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title: Trasporti e problemi
description: Non siamo su “Scherzi a parte”. Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini è nell’occhio del ciclone, ma non muove ciglio
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date: 2025-01-15
author: Carlo Fusi
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categories: [Politica]
tags: [politica]
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# Trasporti e problemi

![trasporti](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/01/Evidenza-sito-1900-1-1024x639.jpg)

No, non siamo su “Scherzi a parte”. Il ministro dei Trasporti nonché vice presidente del Consiglio Matteo Salvini è nell’occhio del ciclone, ma non muove ciglio

**No, non siamo su “Scherzi a parte”.** Magari. Pur se gli elementi per crederlo sono fin troppi: il chiodo a Roma, il pantografo a Milano, la cabina elettrica in una stazione qualsiasi (**ieri sospesi i treni a Roma**), i guasti strutturali sulle linee** dell’Alta velocità di Firenze e Napoli **(anche ieri in *tilt*). No, non è la puntata di un programma satirico ma il calvario che decine di migliaia di cittadini sono costretti a sopportare ogni giorno. Il ministro dei Trasporti nonché vice presidente del Consiglio Matteo Salvini è nell’occhio del ciclone. Anche se l’espressione non gli si addice, visto che non muove ciglio.** Piuttosto scarica le colpe su «eredità precedenti» e non si capisce se sia sprezzo del ridicolo o visione surreale delle cose.**

Andiamo con ordine. Punto primo. È evidente che se da qualche parte si rompe un pantografo o la linea elettrica salta, **al titolare del Ministero non possono essere addossate colpe se non con intenti strumentali**. Ma se una infrastruttura fondamentale per un Paese che voglia dirsi civile **non funziona** e procura dissesti e disservizi continui, **allora sì che emerge una precisa responsabilità politica alla quale il ministro non può sottrarsi.**

Punto secondo. **Scaricare sui predecessori le cause di un malfunzionamento diventato strutturale è operazione consolatoria**. Una semplice verifica consente di vedere che al Ministero dei Trasporti si sono avvicendati esponenti politici di vari schieramenti, **molti dei quali di centrodestra: Matteoli, Lunardi, Lupi e altri in governi comunque sostenuti dalla Lega. È dunque vero che il disastro attuale ha profonde radici, ma sono radici che affondano nell’incapacità del sistema politico** di affrontare e risolvere un nodo strategico dello sviluppo dell’Italia. Nonché un crocevia fondamentale per poter competere col resto d’Europa.

Punto terzo. **A proposito di Europa. Ci sono i fondi del Pnrr da utilizzare e – invece di accelerare le procedure e le capacità di intervento – si sentono stravaganti sussurri che lamentano la scadenza troppo ravvicinata del 2026 per completare la messa a regime di una arteria decisiva per i bisogni e le necessità dei cittadini e per la movimentazione delle merci.** Ma i piani attuativi del Pnrr sono stati messi a punto dall’attuale esecutivo di cui Salvini fa pienamente parte e proprio nella titolarità dei Trasporti, così come da quello precedente di Mario Draghi che pure il Carroccio ha sostenuto fino a che non ha ritenuto di farlo cadere per andare a elezioni anticipate.** Per calcolo politico, dunque. Legittimo, ma dal quale non ci si può divincolare a piacimento.**

Punto quarto. **La conclamata *débâcle* dell’Alta** (sempre per modo di dire) **velocità viene rimirata dalla presidente del Consiglio e dagli altri *partner* della coalizione con un misto fatto di compiacenza e di indifferenza**, come se la cosa non li riguardasse o fosse di secondaria importanza. Eppure l’articolo 95 della Costituzione stabilisce che «**il presidente del Consiglio dirige la politica generale del governo e ne è responsabile**». E subito dopo che il o la medesima presidente «**mantiene l’unità di indirizzo politico ed amministrativo**, promuovendo e coordinando l’attività dei ministri». **Promuovere e coordinare sono concetti sideralmente lontani dallo sconcertante disinteresse finora manifestato**. E perciò non si capisce se Meloni, Tajani e i moderati della maggioranza si limitano a guardare l’orologio scommettendo su quando la situazione diventerà così insostenibile da coinvolgerli oppure se sfogliano il lunario nella neppure troppo nascosta speranza **che Salvini a un certo punto naufraghi sommerso dalla propria, chiamiamola così, svagatezza.** Un calcolo, se esiste, sospeso fra cinismo e irresponsabilità.

**Nel frattempo le decine di migliaia di passeggeri di cui sopra se devono viaggiare si fanno il segno della croce oppure arrivano alla stazione di partenza** (dove peraltro spesso sono costretti a *slalom* fatti apposta per disorientare) e passano ore a compulsare i tabelloni elettronici. Sempre che funzionino, beninteso.

di *Carlo Fusi*
