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title: Tre pilastri per cambiare
description: "Bombardati di cattive notizie, media e politica giocano sulle nostre paure per avere reazioni. Ma una strada per un futuro migliore c'è"
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date: 2024-03-29
author: Federico Pasotti
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/tre-pilastri-per-cambiare/
categories: [Politica]
tags: [Europa, politica]
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# Tre pilastri per cambiare

![Tre pilastri per cambiare](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/03/Evidenza-sito-2-10.jpg)

Bombardati di cattive notizie, media e politica giocano sulle nostre paure per avere reazioni. Ma una strada per un futuro migliore c'è. Anzi, tre

Giustizia. Tasse. Immigrazione. Decrescita. Discriminazione. Guerra. **Viviamo bombardati di cattive notizie, di crisi sempre incombenti, di criminalità dilagante**.

**I *media* e la comunicazione politica**, diventati incapaci di trasmettere una visione che possa fare sperare in un domani migliore, **giocano sulle nostre paure per avere *audience*, commenti, *engagement*, reazioni**. E godono dei risultati, miopi nel loro orizzonte elettorale. Senza rendersi conto che, a forza di urlare al domani peggiore, questo si realizzerà.

**Una strada che ci possa portare a un domani migliore invece esiste**. E per quanto sia riduttivo e arrogante poter pensare di rinchiudere una panacea ai mali del Paese in un articolo di giornale, voglio quantomeno provarci. **Le fondamenta del futuro si basano su tre livelli perché tre sono i livelli delle sfide che abbiamo davanti: quello internazionale, quello europeo e quello nazionale**.

**A livello internazionale si deve rivitalizzare e riscoprire un ruolo da protagonisti per l’Italia e per l’Europa** (insieme agli alleati della Nato e agli Stati Uniti), per essere nel domani un faro di libertà per tutti i popoli oppressi dalle autocrazie e dagli invasori, come in passato noi stessi italiani siamo stati liberati dalla dittatura. Un ruolo che ci deve portare a riscoprire da un lato **le arti della diplomazia** – da troppo tempo latitanti – **ma dall’altro anche quelle della guerra **perché, come dimostra il caso ucraino, la nostra libertà non si difende con le belle parole, ma con un deterrente credibile. E ove questo non dovesse bastare, con interventi che rendano chiaro a tutti i nemici del nostro stile di vita che l’Occidente è pronto a difendere i propri valori non soltanto in casa propria, ma ovunque questi vengano minacciati o ci sia un debole oppure un aggredito.

**Il secondo livello di azione deve essere quello europeo, perché alcuni dei problemi che attanagliano l’Italia non possono essere risolti se non a livello comunitario**. E il fattore abilitante principale a questo livello sono gli Stati Uniti d’Europa. Come Paese, al fianco della Francia, dobbiamo spingere per superare la reticenza tedesca e dare il via a un vero processo di nascita di Stato federale europeo che possa agire da pari a pari insieme agli Stati Uniti.

**L’ultimo (ma non per questo meno importante) livello riguarda l’Italia**. Non è una decisione politica, ma un cambiamento di passo culturale che deve coinvolgere tutto il Paese. Dalla sua nascita in un Risorgimento incompiuto, l’Italia – come ci fa ben notare Parsi – **non è riuscita nel corso della sua Storia a creare un sentimento di patri**a che possa costituire la chiave di volta su cui andare a costruire le dolorose ma necessarie riforme che possono cambiare il Paese. Dalla giustizia alla lotta all’evasione fiscale, dalla produttività alla partecipazione politica, **nessun risultato potrà essere seriamente raggiunto senza un indispensabile sentimento di comunità** intorno ai valori fondanti della nostra Repubblica, che sia la base di un nuovo patto sociale.

*di Federico Pasotti*
