizio: norma modificata per la media di una volta ogni 45 giorni."
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/02/Evidenza-sito-30-9.png
date: 2023-02-27
author: Ilaria Cuzzolin
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/superbonus-il-faticoso-iter/
categories: [Politica]
tags: [Evidenza, Italia, politica, società]
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# Superbonus, il faticoso iter

![Superbonus](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/02/Evidenza-sito-30-9.png)

Una delle misure più indecifrabili e sfiancanti in tema edilizio: la norma viene modificata per la media di una volta ogni 45 giorni

Faticoso. **È forse questo il termine più adatto per descrivere l’*****iter* di una delle misure più indecifrabili e sfiancanti mai concepite in tema edilizio: il *superbonus*****, norma azzeccagarbugli modificata la media di una volta ogni 45 giorni.** Ci sono così tante sottotracce da raccontare attorno a questa disavventura tutta italiana che risulta persino faticoso, appunto, scegliere da dove iniziare. Per esempio, si potrebbe cominciare dicendo che – per colpa del [superbonus](https://laragione.eu/interviste/superbonus-110-perche-le-banche-hanno-perso-fiducia/) e di chi ne ha scritto così male il testo – a oggi restano fuori dalla cessione del credito e dallo sconto in fattura anche iniziative importanti come quella relativa all’abbattimento delle barriere architettoniche per i disabili o del sisma-*bonus*. Una “svista” che a poche settimane dal terribile terremoto in Turchia risulta ancora più incomprensibile e su cui il governo pare abbia già annunciato un dietrofront.

**Premessa doverosa: gli effetti autolesionistici del pasticcio generato dal *superbonus***** erano ormai sotto gli occhi di (quasi) tutti e quindi era doveroso chiudere al più presto i generosissimi rubinetti della finanza pubblica.** Ma nel farlo sarebbe stato utile evitare di mandare improvvisamente nel panico tutta la vasta filiera dell’industria edilizia e famiglie coinvolte nei lavori.

**Il decreto legge varato l’altro giorno appare al contempo necessario e miope.** Certo, ci sono pur sempre 60 giorni di tempo per aggiustare il tiro; come però ha fatto notare il presidente di Confindustria Carlo Bonomi, sarebbe stato meglio ascoltare prima le parti in causa, rasserenando gli animi di tutti e discutendo insieme sul da farsi. Il tempo per farlo non è mancato, tenuto conto che numeri, conti e analisi erano disponibili da mesi. La prima sveglia l’avevano data Mario Draghi e l’allora ministro dell’Economia Daniele Franco. **Un allarme inascoltato da tutte le forze politiche (Fratelli d’Italia compresa), consapevoli che poche misure come i *****bonus***** edilizi – in un Paese con l’80% di proprietari di case – aiutino a creare e mantenere il consenso elettorale.** Per stopparli occorrono una buona dose di coraggio, la paura che salti il banco dei conti pubblici e lo scudo della popolarità (su cui oggi può contare la presidente del Consiglio).

Tanto latte pubblico è stato versato (il ministro Giorgetti ha parlato di una spesa *pro capite* di 2mila euro) ma è inutile piangerci sopra. Adesso si cambia, costretti a farlo dalla forza inoppugnabile dei numeri. Attenzione però. **Se finora il *****superbonus***** ha favorito soprattutto i cittadini più abbienti** (che spesso con i soldi dei contribuenti hanno potuto rimettersi a posto la villetta), **c’è il rischio che a usufruire delle agevolazioni siano sempre coloro che dispongono di un reddito maggiore.** Le nuove regole non ammettono la cessione del credito e quando un reddito da 25mila euro lordi annui viene considerato medio (se non addirittura alto) saranno sempre in pochi a poter usufruire del *superbonus*. Ovvero soltanto chi può davvero permettersi di anticipare le somme dei lavori.

Di* Ilaria Cuzzolin*
