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title: Trentennio
description: Silvio Berlusconi non ha subìto un trentennale processo, ma un trentennio di procedimenti penali avviati in tempi diversi
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date: 2025-10-28
author: Davide Giacalone
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categories: [Politica]
tags: [magistratura, politica]
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# Trentennio

![Trentennio](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/10/Trentennio-1024x639.jpg)

Silvio Berlusconi non ha subìto un trentennale processo, ma un trentennio di procedimenti penali i più diversi e avviati in tempi distanti gli uni dagli altri

Da garantista che sa di non avere nessuna alternativa al credere nella giustizia, avrei **una supplica da rivolgere al sindacato dei magistrati**, la loro Associazione nazionale:** evitate quel che avvicina al profilo del politicante televisivo, bisognoso di parlare più velocemente di quel che serve a pensare**. Si possono sostenere tesi diverse, senza per questo far torto alla realtà.

Sicché **smettiamola di dire che Silvio Berlusconi ha subìto sì un processo durato un trentennio ma alla fine ha avuto giustizia, perché è falsa sia la prima che la seconda cosa**. **E smettiamola di far credere che il problema riguardi solo quell’imputato eterno, perché travolge decine di migliaia di persone**.

Tanta parte di un dibattito pubblico distorto è responsabilità del mondo dell’informazione, **a partire dalla continua e zotica confusione fra l’accusa e la giustizia e per finire con la replica alla replica fatta dal presidente dell’Anm alle osservazioni di Marina Berlusconi**, come se toccasse al capo sindacale ‘ammettere’ che il procedimento è stato lento.

Il funzionamento della giustizia non è roba privata dei magistrati e **la lentezza** – incivile e ripetutamente condannata dalle Corti internazionali – **è una piaga che toglie senso alla giustizia, ma non una cosa che dipenda dai soli magistrati.** Molto, ad esempio, dipende dall’insana strutturazione della legge, che consente all’accusa o al giudicante per le motivazioni di sforare i tempi previsti dal codice.

Epperò non è soltanto quello, il problema. **Silvio Berlusconi non ha subìto un trentennale processo, ma un trentennio di procedimenti penali i più diversi e avviati in tempi distanti gli uni dagli altri**. Il che non porta a ragionare sui tempi della giustizia, ma sull’irresponsabilità dell’accusa.

E sarà il caso di ricordare che di quella gragnola di procedimenti solo in un caso si è giunti alla condanna, per evasione fiscale, e che in quel caso si volle usare la sessione estiva della Corte di cassazione, salvo poi la sezione competente scrivere successivamente – in una sentenza, non in un pensierino della sera – che quella condanna era da considerarsi difforme e distante dalla giurisprudenza consolidata.

**Non era un problema di tempi, ma di sostanza**. Né si può dire che, avendo di recente una sentenza escluso che nell’allora Fininvest si siano riciclati soldi mafiosi, colui che divenne imputato per professione abbia avuto giustizia. Perché è morto. O pensano di amministrare anche la giustizia con giurisdizione nell’aldilà?

**Quella patologia giudiziaria** – che ha alimentato carriere togate, giornalistiche e politiche – **esiste perché parte da un presupposto largamente immorale** e di suo negatore di ogni giustizia: l**a verità storica viene scoperta dalle indagini, le quali poi devono subire il contraddittorio nel processo, il supplizio dei ‘cavilli’ e spesso s’arenano nel nulla del tempo perso**.

Un presupposto che finge d’ignorare che se le carte dell’accusa sono forti e le prove reggono non c’è difesa di prestigio che sia in grado d’evitare la giusta condanna; quando però le carte dell’accusa non reggono il confronto e le prove sono indizi mal interpretati se non prove a discarico occultate (capita anche questo), allora **la via più semplice non è spingere il giudizio ma lasciarlo marinare fino a intervenuta prescrizione**, a quel punto contando sulla non insoddisfazione delle difese e potendo allargare le braccia e dire: avevamo la verità, ma scadde.

**Nulla di tutto questo sarebbe mai stato possibile senza la complicità dell’informazione, che ha raccontato le prescrizioni come vittoria dei colpevoli,** laddove sono delle pesanti dimostrazioni dell’incapacità e inconsistenza dell’accusa.

Questa roba, però, non è sepolta con Silvio Berlusconi. Che sarebbe triste, ma pur sempre definitivo. **Questa roba vive ogni giorno nei tribunali italiani**, ove è sufficiente mettere piede – sia pure per una causa civile sulle piante del pianerottolo – **per accorgersi di quanto sia surreale gran parte del dibattito pubblico**.
