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title: "&#8220;Totoministri&#8221;, la casella impostata male dell&#8217;Economia"
description: "\"Totoministri\", la casella impostata male dell'Economia: non è ancora chiaro quale sarà la politica economica del governo."
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date: 2022-10-12
author: Davide Giacalone
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/totoministri-la-casella-impostata-male-delleconomia/
categories: [Politica]
tags: [economia, Evidenza, Italia, politica]
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# &#8220;Totoministri&#8221;, la casella impostata male dell&#8217;Economia

![&#8220;Totoministri&#8221;, la casella impostata male dell&#8217;Economia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/10/Evidenza-sito-18-6.png)

Non è ancora chiaro quale sarà la politica economica che il governo intenderà seguire.

**Il “Totoministri” è esercizio ozioso.** Appassiona pochi. **I racconti che se ne fanno non è detto abbiano fondamento, in ogni caso sono irrilevanti e danno l’impressione che il governo tardi a causa del lavorio nella composizione del mosaico. Invece si sta solo attendendo l’espletamento dei necessari e non eludibili passaggi costituzionali.** C’è una casella, però, che al di là dei nomi – reali o di fantasia – sembra essere impostata male. Da chi ne parla, perché il presidente incaricato *in pectore* (l’onorevole Meloni) non ne parla. È la casella dell’Economia.

Ovviamente decisiva, perché l’Italia è molto indebitata, perché ancora furoreggia l’epidemia dei più disparati *bonus*, perché dai conti dipende molta della nostra credibilità e coerenza europea. I conti pubblici sono parte stessa dell’affidabilità internazionale, visto che l’argine che ci difende dalle speculazioni non è (né potrebbe essere) nazionale. Una casella talmente decisiva da non potere dipendere solo da un nome.

**È sbagliato credere che all’Economia debba trovarcisi un “garante” del governo.** Qualcuno che – per competenza, conoscenze e relazioni – **sia garanzia verso terzi che non solo non si faranno follie, ma che ci si atterrà alla ragionevolezza e alla prudenza**. Non funziona affatto così e così non potrà mai funzionare. Il ministro dell’Economia non appone una specie di firma fideiussoria sui conti del governo. Perché quella funzione sia rassicurante è necessario che la competenza specifica si sposi o con la piena condivisione della politica scelta dal governo, e per esso dal presidente del Consiglio, o che sia il governo, e quindi il citato presidente, a riconoscersi per intero nelle scelte del ministro che ha scelto. Altrimenti l’esito, in breve tempo, saranno le dimissioni o la dismissione dell’uno o dell’altro.

**La prima cosa è complicata, perché quale sia la politica economica che il governo intenderà seguire non è chiaro.** Sappiamo che Meloni e il suo partito s’opposero al reclamare lo “scostamento di bilancio”, ovvero maggiore *deficit* e più debito. Bravi. Sappiamo che intendono radicalmente rivedere roba come il reddito di cittadinanza. Bene. Ma per il resto sappiamo poco e anche per queste due cose non sappiamo come intendono agire. Quindi un ministro che condivida quel che non è noto dovrebbe condividere quel che gli viene privatamente rivelato. Il che ne fa calare il peso.

La seconda cosa – che sia quindi il governo ad allinearsi al ministro – è rischiosa, perché se una volta scelto il nome s’intende uniformarsi al suo indirizzo, è come dire che la guida del Paese si troverà non a Palazzo Chigi ma a via XX Settembre.

**L’equilibrio può essere cercato evitando di suonare un solo tasto, usando una più articolata tastiera.** Taluni fatti lo suggeriscono e facilitano. **La partita economica più rilevante sarà quella relativa alla realizzazione di quanto già previsto e approvato nel [Pnrr](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/pnrr-non-si-scelga-il-masochismo/).** Che non è un piano del governo Draghi, ma dell’Italia. Questo significa che il grosso degli investimenti e delle riforme, per due o tre anni, andrà in continuità. **Vero è che i vincitori delle elezioni hanno annunciato e promesso modifiche, ma si sono guardati bene dall’indicare quali e hanno ripetutamente fatto riferimento ai mutati costi.** Roba rilevante, ma secondaria. Ininfluente rispetto al disegno. Se quella sarà la continuità, allora l’influenza e la dimostrata affidabilità di Draghi avranno ancora un peso e, per il governo, saranno spendibili. Se il fulcro della continuità sarà a Palazzo Chigi, come dovrebbe, allora al Ministero dell’Economia è bastevole ci sia coerenza e capacità. Se il fulcro fosse in quel Ministero allora si metta in conto, più presto che tardi, una crisi. Se la continuità non ci fosse si metterebbero a rischio l’Italia e i suoi conti.

**Non si tratta di “Totoministri”, ma del governo nel suo insieme.** Meloni ne sembra consapevole e mal sopporta le pressioni dei presunti alleati. Nella Costituzione troverà quel che serve a ricordare, ad amici e candidabili, che a lei spetta l’indicazione, mentre la nomina è in altre mani.

Di *Davide Giacalone*
