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title: "Tris di errori all&#8217;Eliseo"
description: "Gli errori di Meloni, Macron e Zelensky sul \"mancato\" invito della Presidente del Consiglio all'Eliseo. Bisogna procedere insieme."
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date: 2023-02-12
author: Davide Giacalone
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/tris-di-errori-alleliseo/
categories: [Politica]
tags: [Evidenza, guerra, politica, Ucraina, UE]
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# Tris di errori all&#8217;Eliseo

![Macron, Zelensky, Meloni](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/02/Evidenza-sito-23-7.png)

Gli errori di Meloni, Macron e Zelensky sul "mancato" invito della Presidente del Consiglio all'Eliseo. Bisogna procedere insieme

Bene collaborare, meno nello sbagliare. Si finisce con il trasformare un successo in un regresso. Conta la realtà: **nelle ore in cui si concludeva il Consiglio europeo la Russia scatenava un nuovo e [massiccio attacco](https://laragione.eu/esteri/cronache-di-guerra/mosca-intensifica-gli-attacchi/) missilistico.** Putin non conosce e riconosce altra strada che quella del massacro, non lascia margini ad alcun negoziato. **L’Unione europea ha preso diverse iniziative per aprire una via diplomatica, tutte respinte. Se non c’è la possibilità di negoziare, l’Ucraina deve vincere.** Questa è la partita. Sono stati commessi tre errori, ci si è trovati a errare insieme, ma insieme si continuerà a essere erranti, assieme in cammino. I tre errori sono poca cosa rispetto al rinnovato successo: l’Occidente e l’Ue restano compatti, al fianco degli aggrediti.

**La decisione di inviare armi all’Ucraina è caldeggiata e condivisa dalle istituzioni dell’Unione, ma è una decisione nazionale.** Ciascuno decide per le proprie armi, senza vincoli esterni. Il che comporta delle differenze – anche perché diversi sono i rispettivi arsenali – e può portare a un coordinamento a geometria variabile. E del resto,** quando i *leader* di Francia, Germania e Italia andarono assieme a Kiev in treno, 24 capi di Stato o di governo erano assenti. Non per questo “esclusi”**. Per Meloni lamentare il mancato invito a un incontro all’Eliseo è stato un errore. Poche ore prima i ministri della Difesa di Francia e Italia avevano concordato il da farsi. Se il tedesco si fosse sentito “escluso” avrebbe sbagliato.

**Un errore lo ha commesso anche il presidente francese Macron.** Era ragionevole che Zelensky vedesse separatamente il capo del governo britannico, essendo un importante fornitore di aiuti ed esterno all’Ue. Era anche ragionevole che incontrasse le guide di Francia e Germania, che forniscono armi che altri non inviano. **Ma non è ragionevole che a un rilievo (sbagliato) Macron risponda che c’è un ruolo speciale di Francia e Germania, perché conosciamo la storia, conosciamo i numeri, ma dentro l’Ue non sono previste specialità.** E siccome Macron è fra i più europeisti dei governanti europei, non gli sarà difficile riconoscere l’errore.

**Un terzo errore lo ha commesso Zelensky, che in quanto invitato poteva tenersi fuori dalla polemica sugli inviti ma ha voluto dire che con Macron e Scholz sono stati discussi temi di cui non si può parlare. Allora non lo dire.** Perché questo non sposterà di un capello la posizione italiana o di altri europei, ma rischi e costi li corriamo e sosteniamo tutti, sicché ci sono le sedi adatte per parlare senza comiziare.

Questo tris è stato mal giocato, ma resta roba da poco rispetto allo scenario: fin qui si è aiutata l’Ucraina a resistere all’invasione e le armi sono servite a evitare una vittoria russa (che per ciò stesso ha perso) e lasciare lo spazio ai negoziati, ma se i negoziati vengono esclusi dall’aggressore allora le armi non serviranno più solo a difendersi ma a vincere. Lo ha capito bene un vecchio conoscitore del mondo, Kissinger, che stupisce sempre per la lucidità e non si smentisce mai in quanto a realismo. Ma questo porta anche a potere considerare l’attacco ucraino alla Crimea, cosa di cui scrive Lenzi a pagina quattro. Stiamo parlando di un passaggio destinato a segnare la storia dei decenni a venire. Chi se ne frega dell’invito, dell’errore e della replica.

**Non c’è alternativa sensata al procedere assieme, come europei.** C’è una convenienza politica ed economica a farlo integrando le difese e le industrie per la difesa. Non ci sono schieramenti alternativi in Ue (non i Paesi di Visegrád, visto che Polonia e Ungheria sono agli antipodi). Può esserci il rattrappimento nelle propagande vernacolari, fatte da crestuti che credono d’essere galli e sono invece polli.

Ciascuno rappresenta idee e interessi. È normale. **I guai cominciano quando ciascuno vuol far vedere che sta rappresentando determinate idee o interessi.** A quel punto non mira più al risultato, ma alla rappresentazione. Che sarà quella di un fallimento.

Di *Davide Giacalone*
