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title: Tempi moderni
description: "I tempi sono cambiati ed è ora che l'Italia torni al passo, per risollevare il paese è necessario ripartire con il cantiere del lavoro."
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date: 2021-09-28
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/tempi-moderni/
categories: [Politica]
tags: [giovani, Italia, lavoro]
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# Tempi moderni

![Tempi moderni](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/09/lavoro-italia.png)

I tempi sono cambiati ed è ora che l'Italia torni al passo, per risollevare il paese è necessario ripartire con il cantiere del lavoro.

**Il cantiere del lavoro, in Italia, è ancora da aprire**. Ne parliamo quasi ogni giorno, ma rischiamo di abituarci a un dibattito fine a sé stesso. Discutere di salario minimo o di cancellazione del reddito di cittadinanza (secondo questo giornale, ipotesi sacrosanta), senza una visione d’insieme, significa credere nel potere taumaturgico dell’ideologia. Una pericolosa illusione che sopravvive a sé stessa.

Bisogna avere il coraggio di metter mano al tema del lavoro cominciando ad accettare l’idea che **tutto è cambiato e ben prima della pandemia**. Una rivoluzione che arriva da lontano e che affonda le sue radici nella miriade di **‘nuovi lavori’** che hanno rivoluzionato il nostro mondo, mentre i giovani rivedevano le priorità nella ricerca di un impiego. Uno dei tanti della vita, sia chiaro, perché non sarebbe male cominciare a ricordarsi che** il lavoro ‘per sempre’ non esiste più**. Grazie al cielo.

Una rivoluzione, si diceva, che ha costretto le aziende a **riscrivere le politiche di recruiting**, per non perdere i migliori talenti. Torneremo sul punto, ma partiamo da un rischio: prolungare lo stallo in cui è finito il mercato del lavoro in Italia. Alta disoccupazione e contemporanea difficoltà delle aziende a coprire le posizioni ‘aperte’. Tra i giovani e non solo, insomma, abbiamo allo stesso tempo un **numero elevato di disoccupati e tantissimi posti di lavoro vacanti**.

Una realtà che paghiamo sul piano professionale e umano, ma che ha una diretta ricaduta anche sulla **ridotta capacità di crescita del Paese**. Non sfruttiamo fino in fondo le nostre potenzialità, perché** non formiamo abbastanza i giovani e non aggiorniamo i lavoratori più esperti**, secondo quelle che sono a un tempo le esigenze dell’impresa e le richieste e i sogni delle persone.

Le possibili soluzioni non arrivano mai ad animare il dibattito pubblico sul lavoro, per tacere di quello politico. **Dovremo pur decidere di affrontare il tema nel suo complesso e non per capitoli**, in base alle mode del momento o alle convenienze tattiche dei partiti.

Come accennavamo, **non si può chiedere ai lavoratori del III millennio di considerarsi in formazione continua e pronti a ridiscutere le proprie mansioni e competenze**, se contemporaneamente il mondo dell’impresa non capirà che sono massima qualità e competitività a garantire il futuro. E non esiste qualità senza poter attingere alle **migliori risorse umane**. Dobbiamo chiudere il cerchio, in un rapporto lavoratore-azienda ‘win-win’, mentre giocare a chi è più furbo o si accontenta ci manderebbe prima fuori giri e poi fuorigioco.

*di* Fulvio Giuliani
